Il grande Gasby colpisce ancora. di Patrizia Gioia

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The Company You Keep  (La regola del silenzio)

Il grande Gasby colpisce ancora. di Patrizia Gioia

Diretto da Robert Redford. Con Robert Redford, Nick Nolte, Julie Christie, Susan Sarandon, Shia LaBeouf, Sam Elliott è un film che ci fa vedere che invecchiare (se sappiamo fare tesoro di ogni nostra ruga e di ogni nostro errore e nel film ogni attore e attrice, a partire da Redford  ci provoca invitandoci alla conturbante naturalità della vita) sia sempre momento di utopia, dove quel che pare impossibile può divenire possibile, solo se ci faremo carico, con il nostro passato – bello e brutto che sia- , del nostro presente ed essere così robusto esempio di trasformazione per i nostri figli.

Certo ci vuole una vita per comprenderci, per mollare i nostri fondamentalismi, per ammettere a noi stessi di avere sbagliato; ci vuole una vita per imparare ad amare, il solo modo che ci farà divenire consapevoli di non avere saputo, in quel momento, amare davvero, perchè da giovani – e non solo da giovani – si confonde spesso l’ideale con la meta, mentre è solo la possibilità d’esperienza del passo che ci fa esseri umani .

E Redford , che nel film, grazie ad una paternità adulta comprende questo, sarà colui che aiuta la donna amata in gioventù e reincontrata dopo trent’anni, ad abbassare ogni ostilità verso sè stessa, così che questa donna, in fuga da sè per tutta una vita ( anzi sei vite lei dice ) possa sostare in quella presa di coscienza che l’altro può aiutarci a fare, grazie alla forza dell’amore, e fare così ritorno a Itaca, assumendosi totalmente il peso dei suoi errori, che liberano ogni altro, oltre che sè stessa, ri-dando ad ogni cosa il suo giusto posto.

Questo film, come molti film di Redford, è politico nel significato vero di questa parola, partecipazione alla vita che ci contiene, ci circonda e ci chiama; ci fa riflettere sui molti movimenti politici dal basso, che allora come ora sorgono, un risveglio dell’umano per dire NO all’arroganza mortifera del potere.

Movimenti che a mio avviso – e il film lo dice – devono imparare ad essere non “contro” ma “in-contro” al nuovo che ci chiama, imparando che la pace non arriverà mai solo da una rivoluzione esterna, ma anche e soprattutto da un movimento interno pacificato.

E’ un film che ripropone il vero giornalismo, quello che sa dove finisce la cronaca e inizia la vita, con tutte le sue dinamiche, creative e distruttive, quella vita che è da rispettare e onorare affinchè la notizia non sia freccia avvelenata per essere scoop e conquistare audience, ma aiuto per ognuno allo smascheramento, prima di tutto in noi, di ogni iniquità, di ogni sopraffazione, di ogni nefandezza che l’essere umano perpetra quando è accecato dal potere del potere, che uccide ragione e cuore.

Mi sto riguardando il grande Gasby e, credetemi, le rughe del Redford di oggi, nulla  hanno ucciso della luce dei suoi occhi azzurri e del suo sorriso, quello che ci fa  vedere e che nel film dice è che la vita ha sempre una luce, pur se in fondo al tunnel più buio e, solo se la impariamo a vedere, fin da bambini, aiutati dai grandi che hanno il coraggio dell’amore, sarà nuovamente Natale.

Auguri

Patrizia Gioia

i semi della gioia

www.spaziostudio.net

Il grande Gasby colpisce ancora. di Patrizia Gioiaultima modifica: 2012-12-23T15:34:04+01:00da mangano1
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