Alessandro filosofo Bagnato,INTERVISTA ALLA SCRITTRICE DEBORAH FASOLA

domenica 4 novembre 2012
INTERVISTA ALLA SCRITTRICE DEBORAH FASOLA
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Deborah è una scrittrice appassionata di sogni. Riesce a svolgere pienamente più attività oltre a quello di essere una Mamma e lo fa con grande passione e devozione. La scrittura è sempre stata la sua compagna di viaggio e ora andrai a conoscerla meglio nel seguito dell’intervista.

Intervista

1-     Ciao Deborah e benvenuta nel mio blog, vuoi presentarti ai miei lettori?

Buongiorno Alessandro e grazie per l’ospitalità. Presentarmi è un atto che non mi riesce facile, come dico di solito sono una persona normalissima che ama l’arte in ogni sua forma e, per prima cosa, sono una mamma felice. Addentratami nel mondo dell’editoria, ho da qualche tempo trovato la mia giusta dimensione per questo mi sento in periodo particolarmente sereno. Sono testarda e amo i sogni che si possono trovare facilmente tra le pagine di un libro.

2-     Deborah, parlaci di te come persona (quali sono le tue passioni e cosa ti piace fare), vuoi condividerle con noi?
Come dicevo prima amo l’arte in ogni sua forma, ho avuto tantissime passioni legate proprio al mondo dell’arte: ho cantato in un gruppo, ho studiato recitazione, ho fatto sport a livello agonistico moltissimi anni, ho dipinto, creo bigiotteria e accessori con il fimo e per ultimo – ma mai ultimo – amo soprattutto leggere e scrivere.
3-     Con le prime due domande avuto modo di conoscerti, ora però,  vorremo sapere qualcosa di più del tuo “Background”. Ci piacerebbe che tu ci dicesti ciò che ancora non hai mai detto. Che percorsi scolastici hai frequentato? Che tipo d’esperienza ti hanno lasciato? La consiglieresti a chi ti segue?
Nella mia vita scolastica a mio avviso ho fatto alcune scelte sbagliate, in primis mi sono diplomata come perita agraria sulle orme paterne, campo che tuttavia non ho mai amato; per la laurea invece per fortuna ho scelto una materia umanistica, cosa che mi ha avvicinato al mio amore attuale: l’editoria. Diciamo che l’esperienza è sempre positiva, anche quella sbagliata, per la vita che poi si sceglie “da grandi”, quindi non mi lamento e, anzi, mi ritengo fortunata di aver potuto lavorare e studiare al contempo o non avrei mai potuto pagarmi l’università e realizzare il sogno di laurearmi.
4-     Prima di discutere sulle tue pubblicazioni più note, ci sveleresti qualcosa del tuo passato legato alla scrittura? Da adolescente hai avuto rapporti ravvicinati con il mondo dell’editoria? Anche scritti che tuttavia non sono mai stati pubblicati.
Ho iniziato a scrivere in seconda superiore ma per molti anni non ho mai scritto nulla d’interessante neppure per me. Ma ci tenevo troppo a emozionarmi ed emozionare, così non ho mai smesso. Tanti, troppi romanzi risiedono impolverati “nel mio cassetto” e solo recentemente grazie alla spinta della mia famiglia ho tentato la via della pubblicazione di alcune opere, seppur vecchie e lontane dal mio attuale stile di scrittura.
5-     Deborah a questo punto vorrei che tu ci parleresti di te come autrice. (cosa scrivi, da quanto tempo scrivi, perché scrivi, ecc.)
La me stessa autrice non è diversa dalla quotidiana Deborah. Scrivo per rispondere a un bisogno che se all’inizio era di sfogare, di respirare quasi, adesso è diventato solo un bisogno di spaziare con la fantasia. Prima scrivere mi serviva per “buttar via” frustrazioni e impreziosire emozioni, adesso è soltanto il mio volo onirico a occhi aperti. Forse questo cambiamento rappresenta una crescita, non saprei dire, in ogni caso il bisogno pari alla necessità si è attutito, così pure quello di trovar riconoscimenti che mi aveva preso all’inizio dell’avventura di pubblicare; adesso resta il puro desiderio di scrivere, per scrivere e basta. Per quello ora assomiglio alla mia scrittura e siamo un tutt’uno.

6-     Certo, ma che cosa rappresenta per te la scrittura e che cosa rappresenterà per te la scrittura in futuro?
In futuro non lo so, per adesso mi completa e mi permette di sognare, lo sto facendo soltanto per me al momento, senza fini di pubblicare o farmi un nome e quant’altro. E lo faccio con più gioia di prima, forse. Quindi si può dire che, in un certo senso, scrivere è la mia fantasia resa manifesta ed è molto bello per me poterlo fare.
7-     Ora svelaci i segreti della tua scrittura. Partiamo dall’eBook che hai pubblicato con l’Arduino Sacco Editori dal titolo “Luna cremisi”. Ci parleresti di questo tuo romanzo? Qual è l’intreccio che fermenta la storia di questo tuo primo romanzo?  Dov’è ambientato? Ci parleresti della scelta del titolo per questo tuo primo romanzo? Ci parleresti della scelta della copertina?
Sì, allora anzitutto è un cartaceo, l’editore Sacco non pubblica in ebook. Come ho detto molte volte l’invio non è stato fatto da me, ma giunto il contratto ho deciso di lanciarmi, è stato un modo per smuovermi credo, visto che scrivevo da anni e non mi ero mai affacciata a questo mondo. La copertina l’ho scelta insieme al grafico e abbiamo fatto questa scelta proprio per richiamare il titolo: Luna cremisi, la luna sporca di sangue, per una storia appunto di sangue e d’amore. Luna cremisi è un urban fantasy che ha segnato appunto l’inizio del mo cammino in questo mondo, per altro fu il primo libro scritto, molto tempo fa. La storia è molto particolare, senza dubbio una delle mie migliori: una ragazza che torna alle sue origini e scopre un mondo della notte che non credeva esistere se non nelle leggende, andando così incontro al suo destino e scoprendo di essere chi non aveva mai immaginato; è una storia che mescola il mondo sovrannaturale della notte (vampiri e licantropi) con quello degli Dei dell’Olimpo.
8-     La protagonista del tuo intreccio è Alexa. Perché decidesti di intrecciare la storia del tuo romanzo sulla sua figura? Che cosa rappresenta in realtà la figura di Alexa per te in questo romanzo? I lettori del tuo romanzo si potrebbero identificare in lei? Ci sono altri personaggi che fermentano la storia? Che messaggio vorresti dare ai tuoi lettori?
Alexa è la protagonista che narra le sue vicende in prima persona e su di lei ruota tutto il romanzo, lei che è destina a qualcosa di scritto e deciso molto tempo prima, lei divisa tra due amori, uno dei quali così immenso che supera il tempo e la lontananza. I personaggi che la fermentano sono molti: Adam e Leon, Olivia e Ishmael, ciascuno in qualche modo parte di me e molti altri i secondari che hanno tuttavia largo spazio nella vicenda. Luna cremisi nasce come quadrilogia, ma gli altri testi per scelta personale non vedranno mai la luce.
9-     Dopo questa tua prima pubblicazione, desti alla luce il tuo secondo romanzo fantasy dal titolo “Mabel” edito da Montag Edizioni. Ci parleresti di questo tuo romanzo? Qual è l’intreccio che fermenta la storia di questo tuo primo romanzo?  Dov’è ambientato? Ci parleresti della scelta del titolo per questo tuo primo romanzo? Ci parleresti della scelta della copertina?
Mabel è la storia di quattro ragazze che hanno poteri sensazionali dei quali però non si sono mai poste tante domande; sarà l’arrivo di un enigmatico ragazzo a decretare, tra sangue e tradimenti, dolore, magia ed amore, la fine del loro essere adolescenti, portandole a scoprire un mondo magico al quale appartengono per diritto di nascita, un mondo fatto di creature che vogliono distruggere le ragazze e la loro vita. È soprattutto una storia di amicizia e magia. Anche qui la copertina è stata scelta dall’editore, non ho avuto voce in capitolo e personalmente trovo che non si addica molto al contenuto. Il titolo invece richiama il nome di una delle protagoniste: Mabel, la più equilibrata, colei che condurrà al punto di svolta nella narrazione.
10-  I protagonisti di questo tuo secondo romanzo sono: Mabel, Mia, Emylee e Zoe. Ci parleresti di questi personaggi? Perché hai deciso di intrecciare la storia del romanzo su la loro figura?
Loro quattro sono il romanzo, incentrato come già detto sull’amicizia di queste ragazze che vivono una vita quasi normale, che verrà poi stravolta dagli eventi che le porteranno a conoscere le loro vere origini.

11-  In ultimo, Deborah hai pubblicato un terzo romanzo con la Libro Aperto Edizioni di Antonella Senese, dal titolo “Ambrosia”. Ci parleresti di questo tuo romanzo? Qual è l’intreccio che fermenta la storia di questo tuo primo romanzo?  Dov’è ambientato? Ci parleresti della scelta del titolo per questo tuo primo romanzo? Ci parleresti della scelta della copertina?

Ambrosia, sebbene sia un libro anch’esso datato, è la storia a cui tengo di più. La mia storia, in un certo senso, poiché in questo romanzo ho riversato tante piccole parti di me, le mie paure, le mie passioni, pezzi più o meno importanti del mio carattere. Così è nata la mia protagonista, un po’ specchio, un po’ utopia, forte e fragile, che dà appunto il nome al libro: Ambrosia, è il nome della protagonista che narra in prima persona (punto di vista alternato con quello del protagonista maschile) la sua vita. Lei è, infatti, un allieva di Jeet Kune Do, antica arte marziale e filosofia di vita e insieme ai suoi compagni e il suo maestro s’addentrerà nel mondo magico che li minaccia. Tra amore, paura, morte e destino, il mondo della giovane Ambrosia traballerà costringendola a diverse scelte… alcune delle quali, definitive. Il romanzo è ambientato in Italia e proprio nella cittadina del nord in cui vivo, ho decisamente voluto donare stampo nostrano a questo mio terzo paranormal romance. La copertina è stata fatta dal grafico della Libro Aperto Edizioni (casa editrice che sempre ringrazio), dopo aver letto il libro e richiama un preciso istante della trama, uno dei più importanti.
12-  La protagonista del tuo intreccio è Ambrosia. Perché decidesti di intrecciare la storia del tuo romanzo sulla sua figura? Che cosa rappresenta in realtà la figura di Ambrosia per te in questo romanzo? I lettori del tuo romanzo si potrebbero identificare in lei? Ci sono altri personaggi che fermentano la storia? Che messaggio vorresti dare ai tuoi lettori?
Ambrosia come già accennato è il mio specchio, una figura in cui ho rinchiuso, per la prima e unica volta, me stessa. Spero vivamente che i miei lettori potranno identificarsi in lei, spero di aver reso bene le sue emozioni e i suoi pensieri e che possa entusiasmare.
La storia è tracciata da molti altri personaggi, anzitutto I Nove, i compagni di accademia di Ambrosia, che delimitano l’importanza che ho voluto dare all’amicizia e alla fratellanza. Il messaggio che ho voluto dare ai lettori è proprio questo: amore che resiste al fato avverso, lealtà e devozione prima di qualsiasi altra cosa.
13-  Deborah, con i tuoi scritti hai partecipato a numerosi concorsi letterari. Ci diresti a quali hai partecipato? Perché hai deciso di farlo? Che cosa ti ha spinto a farlo?
Ho partecipato a diversi concorsi, è vero. Alcuni non vinti altri che mi hanno dato belle soddisfazioni. Il motivo per cui ho deciso di partecipare ai concorsi è per mettermi alla prova e per farmi un po’ “le ossa” nel campo. Attualmente invece ho scelto di non partecipare più a nessun concorso proprio perché credo di aver fatto la dovuta esperienza in campo concorsi e dovermi dedicare ad altro.

14-  Inoltre, oltre a quello che si è detto sinora, tu sei stata già “Editor” per una casa editrice. Ci parleresti di questa tua esperienza? Ci diresti il percorso che ti ha portato a essere un editor? Ci puoi svelare per quale casa editrice hai svolto questa mansione?
Sì, ho cominciato la mia carriera di editor un anno e mezzo fa e attualmente sono ancora editor per la Libro Aperto Edizioni; dopo aver firmato il contratto di autrice ci siamo infatti conosciuti e al momento lavoro per loro e per l’agenzia letteraria alla casa editrice collegata. Per Libro Aperto Edizioni sono addetta all’ufficio stampa e responsabile della collana Fantasy, per l’agenzia Open Book Literary Agency invece ricopro i ruoli di consulente editoriale e agente letterario, tutti questi incarichi mi rendono molto felice e orgogliosa.

15-  Ci daresti un tuo parere sull’industria del libro. Dopo anche gli ultimi sviluppi che tutti abbiamo seguito, risalenti agli ultimi giorni di cronaca sull’editoria, come pensi che si comporterà l’industria dell’editoria?
L’editoria non è in crisi, diciamo che la crisi è rappresentata da come essa viene usata; sicuramente con l’incremento delle case editrici a pagamento la confusione generata è davvero tanta, per questo mi auguro di cuore che questo lato marcio dell’editoria nostrana sia presto declassato e scompaia.

16-  In definitiva, quando scrivi, ti accosti a qualche scrittore, autore, pensatore, del tuo stesso genere o di altri? In cosa punti quando scrivi? Punti di più al linguaggio dei tuoi scritti o miri di più al contenuto, ossia, all’intreccio?
No, devo dire che scrivendo mi accosto soltanto a me stessa, perché scrivere e quello che sono. Punto soprattutto nell’introspezione, ovviamente mostrata su una trama che mi auguro possa sempre essere solida, altrimenti ne perderebbero i libri stessi.

17-  Il tuo sogno è di diventare un autorice di massima fama?
Assolutamente no, il mio sogno si è già realizzato: volevo pubblicare un libro e ne ho pubblicati cinque (anche due piccoli ebook con a libro aperto edizioni), quindi mi sento già soddisfatta così. Il mio sogno adesso è continuare a trovare il tempo per scrivere e destare sempre la mia fantasia, senza necessariamente pubblicare o darmi termini e mete, scrivere e basta.

18-  Ci daresti altri link per poterti seguire ed essere aggiornati sulle tue attività?
Certamente, ti ringrazio.
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E il mio sito: il sito di deborah fasola- clicca qui!!! in via di aggiornamento.

19-  Ci sveleresti i tuoi progetti odierni e quelli futuri? Di cosa ti stai occupando ora?
Al momento sono molto concentrata sul mio lavoro e sulla promozione di Ambrosia. Ho nel cassetto altri romanzi che mi piacerebbe forse vedere pubblicati un giorno, primo su tutti un romanzo per ragazzi a cui tengo particolarmente; il tempo mi guiderà anche per questi. Da pochi giorni mi sto occupando invece del mio primo libro horror: se fino a oggi ho scritto fantasy o al massimo fantascientifici, adesso vorrei provare con questo genere che tanto amo… ma è solo l’inizio, vedremo come proseguirà la stesura!

20-  Vedi la scrittura di altri generi letterari oltre a quelli già pubblicati nel tuo futuro?
Sì come dicevo poco sopra, al momento vorrei proprio cambiare genere dopo molti libri fantasy o suoi derivati. Oltre all’horror di cui ho parlato, mi piacerebbe anche dedicarmi a un romanzo rosa.

21-  Sono solito chiudere le mie interviste con una domanda alla “Marzullo”. Per te, Deborah, la fantasia è un’immagine, o l’immagine è fantasia?
La fantasia è parole scritte, immagini e pensieri, stati d’animo, emozioni e sospiri. La fantasia è il motore del mondo.

Grazie di avermi concesso quest’intervista.
Grazie a te per la bellissima intervista e lo spazio concesso, a presto!

Alessandro filosofo Bagnato,INTERVISTA ALLA SCRITTRICE DEBORAH FASOLAultima modifica: 2012-11-04T15:10:28+01:00da mangano1
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