Fulvio Grimaldi,Gli uomini uccidono le donne e altri depistaggi

Gli uomini uccidono le donne e altri depistaggi di Fulvio Grimaldi

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Andiamo per disordine, in fretta, tutti argomenti brucianti, decostruendo come capita la pila di appunti e documenti che ho accanto alla tastiera e che rischia di divorarmi vivo. A Palermo uno, in quel momento passato da psicopatico addestrato a psicopatico d’emergenza, come tutti gli assassini, uccide una ragazzina e ne accoltella la sorella. Il 99% di chi ne parla (e non è il 99% cui fa riferimento Occupy) nuota a poderose bracciate nella scia della corazzata macho-femminista che spara a palle infuocate contro i maschi. Corazzata finita, come la “Concordia” di Schettino, dritta come un missile sullo scoglio del senso comune. Cioè del comodo e spesso strumentale stereotipo delle battaglie di femministe che, come la brigata teleassidua di Ida Dominianni o Paola Concia, a suo tempo inneggiavano all’ ”angelo bianco” Hillary Clinton e si fecero paladine delle mercenarie del guitto mignottaro. Lo scoglio su cui piantano e fanno svettare la bandiera delle donne martiri (tutte) e migliori degli uomini (tutti) è il paradigma dei maschi escatologicamente portati alla violenza e all’oppressione sulle donne. La violenza psicofisica di tante madri sui propri figli, che potrebbe avere qualche responsabilità in esiti tipo Palermo, rimane occultata nel buio degli antri sotto lo scoglio. Ma non c’è solo quella, per quanto pesante. Chi di queste menadi di una criminalizzazione senza attenuanti ed eccezioni, ha mai fatto il passetto più lungo fino ad arrivare a quanto viene fatto alla mente di una creatura, specie se maschio, specie se di questi tempi della glorificazione della violenza istituzionale, fin dai primordi del suo innocente e limpido cammino nella vita? Chi ha provato a misurare, magari con gli strumenti dei più validi scienziati della psiche, l’effetto che fa:
– Essere indotto da subito a imparare come principio fondamentale “questo è mio” e a difenderlo contro tutti, se non contro la mamma di cui è “suo”.
– Vedere in tv, fin dai cartoni animati, che i bravi, i forti, buoni o cattivi che siano, sono maschi e che le femminucce sono corollari ed effetti collaterali, quando non sceme alla Heidi.
– Crescere bersagliato da, e quindi appassionato a, videogiochi dove è inevitabilmente il maschio che spadroneggia per muscoli e perizia e dove tanto più si vince quanto più si è violenti e si distrugge, ammazza, sventra, incenerisce. Videogiochi che godono di apologeti irresponsabili, come tale Federico Ercole del “manifesto”, che si inebriano delle qualità tecno-artistiche di queste apologie di reato e istigazioni a delinquere, quante più atrocità insegnano.
– Maturare per vedere che il mondo attorno a noi, rappresentato come il migliore dei mondi possibili da maschi e femmine in autorità, eleva al parossismo della realtà le guerre, stragi, carneficine, tecnologie genocide armate o chimiche, fino allora virtuali, ordinate da coloro a cui tutti debbono obbedienza, stima e rispetto ed eseguite da maschi forzuti, in predicato per il titolo di “eroi”.
– Essere inondato giorno e notte da culi e tette di femmine spersonalizzate perché dedichino il loro apparire svuotato di essere interamente al potere di disporne degli uomini (ricchi).
– Leggere articoli e vedere immagini in cui il killer professionista, il drone, il “giovane rivoluzionario” rossandiano libico o siriano, il Navi Seal Usa, macellano, nel nome di valori alti come la democrazia e i diritti umani, donne, bambini e uomini e rappresentano il non plus ultra della civiltà.
– Essere bombardati a tutte le ore dal verbo assoluto della meritocrazia, che si risolve nel mettere sotto il compagno di classe fragile, il collega di lavoro meno paraculo, la donna o l’uomo in esubero, per essere vincente e mai perdente. Cosa che spetta soprattutto ai maschi, sempre che le femmine non si chiamino Hillary Clinton, Madeleine Albright, Margaret Thatcher, Angela Merkel, Susan Rice, Imelda Marcos, Elsa Fornero, Annamaria Cancellieri.
– Avere alle spalle 2000 anni di machismo ultrà e di violenza generalizzata, psichica e, ove possibile, fisica, della Chiesa cattolica, con stermini oggi non più direttamente eseguiti, ma sempre accompagnati, cui lo Stato elargisce fondi per perpetuare il catechismo della superiorità morale sugli altri, a scapito di un’istruzione che insiste sull’uguaglianza.

Fulvio Grimaldi,Gli uomini uccidono le donne e altri depistaggiultima modifica: 2012-10-25T15:40:10+02:00da mangano1
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