Maria Saporito,Trattativa, la bordata di Martelli: Il vero regista fu Scalfaro

Trattativa, la bordata di Martelli: Il vero regista fu Scalfaro

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 interpellato sulla trattativa Stato-mafia: “Il vero regista fu il presidente della Repubblica di allora”, ha affondato l’ex socialista riferendosi a Oscar Luigi Scalfaro. Non solo, Martelli ha anche testimoniato la sua vicinanza ai pm di Palermo, incitando specificamente Antonio Ingroia a “resistere” alle montanti pressioni.

La regia del presidente – “Il regista di questa trattativa che consisteva nell’assecondare Provenzano e l’ala  ‘moderata’ di Cosa Nostra è il presidente della Repubblica dell’epoca, Oscar Luigi Scalfaro”. Sono queste le parole che promettono di infiammare ulteriormente la polemica  sulle indagini che riguardano la trattativa Stato-mafia. A consegnarle al Fatto quotidiano è stato ieri l’ex ministro della Giustizia, Claudio Martelli, testimone chiave nel processo segnato da snervanti e improbabili stop&go collaborativi.

Telefonate chiarificatrici – Sulle intercettazioni tra Nicola Mancino (ex ministro dell’Interno) e Gerardo D’Ambrosio (consulente giuridico del Quirinale recentemente scomparso): “Due conversazioni mi hanno impressionato – ha riferito Martelli – In una Mancino lamenta: ‘Quando rifiutammo di trattare con le Br per liberare Moro ci accusarono, quando abbiamo cercato di evitare nuove stragi di mafia ci accusano’. Chiaro no? Invece D’Ambrosio, che parla da analista e con cortese distacco – ha precisato l’ex Guardasigilli – sostiene in quelle telefonate che nel 1992-93 c’erano due filiere nelle forze dello Stato, entrambe guidate da Scalfaro”.

Sostituzioni sospette – “L’analisi di D’Ambrosio – ha rincarato l’ex esponente socialista – conferma il protagonismo inusitato del presidente Scalfaro che, mediante i suoi uomini, è il vero regista della trattativa”. Di più: “Ho letto testimonianze convincenti dei cappellani carcerari – ha aggiunto Martelli – i quali ricordano che fu il presidente Scalfaro a chiedere loro di scegliere il sostituto di Niccolò Amato, allora capo del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ndr). E da loro consigliato – ha ricordato l’ex ministro della Giustizia – Scalfaro lo sostituisce con Capriotti che fa decadere l’isolamento del 41 bis”.

L’appello a Ingroia – E sul pressing esercitato da molti ambienti politici e istituzionali sull’attività investigativa condotta dai pm di Palermo, con specifico riferimento all’annunciata partenza dell’aggiunto Antonio Ingroia per il Guatemala: “Io spero proprio che Antonio Ingroia ci ripensi e che rimanga per concludere le indagini e sostenere l’accusa nel processo sulla trattativa – ha dichiarato Martelli – Ingroia non è solo: la Commissione parlamentare antimafia sta concludendo un lavoro importante e anche il procuratore Grasso si è mosso con grande equilibrio”.

Voglia di verità – Non solo: “Molti magistrati, ma anche molti politici vogliono la verità – ha evidenziato l’ex Guardasigilli – e l’opinione pubblica, in parte cloroformizzata da una stampa disattenta, è ancora reattiva, come dimostra l’adesione all’appello del Fatto (il quotidiano ha dato il via a una raccolta firme a sostegno dei pm palermitani, ndr)”.

Maria Saporito

 

Maria Saporito,Trattativa, la bordata di Martelli: Il vero regista fu Scalfaroultima modifica: 2012-08-27T14:43:17+02:00da mangano1
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