Giancarlo Petrella, Sull’originalità

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pubblicata da poeti maledetti il giorno venerdì 27 aprile 2012 a

L’originalità è sopravvalutata; essa consiste in una frenetica determinazione dei moderni, quest’ultimi solo si interessano continuamente d’essere originali, tralasciando ogni buon senso del gusto, trascinando con sé schiere di non artisti, di mediocri, pagati dallo Stato (Bene docet), che si imbellettano con tali presunti uomini originali; né l’uno, né gli altri, percepiscono che il valore della poesia, e di qualsiasi arte, non si esaurisce nell’originalità, ma nella sensatezza, nella struttura stessa dell’opera, nella maestria della tecnica, nella – ahimè parola troppo resa pubblica, oggi come oggi, – bellezza. Il genio si disinteressa dall’essere originale. Il genio non organizza la forma ed il contenuto sul tavolino, egli stesso li percepisce come unica forma e unico contenuto per lui possibili.
Un uomo che desidera essere originale si vincola, si immobilizza, più di chiunque altro, al tempo, alla moda. Condanna il proprio lavoro ad essere schiavo del suo tempo, ché per risultare originali bisogna essere diversi da ciò che è stato, ma ciò che fu è “grande”, e chi è incapace di cotale altezza creerà qualcosa in balia della moda, cioè un prodotto, non di certo un’opera poetica. Colui che cerca con ogni mezzo d’essere originale desidera e pretende elevare il proprio ego per mezzo della propria opera: solo la vanità può muovere un individuo che desidera essere originale prima di ogni cosa.
 
di Giancarlo Petrella

Giancarlo Petrella, Sull’originalitàultima modifica: 2012-04-27T17:24:04+02:00da mangano1
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