Giuseppe Bailone,Cartesio: i giudizi di Voltaire e di Bertrand Russell

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21  Cartesio: i giudizi di Voltaire e di Bertrand Russell

 

“Descartes era dotato d’immaginazione forte e vivace, che fece di lui un uomo originale nella vita privata così come nel suo modo di ragionare; quell’immaginazione non poté tenerla nascosta nemmeno nelle sue opere filosofiche nelle quali s’incontrano a ogni momento paragoni ingegnosi e brillanti; la natura aveva fatto di lui quasi un poeta”.

Voltaire fa un interessante confronto tra Cartesio e Newton, “il distruttore del sistema cartesiano”. Enumera i molti errori di Cartesio, ma gli riconosce il grande merito di aver introdotto “lo spirito di geometria e d’invenzione” nella cultura moderna. Scrive: “La geometria era una guida che egli stesso aveva in qualche misura formato, che sicuramente lo avrebbe guidato nelle sue ricerche di fisica; ma alla fine egli si allontanò da quella guida e si abbandonò allo spirito di sistema. Da allora la sua filosofia non fu altro che un romanzo ingegnoso. […] Ma non è esagerato dire che egli era degno di stima anche nei suoi spropositi: si sbagliò, ma almeno ciò avvenne con metodo, e con coerenza; distrusse le assurde chimere con cui s’imbonivano i giovani da duemila anni; insegnò agli uomini del suo tempo a ragionare, e a servirsi delle sue armi anche contro di lui. Se non ha pagato con buona moneta, è già molto che abbia screditato quella falsa.

Non credo, in verità che si abbia l’ardire di paragonare in nulla la sua filosofia con quella di Newton; la prima è un tentativo, la seconda un capolavoro. Ma colui che ci ha indirizzato sulla via della verità vale forse tanto quanto colui che in seguito è giunto fino in fondo a quella strada.

Descartes diede la vista ai ciechi; questi videro gli errori dell’Antichità  e i suoi. Il cammino che egli aprì è divenuto, dopo di lui, immenso”.

                    Voltaire, Lettere filosofiche, XIV

 

“E’ il primo pensatore d’alta capacità filosofica, il cui modo di vedere sia profondamente influenzato dalla nuova fisica e dalla nuova astronomia. E’ pur vero che egli conserva molto di scolastico, tuttavia non accetta le fondamenta poste dai suoi predecessori, e si sforza di costruire ex novo un edificio filosofico completo. Questo non accadeva più da Aristotele in poi, ed è un sintomo della nuova fiducia degli uomini in se stessi, generata dal progresso scientifico. C’è una freschezza, nel suo lavoro, che non si trova in nessun filosofo precedente, anche notevole, dopo Platone. I filosofi, in questo periodo di tempo, erano stati dei maestri, con l’atteggiamento di superiorità professionale che questo attributo porta con sé. Cartesio invece non scrive come un maestro, ma come uno scopritore e un esploratore, ansioso di comunicare ciò che ha trovato. Il suo stile è facile e non pedantesco, rivolto a tutti gli uomini intelligenti del mondo, piuttosto che a degli alunni. E’, per di più, uno stile veramente eccellente. E’ una fortuna per la filosofia moderna che il suo pioniere abbia avuto un così ammirevole senso letterario”.

 Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale 

Giuseppe Bailone,Cartesio: i giudizi di Voltaire e di Bertrand Russellultima modifica: 2012-03-27T18:35:05+02:00da mangano1
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