Francesco Leonetti Tre delle “Poesie scelte 1942-2001”

dal blog MOLTINPOESIA

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Francesco Leonetti
Tre
delle “Poesie scelte 1942-2001”

Riassunti mondiali (1994)

1.
I corpi in trincea a buchi / bombardati da velivoli.
E quindi si solleva in su / la crosta terrena stessa.
È lava rossa, espansa; / è movimento come in noi, si esulta.
Ma per bloccare l’impeto / caldo umano sono scaricati
addosso i massi giù / dai mostri meccanici in cielo.
Oh non c’è un bel essere / diabolico fra noi capace
di rispondere ribelle e / battere l’ irragione al dominio.

2.
Qui c’è solo la cosa del lavoro e la foia.
Ma stiamo per ore allo schermo mirando.
Le giostre, le sfide, con camere addosso.
Da vedenti. Il caracollante occidentale
attacca coi suoi fendenti a spada corta.
L’altro d’oriente col sandalo pesta fango:
per levare gli schizzi fulminei nella cura
di percezione del dettaglio trasversale
durante i sobbalzi dei passaggi continui.
La stilla infine all’occhio acceca quello …
Ma non era che un’ ombra, una sagoma esposta:
si ripresenta, duplicata presenza, il cavaliere
    dell’ occidente e un musulmano è in campo.
Qui si combatte a pezzi per le lunghe notti.
Solo il guardare i grandi ci è concesso.
Ahi mai nessuno muore fra i campioni presto.

3.
Vengono i mali giù dai mostri meccanici in cielo.
Un bell’ essere diabolico non c’è più in noi indigeni.

La vecchiezza (2001)

Un nome in mente non torna più bene … È scarsa la
compattezza del pene.
Di rado l’escremento mostra valore. Il cuore palpita come
in amore …
Più volte l’udito non sente … Eppure il tutto è ancora
di adolescente.
Come di chi non ha vissuto quasi niente. Anche se insorge il
disincanto:
non si scorge più nulla di grande … Né ci conviene affaticarci
    avanti         .
    Si sa che la vita è un composto di spinte e di parole che sono dita         .
e un dì si torna alla resa, molecole nel vento, materia estesa     .
Oggi il sussulto di male che induce il pensiero mortale
presenta il poi come un umus, con l’antica saggezza: il fiume
oscuro (nulla è detto), il sogno di un fiore, lo smarrimento puro …
Ma non si tocca la rinuncia che è radicale: l’illusione dura.
lo non sono, non c’è il mondo, tutto è un’onda …
Ma mi piace quest’ ombra.
Non si alzerà più il sole, se così succede un giorno, se si vuole …
Ma mi piace ancora una donna. Mi curo. E corro;
poi mi appoggio al muro.
E resta che il padrone, che il potere, che l’irragione, vincendo,
mostra che il fme non è affatto il nostro … Noi peschiamo dentro
il tutto errante, in un insieme – e è questo il solo senso.

Il piede

Questo il mio
bellissimo potente piede;
rotto piagato appoggiato esposto.
Oh che puzzo!
Sono un perdente,
un ribelle infame al dio del denaro.
Amen.
Vengo dal campo dei villani fottuti,
degli insolenti operai, degli intellettuali di merda.
lo con questo,
con questo calciavo all’inferno
i signori e i padroni e i ministri del dio.
E ora, dove è andato il mio piede invitto? Oh meschino!
Non è più grande, non ha un fine,
non ha neppure un seggio.
C’erano una volta i Saraceni, Attila, i Gialli;
ci risaremo noi, ritornati un dì
nel millennio terziario di bancate globali.

* Le poesie sono tratte da Francesco Leonetti, Sopra una perduta estate, a cura di Aldo Nove, NO REPLY Editore 2008

Nota biografica

Francesco Leonetti è nato a Cosenza nel 1924. Nel 1955 ha fondato insieme a Roberto Roversi e a Pier Paolo Pasolini la rivista Officina. E’ stato vicino alle posizioni del Gruppo 63. Nel 1964 fu eletto segretario del gruppo italiano (Vittorini, Moravia, Pasolini, Calvino) per un giornale internazionale di scrittori che non ebbe sviluppo. Professore di filosofia, ha lavorato in biblioteche emiliane e in case editrici; è stato anche attore. E’ poi stato condirettore della rivista Alfabeta. Ha pubblicato libri di poesia: La cantica (1959), In uno scacco (1979).
Tra le opere di narrativa e saggistica: Fumo, fuoco e dispetto (1956), Conoscenza per errore (1961), L’incompleto (1964), Tappeto volante (1967), Irati e sereni (1974), Campo di battaglia (1981). Nei suoi testi ha dato stimolanti analisi del complesso rapporto letteratura/politica, mentre a livello espressivo ha cercato di restituire lo scindersi e l’automatizzarsi della coscienza nella società contemporanea.

Francesco Leonetti Tre delle “Poesie scelte 1942-2001”ultima modifica: 2012-01-24T15:59:14+01:00da mangano1
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