Vladimir D’Amora,Il Ge-stell, che Heidegger definisce come essenza della tecnica

Vladimir D’Amora     23 dicembre

 

 

Yoshiro_Tachibana_paisaje_marr_n.jpgÈ solo nella prospettiva aperta da questa genealogia del governo e della gloria
che la decisione di Heidegger di porre come problema metafisico estremo
la questione della tecnica acquista il suo significato proprio e, insieme, mostra
i suoi limiti. Il Ge-stell, che Heidegger definisce come essenza della tecnica,
la «completa ordinabilità di tutto ciò che è presente»,
l’attività che dispone e accumula le cose e gli uomini stessi come risorse (Bestand),
non è, infatti, altro che ciò che, nell’orizzonte della nostra ricerca, è
apparso come l ‘oikonomia, cioè il dispositivo teologico di governo del mondo.
Ordinabilità (Bestellbarkeit) non è altro che governamentalità, e ciò che, sul
piano teologico, si presenta come ciò che dev’essere ordinato e guidato verso
la salvezza, si dispone, sul piano della tecnica, come risorsa sussistente per il
Ge-stell. Il termine Ge-stell corrisponde perfettamente (non soltanto nella
sua forma: il tedesco stellen equivale a ponere) al termine latino dispositio,
che traduce il greco oikonomia. Il Ge-stell è il dispositivo dell’assoluto e
integrale governo del mondo.

Qui si misura, tuttavia, l’insufficienza del tentativo heideggeriano di
venire a capo del problema della tecnica. In quanto la tecnica non è, in sé,
«nulla di tecnico», ma è la figura epocale del disvelamento-velamento
dell’essere, essa riposa, in ultima analisi, sulla differenza ontologica,
proprio come, nella teologia, l’economia-governo si fonda nell’economia trinitaria.
Il problema della tecnica non è, pertanto, qualcosa che possa essere
deciso dagli uomini, e il rifiutarsi del mondo che avviene nel Ge-stell è il
«mistero supremo dell’essere», così come il «mistero dell’economia» è il più intimo mistero di Dio. Per questo gli uomini non possono che corrispondere (entsprechen) a questo mistero in una dimensione in cui la filosofia sembra trapassare nella religione e che nel suo stesso nome (Kehre) ripete il termine tecnico conversione (in tedesco, Bekehrung).

La salvezza (Rettung), che cresce nel pericolo della tecnica, significa non un’azione, ma un riportare nell’essenza, custodire (in die Hut nehmen), salvaguardare
(wahren) (p. I02).

Heidegger non può venire a capo del problema della tecnica, perché
non è riuscito a restituirlo al suo locus politico. L’economia dell’essere, il suo
disvelarsi epocalmente in un velarsi, è, come l’economia teologica, un arcano
politico, che corrisponde all’ingresso del potere nella figura del Governo. E
politica è l’operazione che viene a capo di questo mistero, che disattiva e rende
inoperoso il dispositivo tecnico-ontologico.

Essa non è custodia dell essere e del divino, ma, nell’essere e nel divino, quell’operazione che ne disattiva e compie l’economia.

Vladimir D’Amora,Il Ge-stell, che Heidegger definisce come essenza della tecnicaultima modifica: 2011-12-23T17:26:35+01:00da mangano1
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