Casa Pound e la “tentazione mimetica”( C. Preve) della sinistra

Chi ha sdoganato Casapound?
casapound-300x287.jpg

Tanta visibilità in regalo a Casapound, chiamata per i camerati a partecipare in questi giorni a trasmissioni televisive nazionali e locali, le cui lettere e i cui comunicati circolano sulle pagine dei giornali a smentire, prendere le distanze, negare (da leggere il post di jumpingshark, soprattutto la parte in cui cita Saverio Ferrari da Il Manifesto che dice “Ieri notte da Roma è stata indirizzata a tutti i responsabili locali di Casa Pound la seguente email: «Comunicazione interna urgente e riservata. Fare quadrato ora significa: negare la sua appartenenza al movimento, cancellare ogni traccia, stare zitti e far parlare solo i dirigenti autorizzati» Troppo tardi!“).

Tanta visibilità, sulla pelle dei morti. Un’occasione come un’altra per farci sapere quanto sono bravi e umani, anzi umanitari, con il paio di iniziative sulla birmania, quelle sull’emergenza abitativa, e lì bisogna dire che le abitazioni rivendicate per le famiglie bisognose le malelingue dicono che siano finite in mano ad amici di Casapound che non ne avevano affatto bisogno, e poi senza contare la movida e le varie iniziative sul pensiero di evola e simili.

Strategia comunicativa dei fascisti del terzo millennio, quelli che “né rossi né neri ma liberi pensieri” e politica sociale presa dagli archivi del partito nazional socialista. Si interviene sul bisogno dei poveri, sulla rabbia dei disoccupati, su tutto quello che è possibile cavalcare, un po’ come la lega ma dal sapore tanto più noglobal, con le loro occupazioni e i gruppi studenteschi ammessi perfino a partecipare ai confronti interni nei licei e nelle università, con le loro iniziative “culturali” in cui si divulga il pensiero di estrema destra un po’ dappertutto, con l’occasione della presentazione di libri di vario tenore e il patrocinio di comuni, province, regioni, incluse quelle di sinistra. Sono bravi ragazzi, non c’è che dire. Un vero gruppo di boyscout.

Vorremmo qui ricordare, e integrate se ne avete voglia e se avete più memoria di noi, quali giornalisti, intellettuali, personaggi libertari o presunti tali, di sinistra e simili, hanno sdoganato Casapound affinché arrivasse tranquilla a poter esigere di stare sulle piazze, ovunque, mentre gli antifascisti subiscono repressione e insulti.

Lo sdoganamento dei gruppi di destra, così come la “tolleranza” per i vari “spariamo agli immigrati” pronunciati da sindaci, politici, ministri leghisti (vedi il viceministro Castelli e il consigliere regionale veneto Daniele Stivai e il sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, tutti armati di mitra, fucili e pistole per sparare agli immigrati come “leprotti”), ammiccamenti, istigazione, scivoloni di cui talvolta registravamo delle rivendicazioni e per altre si attribuivano all’esasperazione sempre giustificata quando qualcuno prendeva a sprangate l’immigrato di turno, avviene da anni e noi l’abbiamo sempre avvertito, monitorato e messo in relazione alle tantissime aggressioni di stampo neofascista che hanno insanguinato l’Italia negli ultimi anni.

E la caccia al “negro” checchè se ne dica ha un’impronta innanzitutto istituzionale, con le varie polizie a pestare persone di colore, con la gente forcaiola a fare esecuzioni pubbliche per il sospetto di un furto per un pacco di biscotti, ve lo ricorderete, o altri inseguiti per le vie per varie ragioni, e poi ci sono tutte le persecuzioni formato ronda, ronde leghiste, ronde dei partiti di estrema destra, ronde di cittadini “volenterosi”, ronde di cittadini dediti al linciaggio di neri, rom, così come si è visto in varie occasioni e in vari roghi ai campi nomadi, baraccati e via così. Potete rinfrescarvi la memoria con il nostro Bestiario razzista, parte prima, seconda e terza.

Ad un certo punto il fascino fascista, per dirla alla Susan Sontag, ha contagiato un po’ di gente, anche insospettabili, tutti a citare voltaire, tutti a immolarsi pur di fare parlare un neofascista, tutti a dare lezioni di libertarismo agli antifascisti che sapevano quello che stava accadendo e avvisavano tutti del fatto che la legittimazione culturale a certa gente significa legittimazione alle orrende azioni che da quella cultura sono istigate e ispirate. Ovvero, i fascisti agiscono spinti dall’idea di avere ragione, dalle tante sollecitazioni di chi non ha fatto altro che scrivere un giorno si e un giorno no che l’emergenza” stranieri, e il “pericolo” straniero, e lo straniero stupratore, e lo straniero ladro, e lo straniero sporco, e lo straniero che fa schifo, e lo straniero invasore, e lo straniero barbaro, e lo straniero da affondare, rimandare a casa, ammazzare, perchè prima gli italiani e poi gli stranieri, prima la cultura locale e poi la vendita di kebab, perché il pericolo dell’islam, e l’emergenza musulmana, e la diversità come minaccia, e il terrore del diverso, e i regolamenti comunali, e le ronde, e i Cpt, poi i Cie, e il patto con quel criminale di Gheddafi, e i tanti morti nel mediterraneo, e le ordinanze leghiste nelle varie città del nord, e potremmo continuare all’infinito.

Insomma tutti presi a curiosare tra futurismo e tatuaggi con la celtica, a chiudere gli occhi sulle mani alzate all’elezione del sindaco di roma e poi a ignorare quella faccetta nera cantata in quel di genova g8 2001 e altri mille esempi che si potrebbero fare. Tutti a invocare la democrazia, perchè di destra e sinistra non aveva più senso parlare, perchè il fascismo non esisterebbe più, perché sarebbero cose superate, e badate che sto andando a memoria di tutte le cazzate che ho letto e mi sono state dette in tutti questi anni.

E da lì a descrivere quegli straccioni degli antifascisti come gentaglia senza appeal, sfigati fermi all’anteguerra, mentre li vedì i fasci, quelli lì son proiettati verso il futuro, oramai vanno di nazirock, sono roba del terzo millennio, fanno la cinghiamattanza, son per il sociale, come mussolini, e fanno revisionismi meglio che bruno vespa. Si appropriano di miti della sinistra, li vedi a dire cose su rino gaetano, scoprono che il che guevara in fondo era uno di loro, poi citano perfino peppino impastato, che i fasci li schifava essendo lui un libertario vero. Operazioni di marketing, azioni dimostrative e a roma tutti rincoglioniti da quelle quattro cose fatte e dette, perché che vuoi che sia, son brava gente, che importa se qualcuno dice di loro che sono un po’ aggressivi.

Il filone “fascio trendy”, quello sdoganato per le adolescenti, lo reperimmo su TopGirl. Parlava di Forza Nuova, che non è bravissima in queste cose ma ci provò.

Poi ci fu l’articolo di Alessandra di Pietro su Gioia che parlava delle donne di Casapound.

Il correntone che spingeva verso uno sdoganamento di quell’area partiva da quel Sansonetti che ne scrisse su L’Altro.

Poi ci fu l’Onorevole Paola Concia che si appropinquò a sdoganare l’organizzazione. E l’altra del Pd, Cristina Alicata, che nel 2009 si esprimeva su Casapound con estrema tolleranza.

E Il Fatto Quotidiano, il giornale di Travaglio, che applaudiva Casapound.

E Walter Veltroni che iniziava l’iter per l’assegnazione dei locali occupati da quelli di  Casapound equiparandoli ad un qualunque movimento di lotta per la casa.

E Luca Telese sempre tanto aperto e disponibile con i “cuori neri”.

Poi ci fu il consiglio comunale di Roma che approvò, credo all’unanimità, una mozione sul “Tempo di essere madri“, che arriva dall’area femminile di Casapound. (tempo di essere uteri)

C’è un bell’articolo ammiccante de l’Espresso, stesso gruppo editoriale de la Repubblica, che parla di Casapound. Quella repubblica che annuncia gioiosa l’elezione del figlio di Alemanno nella consulta provinciale degli studenti a partire dalla lista di Casapound.

Questa la proponiamo come risorsa ed è il file pdf con dentro un dossier sull’estrema destra a Pisa a cura di Rebeldia. Ancora una risorsa realizzata dal gruppo antifa/napoli su casapound.

E si potrebbero contare a centinaia le occasioni in cui politici del pdl, di futuro e libertà, di altri gruppi affini, hanno appoggiato, legittimato e portato alla ribalta i casapoundini. [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12]

Così come potremmo descrivere le tante iniziative di Casapound patrocinate anche da amministrazioni di sinistra, come a Bari, con tanto di marchio del consiglio regionale pugliese. O gli appoggi a Casapound da liste come quelle dei grillini a Bolzano. Val la pena ricordare anche il voltafaccia di Capossela, perchè no.

Poi ci fu tutta la banda de Gli Altri, capeggiata ancora da Sansonetti, che divulgò e firmò un appello per lasciare la piazza al Blocco studentesco di Casapound.

L’appello diceva cose piene di poesia e parlava di libertà, la libertà per quelli di Casapound di dire quello che hanno da dire, così come la libertà per gente come Gianluca Casseri, lo stragista di Firenze, di dire quello che avrà detto e scritto in giro tra Pistoia e altri posti della toscana.

A supporto di Casapound si erano precipitati proprio in tanti, un vero cordone bipartisan, che da destra a sinistra è bene ricordare per intero, con tanto di nomi e cognomi. Iniziando da quelli di cosiddetta sinistra ai quali ora chiediamo:

– glielo andate a spiegare voi ai morti senegalesi, alle loro famiglie, alla comunità senegalese, perché siete stati così gentili con quelli di Casapound?

A chiedere la revoca del divieto a manifestare c’era TUTTA la redazione de Gli Altri e poi:

Ritanna Armeni – giornalista e scrittrice
Angela Azzaro – giornalista de Gli Altri
Massimo Bordin – direttore Radio Radicale
Andrea Colombo – giornalista e scrittore
Lanfranco Pace – giornalista La 7 e Il Foglio
Piero Sansonetti – direttore de Gli Altri
Gian Luca Minotti – scrittore
Massimo Ilardi – professore di sociologia urbana all’Università di
Camerino, direttore Gomorra
Paola Tavella – giornalista del settimanale femminile del Corriere Io Donna
Alberto Abruzzese – professore ordinario di sociologia dei processi
culturali e comunicativi presso l’Università IULM di Milano
Rita Bernardini – deputata Partito Democratico.
Paola Concia – deputata Partito Democratico
Carlo Grassi – professore Università Iuav di Venezia (nome che viene ancora riportato sul sito di Casapound ma per cui pare vi sia una smentita)

A chiedere la libertà di manifestazione per costoro c’erano anche:

1. Pietrangelo Buttafuoco – giornalista di Panorama e Il Foglio
2. Luciano Lanna – vicedirettore de Il secolo d’Italia
3. Enzo Raisi – deputato del Pdl
4. Flavia Perina – deputato del Pdl (che è anche quella che viaggia dentro le Se non ora quando)
5. Francesco Aracri – deputato del Pdl
6. Mario Borghezio – parlamentare europeo Lega Nord
7. Paola Frassinetti – vicepresidente della Commissione Cultura e
Istruzione della Camera dei Deputati
8. Cristano De Eccher – senatore del Pdl
9. Giorgio Holzmann, deputato pdl e candidato sindaco di Bolzano
10. Ugo Maria Tassinari – saggista
11. Annalisa Terranova – giornalista de Il secolo d’Italia
12. Annamaria Gravino – giornalista de Il secolo d’Italia
13. Massimo Malpica – giornalista de Il Giornale
14. Mia Grassi – giornalista
15. Vitaldo Conte – critico d’arte
16. Carlo Gambescia – Saggista ed economista
17. Adriano Scianca – giornalista de Il secolo d’Italia
18. Raffaele Morani – giornalista
19. Daniele Petraroli – giornalista
20. Corrado Delfini – pittore
21. Antonio Pannullo – giornalista del Secolo d’Italia
22. Antonio Rapisarda – giornalista di FareFuturo webmagazine
23. Gabriele Adinolfi – Noreporter
24. Federico Brusadelli – giornalista di FareFuturo webmagazine
25. Marco Guerra – Ufficio Stampa Ministero Ambiente
26. Giovanni Damiano – scrittore
27. Domenico di Tullio – scrittore
28. Alfio Krancic – vignettista de Il Giornale
29. Maurizio Murelli – società editrice barbarossa
30. Augusto Grandi – giornalista de Il Sole 24 ore
31. Federico Zamboni – giornalista
32. Marco Battarra – Ritter Edizioni
33. Alberto Manca – Ritter Edizioni
34. Andrea Benzi – giornalista
35. Vito Orlando – caporedattore Ufficio stampa Regione Sicilia
36. Antonio Lodetti – giornalista de il Giornale
37. Adolfo Spezzaferro, giornalista de la Discussione
38. Giorgio Ballario, giornalista La Stampa
39. Fernando M. Adonia – redazione cataniapolitica.it
40. Roberto Alfatti Appetiti – giornalista
41. Maria Rosaria Nappa – pittrice
42. Miro Renzaglia – poeta e scrittore
43. Paolo Corsini – giornalista Rai
44. Luca Maurelli – scrittore e giornalista
45. Roberta Di Casimirro – regista
46. Gianfranco de Turris – scrittore e giornalista
47. Daniele Lazzeri – centro studi ‘Vox Populi’
48. Monica Mainardi – giornalista di “Chi”
49. Enzo Cirillo – direttore E-Polis
50. Giandomenico Casalino, scrittore e saggista
51. Luciano Zippi – Editore di viaroma100.net
52 – Stefano Pantini – www.lamoscabianca.eu
53 – Sandro Solinas – scrittore
54 – Vincenzo Maida – giornalista
55 – Alfonso Rossetti – vice presidente del consiglio Muncipio Roma VII (PdL)
56 – Alberto Lombardo – Presidente Centro Studi La Runa
57 – Paolo Caioli – Noreporter.org
58 – Andrea Lignani Marchesani – Consigliere Regionale Umbria PDL
59 – Matteo Mascia – Giornalista collaboratore de Il Secolo d’Italia
60 – Mario Michele Merlino – poeta e autore teatrale
61 – Antonella Serafini – censurati.it
62 – Enzo Cipriano – editore Settimo Sigillo
63 – Alexandra Javarone – giornalista
64 – Tonio Pino – Assessore Comune Novoli
65 – Domenico Naso – giornalista
66 – Ulderico Nisticò – scrittore
67 – Luigi Songa – Assessore Comune Omegna
68 – Marco Valle – giornalista
69 – Cecilia Moretti – giornalista ffwebmagazine
70 – Teresa Alquati – collaboratrice del quotidiano Linea
71 – Filippo De Ferrari – giornalista CronacaQui
72 – Ninni Dimichino – editore “L’Arco e la Corte”
73 – Francobaldo Chiocci – giornalista
74 – Christian Continelli – consigliere comunale PDL Ostuni
75 – Ugo Cassone – consigliere comunale PDL Roma
76 – Luca Gramazio – consigliere comunale PDL Roma
77 – Barbara Ricciuti – giornalista, portavoce assessore istruzione,
formazione e lavoro Regione Veneto
78 – Michele De Feudis – Giornalista di E polis
79 – Alessandro D’Agostini – artista
80 – Fernando Crociani Baglioni – presidente del centro studi Patria e libertà
81 – Maurizio Pio Rocchi – artista
82 – Roberto De Lorenxo Meo – artista
83 – Ema Omega – artista
84 – Maurizio Messina- giornalista
85 – Amedeo Renzulli, scrittore
86 – Francesco Filippo Marotta – editore consulente Editoriale
87 – Luca Loseto – artista
88 – Associazione Progetto Zero
89 – Raffaele Zanon – direzione nazionale Pdl
90 – Fabrizio Fabbri – giornalista free lance
91 – Luca Roseto – pittore
92 – Blokulla – musicista
93 – Cesare Ferri – scrittore
94 – Riccardo Ghezzi Antonioli – giornalista
95 – Eva Fontana Castelli – storica e saggista
96 – Pietro Cappellari – ricercatore storico
97 – Sandro Consolato – saggista, direttore de La Cittadella

Continueremo a documentare su questa materia perché è fondamentale capire quanto l’estrema destra, in realtà, non esiste da sola ma è supportata da tante brave persone.

Continueremo a ricordare tutto a partire dall’intervista dell’Annunziata e Radiorock al presidente o coordinatore nazionale di Casapound, non so come definirlo. Continuando per Daniele Rustici e il suo intervento a impedimento della chiusura di Casapound.

Leggi anche:

Firenze 17 dicembre: report e foto della manifestazione antirazzista

L’estrema destra e la centrifuga dei media

Firenze: appello del comitato regionale dei senegalesi

Strage neofascista a Firenze: restano due salme e un pugno di soldi alle famiglie

Contro il fascismo, con ogni mezzo necessario

La mattanza razzista

Razzisti

Firenze, 14 e 17 iniziative antirazziste

Lo stragista non è un pazzo. E’ un neofascista

Strage razzista a Firenze. Fuori i fascisti da tutte le città!

giovedì 22 dicembre 2011
Da Oslo a Firenze: Preve sulla tentazione mimetica della sinistra

di Costanzo Preve

1. L’assassinio dei giovani socialdemocratici norvegesi a Oslo e dei venditori ambulanti senegalesi a Firenze hanno colpito il senso morale di molta gente. Le reazioni a questi crimini, percepiti come intollerabili e inaccettabili ingiustizie, hanno un carattere prepolitico e metapolitico, perché alla faccia dei negatori dell’umanesimo filosofico esiste un comune buon senso che giunge direttamente alla valutazione immediata del Bene e del Male (in maiuscolo, ovviamente).
La politicizzazione ideologica di questi crimini è però inevitabile, perché entrambi i pazzi criminali giustificavano il loro comportamento in modo ideologico detto di “estrema destra”. A questo punto la recita Destra/Sinistra si mette in moto, e la destra, vergognandosi di questi individui che coprivano i loro delitti con motivazioni ideologiche indiscutibilmente di “destra”, parla di criminali pazzi isolati, mentre la sinistra si getta sugli avvenimenti parlando di “punta dell’iceberg” di un conglomerato mostruoso di “ismi” da criminalizzare: fascismo, nazismo, antisemitismo, populismo, revisionismo, leghismo, negazionismo, eccetera. Per la destra, dietro i criminali, c’è solo il manicomio. Per la sinistra, ci sono Bossi, Alemanno, Casa Pound, il fascismo eterno, il nazismo eterno, eccetera.
Non si tratta di dare ragione agli uni o agli altri. Si tratta di delegittimare alla radice questa stucchevole recita.
2. Gli psicologi usano il termine “egregora” (vedi Google) per indicare delle concentrazioni psicologiche collettive di energia generalmente negativa, ma non solo, che alimentano una comune forma-pensiero. Da dove nasce allora l’“egregora fascista”, se ce n’è una? In proposito, bisogna capire perché di regola la schizofrenia è generalmente caratterizzante della sinistra, mentre la paranoia caratterizza generalmente piuttosto la destra. Ragione non ultima, questa, per consigliare l’abbandono della dicotomia.
3. La paranoia caratterizza la cultura di destra perché la destra, in genere e con eccezioni rilevanti, ha alle spalle una concezione olistica e organicistica della società: nazione, popolo, famiglia, razza, eccetera. Sulla base di questa concezione organicistica (già criticata sia dagli illuministi che da Fichte, Hegel e Marx) il pericolo è avvertito in modo paranoico come minaccia esterna: gli immigrati, i negri, gli ebrei dissolvi tori e cosmopoliti, i comunisti collettori dell’invidia sociale dei malriusciti, eccetera. Si crea quindi il famoso “capro espiatorio”, presente in praticamente in tutte le società umane. L’abbandono della teoria paranoica del capro espiatorio segnala in genere il distacco dal modello del codice tradizionale di destra, e dovrebbe essere incoraggiato e lodato, se ogni dialogo con la destra non venisse visto (esempio tipico di paranoia) come un’astuta strategia di infiltrazione nel corpo sacro della Sinistra Eterna.
La schizofrenia caratterizza invece la cultura di sinistra, perché essa vive strutturalmente di “doppia verità” malamente celata. Essa si basa sulla metafisica temporale della irreversibilità di una divinità inesistente chiamata Progresso, per cui da un lato favorisce sempre le forme di modernizzazione dei costumi sociali, e dall’altro nega l’evidenza, e cioè che questa modernizzazione favorisce sempre sistematicamente il capitalismo (attenzione, non la borghesia, solo il capitalismo), depurandolo dei suoi residui non integralmente trasformabili in pura merce astratta. In base alla ideologia del progresso, la sinistra si autocolloca sempre dalla parte dei “progressisti” buoni contro i “conservatori” cattivi, e la radice della sua delegittimazione integrale della destra sta nel considerare la “destra” un residuo storico del passato da superare.
Il vecchio PCI era un seminatore di schizofrenia imbattibile. Da un lato, chiamava all’unità dell’arco costituzionale contro il brigatismo rosso, mentre dall’altro nelle sue sezioni mormorava a bassa voce ai militanti creduloni e babbioni che i brigatisti erano burattini in mano ai servizi segreti democristiani. Solo chi ha vissuto questa sistematica schizofrenia sa che essa ha avvelenato intere generazioni, soprattutto con il mantenimento di un antifascismo paranoico in totale assenza di fascismo.
Abbiamo così scoperto l’intreccio dialettico fra schizofrenia sociale e paranoia sociale. L’una si rovescia dialetticamente nell’altra, per cui la sola saggia da fare è tenersene fuori. Ma facciamo esempi concreti.
4. Il Manifesto del 15 dicembre 2011 a tutta pagina spara il titolo “I semi dell’odio”. Sono, ovviamente, i semi dell’odio razzista che ha armato la mano dell’assassino di Firenze. Ma la spiegazione appare duplice. A pagina 2 un certo Paolo Berdini sostiene che “il protagonista di Firenze non è un mostro, ma il frutto avvelenato di una devastazione culturale neoliberista, che ha desertificato la vecchia natura comunitaria di città come Firenze”. Siamo sempre sulla lunghezza d’onda della “tutta la colpa è della società”, la sciocchezza cui è stato ridotto negli anni Sessanta e Settanta il pensiero dialettico di Marx. Ma almeno si indica un avversario: la desertificazione sociale liberista. Ma già a pagina 3 Saverio Ferrari, specialista in allarme antifascista, stabilisce un nesso fra il delitto e la mostruosa destra eterna: fascismo, nazismo, negazionismo, revisionismo, leghismo, antisemitismo, populismo, fino a Bossi e Berlusconi, eccetera. Il Manifesto, ovviamente, pur senza smentire il codice cattocomunista “tutta la colpa non è mai dell’individuo, ma è sempre e solo della società”, sposa trionfalmente la paranoia di Ferrari.
Finalmente un nemico! L’eterno nemico fascista! Il nemico non è più la giunta di Monti, ma è il covo razzista di Casa Pound!
Si dirà: ma per combattere meglio la giunta Monti bisogna prima combattere Casa Pound. Errore. L’abc della politica consiste nell’individuare un nemico principale e un nemico secondario. La teoria della punta dell’iceberg può forse funzionare per il pogrom dei nomadi alle Vallette di Torino o per il gruppo nazista tedesco che uccideva gli immigrati, ma secondo me non funziona per il pazzo di Oslo e per il pazzo di Firenze. E spero che la paranoia non si spinga a sospettare che quanto dico sia solo una sofisticata giustificazione oppure una raffinata strategia di infiltrazione, ma sono sicuro che tipi umani come Ferrari lo penseranno. Cerchiamo di chiarire quanto mi sforzo di dire.
5. Parlando di “paranoia mimetica della sinistra” intendo alludere all’adozione di un codice paranoico da parte di chi in genere è dotato solo di un codice schizofrenico. La sinistra pratica la schizofrenia in dosi industriali, in quanto dice di fare una cosa e poi fa l’esatto contrario. Il comportamento dei sindacati è in proposito da manuale di patologie schizofreniche. La stessa cosa è tipica dei partiti di sinistra, particolarmente in Italia: da un lato, difendiamo gli interessi delle masse popolari di operai, impiegati, pensionati; dall’altro, viva l’onesta giunta Monti, che rispetta le donne in quanto donne, i cortei viola e rosa e ci ha liberati del Grande Puttaniere. So bene che questa schizofrenia è una risorsa ideologica sistemica, e non solo una forma di falsa coscienza necessaria nel senso di Marx, ma piuttosto è un “residuo” e una “derivazione” nel senso di Pareto. Le masse babbionizzabili si riducono come la pelle di zigrino di Balzac, ma ce ne sono sempre a sufficienza per inscenare “manifestazioni popolari”.
Ma quando il materiale adatto ad alimentare la schizofrenia diminuisce a vista d’occhio, e l’appoggio alla giunta Monti è talmente svergognato da farlo necessariamente diminuire, allora qualche dose di paranoia può essere utile. In Italia esiste una risorsa pressoché inesauribile, come il petrolio del Medio Oriente, ed è appunto l’antifascismo in assenza completa di fascismo. I Ferrari e i Caldiron sono sempre pronti a suggerire l’arrivo di iceberg contro cui può schiantarsi il Titanic della società italiana, per cui diventa effettivamente meno importante, ed anzi irrilevante, sapere chi è il capitano del Titanic e dove sta portando la nave.
Essendo ormai privi di bussola e di codice anticapitalistico credibile (Il Manifesto si è distinto per l’appoggio ai ribelli libici e siriani e si distingue oggi per l’appoggio alla strategia geopolitica USA contro Putin in Russia), è del tutto chiaro che criminali idioti come gli assassini di Oslo e di Firenze sono benvenuti come la manna dal cielo. Finalmente il vecchio riconoscibile nemico “ista”: fascista, nazista, antisemita, populista, leghista, razzista, eccetera. Ma se il nemico principale è l’eterno “ista”, allora non sarà più la giunta Monti.
Non vorrei essere frainteso, ma so già che lo sarò infallibilmente, perché il paranoico non può fare a meno di comportarsi come tale, fraintendendo un libero ragionamento per una astuta strategia di giustificazione di comportamenti aberranti. Ma non è così. Vogliamo veramente curare il male alla radice? Ottimo proposito. Non potremo mai evitare fenomeni aleatori e imprevedibili come gli assassini di Oslo e di Firenze, ma potremo forse contribuire a diminuire le “egregore” negative. Come farlo? Non ho certamente la ricetta in tasca altrimenti la darei subito gratis. Ma l’attizzare la solita guerra civile simbolica e demonizzante fra destra e sinistra non può essere la ricetta giusta.
E invece via con i segnalatori di incendio, che sappiamo essere solo degli attizzatori ideologici di incendio. A costoro non interessa la pietà per i corpi morti dei senegalesi innocenti. Interessa protrarre la loro guerra civile simbolica interminabile.

Casa Pound e la “tentazione mimetica”( C. Preve) della sinistraultima modifica: 2011-12-23T18:19:40+01:00da mangano1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento