Francesco Prisco,BEATLES FOREVER,vite, morti e miracoli dei Fab Four formato graphic novel

Beatles forever: vite, morti e miracoli dei Fab Four formato graphic novel

di Francesco Prisco

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Qualcuno ha scritto che il graphic novel salverà la narrativa dagli innumerevoli vicoli ciechi in cui si è cacciata da un po’ di tempo a questa parte. Forse è troppo: l’arte del «romanzo in forma di fumetto» non arriverà a tanto, ma è indiscutibile il contributo che sta spesso offrendo nello svecchiare generi triti e ormai privi di slancio.

Persino la storia del rock – ambito che vanta una bibliografia sterminata – ne beneficia. Chi avesse dubbi a riguardo si rechi nella prima libreria utile e vi troverà, appena editi dall’etichetta Black Velvet del gruppo Giunti, due graphic novel che trattano con eccezionale freschezza e rara originalità la materia più scivolosa del rock: «Il piccolo libro dei Beatles» del francese Hervé Bourhis e «Baby’s in Black» del tedesco Arne Bellstorf.

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FOTO
I Fab Four in formato graphic novel

Strisce di sapere beatlesiano. Il primo dei due volumi è una sorta di enciclopedia per immagini che ripercorre la storia dei quattro di Liverpool e delle principali persone che li hanno affiancati in ben 69 anni (dal 1940, anno di nascita di John Lennon e Ringo Starr, al 2009). Mescolando fumetto, illustrazione, testo e grafica dell’epoca Hervé Bourhis riesce a rendere uno spaccato di un momento fondamentale della storia recente, realizzando un libro che si presta a letture su diversi livelli: è una «semplice» biografia della band ma anche una «guida all’ascolto», perché tutti gli album realizzati dai Fab Four (insieme e da solisti) vengono analizzati con scrupolo; è un trattato di storia del costume che ci mette a disposizione manifesti, notizie e scritte dell’epopea dei Sixties ma anche un avvincente romanzo ambientato sulla scena della Swinging London.

Il quinto Beatle. «Baby’s in Black» (titolo mediato da un brano di Lennon e McCartney che non mancava mai nelle scalette dei concerti di metà anni Sessanta dei quattro) si accolla il duro compito di raccontare una delle «vicende a margine» più romanzesche dell’intera epopea beatlesiana: quella di Stuart Sutcliffe, l’amico artista ed esistenzialista del giovane Lennon che acquista un basso elettrico per seguire John, Paul, George e Pete Best nella loro prima tournee ad Amburgo e alla fine ci rimane, perdutamente innamorato della fotografa Astrid Kirchherr, ergo colei che ispirerà il celeberrimo taglio di capelli a caschetto dei quattro di Liverpool. Un romanzo senza lieto fine, perché il talentuoso Stu alla fine perde la vita, stroncato da un aneurisma cerebrale.

Qualcuno forse ricorderà il film «Backbeat» con il quale nel ’94 il regista britannico Iain Softley dava la sua versione di questi stessi fatti riuscendo un po’ didascalico. Tutto il contrario di Bellstorf che, tanto per cominciare, è tedesco e sembra concentrarsi più sulla ricostruzione delle atmosfere care alla gioventù tedesca bohemienne dei primi anni Sessanta che sulle facili strizzate d’occhio al popolo dei fan. Ne esce un’opera di piacevole lettura in cui ciascuna vignetta potrebbe essere uno scatto della stessa Kirchherr.
È vero: Bourhis e Bellstorf sono nati rispettivamente quattro e nove anni dopo lo scioglimento dei Beatles. Ma non è un limite. Anzi: le loro opere testimoniano che probabilmente nessuno ha capito o capirà la lezione dei Fab Four meglio delle generazioni a essi posteriori.

Hervé Bourhis
«Il piccolo libro dei Beatles»
Black Velvet
Euro 18, pp. 168

Arne Bellstorf
«Baby’s in Black»
Black Velvet
Euro 16, pp. 216

Francesco Prisco,BEATLES FOREVER,vite, morti e miracoli dei Fab Four formato graphic novelultima modifica: 2011-10-29T17:19:29+02:00da mangano1
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