Marina Monego,IL CIMITERO DI PRAGA di Umberto Eco

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ECO UMBERTO
IL CIMITERO DI PRAGAUnknown.jpeg
Mer, 07/09/2011 – 17:42 — marina monego

Eco non si smentisce mai e ci propone un romanzone poderoso, straripante di personaggi (realmente esistiti e fa piacere ritrovare letterati come Dumas e Nievo), dalla trama complessa e con un’unica figura inventata, il protagonista Simone Simonini, un abile e cinico falsario buongustaio, privo di scrupoli e capace di uccidere pur di salvaguardare sé stesso e le proprie menzogne.

Simonini è un individuo sgradevolissimo e antipatico come pochi, bisogna osservare che da questo punto di vista, Eco non ha mezze misure.
Per una presentazione generale del romanzo rinvio alla recensione di Monna Lisa http://www.lankelot.eu/letteratura/eco-umberto-il-cimitero-di-praga.html-0.
Mi limito qui ad individuare alcuni grandi temi, che mi paiono costituire un leit-motiv del libro e anche di altre opere di Eco.
Prima di tutto emerge il tema dell’identità: chi è Simone Simonini?
È un personaggio che non disdegna il travestimento. Più volte, a seconda delle opportunità, modifica il suo aspetto nel corso del romanzo, è un falsario, che crea i suoi lavori con passione (a modo suo, naturalmente) e ama la menzogna, il doppio gioco, il complotto.
Sembra esser lui a raccontare la propria vita, ma fin dall’inizio vi è un’ alternanza tra i capitoli, distinti anche da caratteri di stampa differenti: Simonini si racconta, eppure intervengono l’abate Dalla Piccola, un personaggio la cui vera natura si svelerà solo in seguito, e il Narratore, che arriva a riassumere intere pagine della biografia di Simonini.
Il narratore si presenta come non-onniscente:
“Né si attenda il Lettore che il narratore gli riveli che si sarebbe stupito nel riconoscere nel personaggio qualcuno già nominato in precedenza perché (questo racconto iniziando proprio ora) nessuno vi è mai stato nominato prima, e lo stesso Narratore non sa ancora chi sia il misterioso scrivente, proponendosi di apprenderlo (in una col Lettore) mentre entrambi curiosano intrusivi e seguono i segni che la penna di colui sta vergando su quelle carte”. (p.10)
In realtà il lettore ha la sensazione di venire coinvolto in un abilissimo gioco narrativo da un autore scaltro e disinvolto come Eco, che è un semiologo, un conoscitore abilissimo delle tecniche letterarie.
 
Un altro tema attraversa tutte le vicende narrate: l’idea del complotto universale.
Occupandosi dei famigerati Protocolli dei Savi di Sion, Eco prova a ricostruirne le origini attraverso la storia, ci racconta come un falso diventi vero e abbia successo.
Nel libro vi è un continuo rincorrersi di trame oscure, doppi giochi, complotti denunciati e creati ad arte, in una costante alternanza tra ciò che è falso, ciò che è vero e ciò che viene spacciato per l’uno o per l’altro.
Realtà e finzione sembrano non avere chiari confini. “Ma non vi è nulla di più inedito di ciò che è già stato pubblicato” (p.376)
La gente divora vicende di terra e di mare o storie criminali e poi le dimentica. Quando le si racconta come vere in un romanzo avverte solo vagamente che ne aveva già sentito parlare. Allora si può plasmare la realtà attingendo alla letteratura, potrebbe dirci Eco.
Quel che è certo è che i falsi di Simonini, embrione dei futuri “Protocolli”, attraversano intere fasi storiche, viste da diversi punti d’osservazione con connessioni con i Templari, il satanismo, le messe nere, i massoni e gli immancabili ebrei, accusati dei più turpi delitti. È un viaggio alle radici dell’antisemitismo, ma anche una grande metafora su come sia possibile manipolare la realtà, confondere, rimescolare i fatti, dicendo tutto e il contrario di tutto, cosicché si possa solo fingere d’informare e invece disseminare incertezza.
Confezionato esteticamente come un feuilleton – vi sono riprodotte illustrazioni, si descrivono scene d’effetto come la messa nera e vari delitti – “Il cimitero di Praga” è ben altro, è un romanzo colto, di stile elevato, ad alta densità letteraria e pieno di astuzie narrative.
La vastissima cultura dell’Autore si percepisce chiaramente, insieme a una vera passione per Parigi, la città che Simonini elegge a propria dimora e della quale abbiamo quadri di rara efficacia e particolari insoliti.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Umberto Eco, (Alessandria 1932) scrittore, semiologo, medievista italiano.
Umberto Eco, “Il cimitero di Praga”, Bompiani, Milano, 2010.
Umberto Eco: sito ufficiale | Wikipedia | Lankelot 
Marina Monego, settembre 2011
 

Marina Monego,IL CIMITERO DI PRAGA di Umberto Ecoultima modifica: 2011-09-09T09:56:00+02:00da mangano1
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