WALTER VECELLIO ,Matti in libertà

DA NOTIZIE RADICALI
WALTER VECELLIO
Matti in libertà

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28-07-2011
Lo conosciamo tutti, Sergio Staino: è il “papà” di Bobo, e attraverso le sue vignette da anni racconta entusiasmi e depressioni, illusioni e passioni dei “compagni”, di quei militanti del partito che non c’è, divisi come sono tra un passato idealizzato che comunque è passato; e un futuro che è un’aspirazione e non si sa come costruire e realizzare.

 Sergio-Bobo, è una persona capace di slanci, di sogni, di speranze. E non si tira mai indietro, quando c’è una buona causa per cui può fare qualcosa. Giorni fa non è voluto mancare alla presentazione, alla libreria Mel Books di Roma, di “Matti in libertà”, il libro di Maria Antonietta Farina Coscioni che racconta fatti e misfatti degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Per questo libro Staino ha disegnato una batteria di vignette, che con “leggerezza” affrontano una questione dolorosa e spesso si preferisce ignorare.

Sergio-Bobo racconta la storia di queste vignette: “Arriva una telefonata, Maria Antonietta non la conoscevo. Sapevo chi era, la sua storia e quella di Luca, cosa fa in Parlamento, ma non l’avevo mai vista né sentita prima. Mi racconta del suo progetto, chiede se può utilizzare come post-fazione un intervento che avevo fatto a un convegno di Psichiatria Democratica. Dico di sì, ma non finisce qui, perché mi chiede qualche vignetta per il libro. Per quando? Subito, fa lei… Dico: mandami il manoscritto, per potermi fare un’idea. Lei mi dice che non può, perché lo sta ancora scrivendo, e che ha dei tempi strettissimi, l’editore preme… Sempre i soliti questi radicali… Mi sono messo al lavoro…”.

Sarà che Antonietta ha saputo trovare le parole giuste e si è creata una “chimica” fatta di fiducia e simpatia reciproca; sarà che Staino è particolarmente sensibile alla questione, fatto è che due giorni dopo arrivano sei vignette. “Scegli quella che vuoi…”. “Mi piacciono tutte…”. “E allora sono tue…”. Un regalo, “perché ci sono cose che si sentono senza che ci sia bisogno di tanti discorsi, e io ho sentito che dovevo farlo ed era giusto…”.

Valter Vecellio

Giornalista professionista, attualmente lavora in RAI. Dirige il giornale telematico «Notizie Radicali», è iscritto al Partito Radicale dal 1972, è stato componente del Comitato Nazionale, della Direzione, della Segreteria Nazionale.

“Matti in libertà” racconta di una realtà penosa, un “viaggio” nei sei ospedali psichiatrici giudiziari italiani: non dovrebbero esserci ma ci sono; e dove sono ristretti malati, responsabili a volte di crimini atroci, ma che non sono stati ritenuti responsabili delle loro azioni: incapaci di intendere, ma non di volere. “Un mondo”, racconta Maria Antonietta, “fatto di sofferenza e dolore” in cui è piombata da quando, parlamentare, è impegnata nella commissione Affari Sociali della Camera. Ma strani scherzi combina il destino: nel paese di Maria Antonietta c’era una ragazza “strana”, che tutti evitavano, per timore, per pregiudizio. Sempre sola, questa ragazza, e Maria Antonietta l’unica che l’ascoltava e ogni tanto la portava a mangiare una pizza, una passeggiata…un dottore aveva stabilito che quella ragazza doveva essere ricoverata, e chiusa in quattro mura di clinica aveva passato gli anni più belli, imbottita di psiocofarmaci e quando non erano pillole erano gli elettroshock, “sapessi quanti ne ho fatti…”. Quella ragazza chiedeva solo di essere ascoltata…

Ecco: a voler definire questo libro, si può dire che è il lavoro di una persona che ha saputo vedere e non solo guardare, ha saputo ascoltare e non solo sentire. Ed è un libro che “dice”: raccoglie le voci dei malati e delle loro famiglie, di chi quei malati cerca di aiutarli con i pochi mezzi che le istituzioni mettono a disposizione; gli Opg sono luoghi di custodia, dove sono rinchiuse 1400 persone e senza le condizioni per curarle. Andrebbero chiusi e al loro posto sarebbe necessario creare strutture sul territorio, investendo su “reti”, servizi e solidarietà.

E’ una lettura che fa male, ti irrita e inquieta: arrivi all’ultima pagina e ti chiedi: com’è possibile che tutto ciò possa accadere, non si faccia nulla perché non accada? “Matti in libertà” ce lo spiega, ci rende consapevoli dell’insopportabilità di una situazione spesso rimossa; e suggerisce quello che bisogna fare e che da tempo andava fatto.

WALTER VECELLIO ,Matti in libertàultima modifica: 2011-08-02T22:14:20+02:00da mangano1
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