Giuliano Pisapia, Una forza gentile per Milano

Una forza gentile per Milano

di Giuliano Pisapia
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Ci siamo, siamo a pochi giorni dal ballottaggio, dal momento in cui possiamo, definitivamente, cambiare Milano. Ringrazio tutte le liste che mi hanno sostenuto in questo lungo cammino sommando i loro voti a quelli di chi desidera una Milano democratica. Con il contributo di tutti abbiamo già vinto in tutte le zone di Milano e manca poco al traguardo finale. Abbiamo confermato che un programma chiaro e un’alleanza ampia e coesa sono gli elementi di questo largo consenso. La prima tornata elettorale ha dato un segnale inequivocabile: Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza, vuole tornare a essere capitale morale, culturale, economica. I milanesi vogliono e si meritano un sindaco e un’amministrazione diversi, che si occupino dei loro problemi, che li rispettino e li rappresentino. Chiedono con forza un cambio di marcia e che si governi la città ascoltando le loro esigenze. Questi mesi sono stati uno straordinario modello di partecipazione politica. Partecipazione e ascolto che caratterizzeranno anche la mia Amministrazione, coinvolgendo i cittadini nelle decisioni importanti per la città.Nel nostro programma, redatto da oltre mille persone e frutto di un concorso straordinario di forze, intelligenze, progettualità, vengono toccati temi concreti: il diritto al lavoro, all’istruzione, alla salute, alla qualità della vita, alla casa, alla sanità, alla cultura, ai servizi, l’abbandono delle politiche securitarie basate esclusivamente sulla paura. Abbiamo ridato dignità e valore a persone troppo spesso discriminate. Abbiamo rimesso al centro dell’attività di governo della città le politiche sociali, fondamentali in una situazione di crisi che spinge migliaia di famiglie sotto la soglia della povertà, spesso costringendole a cercare casa in provincia. Con lo straordinario apporto volontario di tante donne e uomini, giovani, persone di diverse e disparate provenienze, abbiamo disegnato un’altra Milano, i cui valori sono la solidarietà, l’accoglienza, i legami sociali. Una Milano che non costringe i giovani ad andarsene, più verde, curata, più libera, in cui si possa costruire il proprio futuro. Una Milano che riconosce e si avvale della ricchezza e delle competenze delle donne, con servizi per la cura dei bambini, degli anziani e dei disabili. Un Comune vicino e amico del cittadino. Lo abbiamo, lo avete già fatto, vincendo in tutti e nove i Consigli di zona, eleggendo consiglieri giovani e tante donne, che avranno poteri effettivi e utilizzeranno la partecipazione come strumento per decidere e governare. A questa campagna sguaiata, violenta, falsa e provocatoria, i cittadini hanno risposto spontaneamente con la non violenza e con l’ironia e moltiplicando le presenze ai nostri incontri. Anche di questo vi ringrazio. Seicento iniziative e 50mila cittadini coinvolti sono un segno inequivocabile della forza gentile che sta trasformando Milano. Perché mai come ora i milanesi hanno speranza e sanno che stanno cambiando il loro futuro. Per completare la vittoria è necessario, però, che non un voto vada perduto. Anzi, ciascuno si impegni personalmente a portarne uno di più. E’ necessario convincere gli indecisi o anche chi al primo turno ha votato altri candidati sindanco, ma sa che la riconferma del Sindaco uscente non potrebbe che peggiorare una politica che ha abbandonato la città a se stessa e impoverito il suo tessuto sociale. Questi anni sono stati anni difficili e stagnanti in cui tutti i cittadini, ma soprattutto le giovani generazioni e molti strati popolari, sono stati privati di cultura, coscienza e orientamento politico. E la sfiducia crescente verso le istituzioni si traduce in calo della partecipazione, a partire dalle periferie. Proprio per questo è necessaria una mobilitazione straordinaria, per far capire che questa volta ci sono tutte le condizioni per rinnovare profondamente Milano. Sembrava impossibile, all’inizio, ma in questi lunghi mesi di impegno, insieme al sostegno di tanti e tante, ovunque ho sentito e intercettato la volontà di cambiamento. Un proverbio indiano dice che la speranza è come un sentiero, che si forma perché la gente inizia a percorrerlo. Noi, tutte e tutti insieme, quel sentiero l’abbiamo iniziato. Continuiamo a percorrerlo.

in data:
28/05/2011

Giuliano Pisapia, Una forza gentile per Milanoultima modifica: 2011-05-29T16:43:54+02:00da mangano1
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