Mario Domina, L’Italia di Piumini

Di vita d’amore e di morte (ma anche di scuola e d’economia, e persino del tricolore)
Di md
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Nota. L’immagine riportata sopra, riproduce un quadro dell’amica Maria Forzisi – che ringrazio per la cortesia – e che mi pare sia piuttosto eloquente circa il significato da dare alla nostra comune storia, solcata dal sangue di un bel po’ di genti e di popolo – dagli insorti risorgimentali ai 600.000 proletari massacrati dalla guerra irredentista, dai resistenti antifascisti ai contadini, operai, studenti e cittadini (giudici compresi) falcidiati dal potere, dalle stragi di stato e dalle mafie.
A proposito del tricolore (articolo 12 della Costituzione) mi piace riportare le parole dello scrittore e poeta Roberto Piumini: “Verde come pianura a primavera e le foreste di Alpi e Appennini: ma allora non distese di cemento, cavalcavia e brutti magazzini. Rosso come la fiamma dei vulcani, le fragole, le rose e i papaveri: ma allora non discariche abusive, quartieri tristi come dei cadaveri. Bianco come la neve dell’inverno, la nuvola in cielo, illuminata, ma allora non il buio del degrado, l’aria malsana, grigia e inquinata“. Beh, detto così piace anche a me…

Mario Domina, L’Italia di Piuminiultima modifica: 2011-03-18T16:27:34+01:00da mangano1
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