Lucia Annunziata,E’ Internet l’alleato di Hillary

16/2/2011 – LE IDEE da LA STAMPA
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E’ Internet l’alleato di Hillary

LUCIA ANNUNZIATA

Il Dipartimento di Stato aggiunge una nuova arma a quelle tradizionali della diplomazia: Internet. Un’operazione che ricorda, con tutte le differenze, quella di Voice of America durante la Guerra Fredda, in versione internauti.

Non si è espressa proprio con questa chiarezza, ieri, Hillary Clinton alla George Washington University, ma è un’efficace sintesi del discorso che ha pronunciato, e la cui importanza è stata sottolineata da un intenso giro di anticipazione alla stampa. E’ il secondo intervento del Segretario di Stato su Internet, ma in questo ultimo, a differenza del primo nel gennaio del 2010, l’elogio del web come strumento di libertà di opinione ha assunto il profilo di intervento molto concreto della rete nella politica mondiale. Washington intende appoggiare «la libertà di connessione», «la libertà di espressione, assemblea e associazione on line», ha detto la Clinton, promuovendo «una rete su cui i diritti della gente sono protetti, accessibile da qualunque parte del mondo, così sicura da poter rispondere alla fiducia della gente e da poterne sostenere il lavoro».

E’, appunto, il progetto di creare un nuovo strumento di lavoro, non solo di «sorvegliare» sulla Rete che già esiste. Che è anche la formalizzazione di un passaggio che il Dipartimento di Stato ha già fatto proprio nelle settimane scorse. Nei giorni più difficili della rivolta egiziana il Dipartimento di Stato si è inserito nella rivolta inviando informazioni sull’andamento delle cose tramite messaggi in arabo su Twitter, e, in questi giorni, in persiano per aiutare l’Onda Verde in Iran. Quando la rete è stata staccata dal governo egiziano, Twitter e Google, attentamente seguiti dal Dipartimento di Stato, hanno aiutato i rivoltosi formando al momento un nuovo servizio, speak2tweet, che permetteva di lasciare messaggi voce che poi venivano tradotti in forma scritta e inviati su Twitter. Innovazione anche quella sperimentata, sempre per l’Egitto, da YouTube che insieme a Storyful, ha lavorato per pubblicare tutti i video inviati dalla piazza.

La nuova attenzione della diplomazia americana è insomma il primo passo in un universo in cui gli americani in questo ultimo anno di passi ne hanno dovuti fare almeno i classici quattro nel delirio. Che Internet sia diventata il centro della mobilitazione, sostituendo i partiti e le organizzazioni tradizionali, non è una novità. Nuovo è stato per la politica internazionale il fatto che in alcuni Paesi ad alto rischio, Internet sia diventato anche l’unico esile filo fra l’interno e il resto del mondo, e dunque anche l’unico possibile veicolo di influenza.

La Cina è stato il primo terreno di scontro fra gli Usa e un governo nazionale intorno al web. E, oggi, e ben prima dell’Egitto, è l’Iran il luogo in cui questa tensione raggiunge il punto più intenso. Non a caso il discorso di ieri di Hillary è coinciso con la ripresa della protesta nella piazza di Teheran. La vicenda iraniana è molto più sfumata e delicata di quella del Cairo: nel Paese degli ayatollah qualunque percezione di influenza americana (o di altri Paesi) può costituire un danno fatale per il movimento delle riforme. Per cui l’unico modo di continuare ad appoggiare il cambio è quello, da parte degli Usa, di fornire un appoggio esterno, garantendo circolazione di informazioni e sostegno, in modo indiretto. La rete è in questo senso davvero l’unica strada.

Lucia Annunziata,E’ Internet l’alleato di Hillaryultima modifica: 2011-02-19T16:10:46+01:00da mangano1
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