valter Vecellio, Berlusconi domanda semplice

da NOTIZIE RADICALI
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Berlusconi, domanda semplice (e probabilmente ingenua): perché non si presenta alla procura di Milano?

04-02-2011
Caso Ruby: con un pugno di voti di scarto la Camera dei deputati dice no alla richiesta dei pubblici ministeri milanesi di perquisire gli uffici del “tesoriere” del presidente del Consiglio.
Sempre ieri il Consiglio dei Ministri approva un decreto sul fisco comunale nella versione respinta in Bicamerale; in sostanza: il Parlamento boccia, il Governo fa spallucce e quel provvedimento bocciato lo rende esecutivo. Pasdaran e consiglieri sciocchi dell’inquilino di Palazzo Chigi si dicono soddisfatti e contenti, la maggioranza va avanti, e si (s)governa così, giorno dopo giorno.

Sarà pure, come sostiene l’attuale inquilino di palazzo Chigi e come assicurano i suoi sostenitori, che il mare di carte raccolte dai magistrati di Milano sia un castello inquisitorio senza fondamento; ma a maggior ragione se così è, non si comprende bene perché Berlusconi non va dai suoi accusatori, li guarda nel bianco degli occhi, e dice loro: “Sono qui, avanti, vediamo…”. Vada, si faccia ascoltare, esponga le sue ragioni, denunci il complotto e la persecuzione contro di lui, se c’è, invece di sistematicamente crearsi degli scudi con leggi ad personam e con colpi di una maggioranza parlamentare risultato di dichiarate ed esplicite compra-vendite.

Si sostiene che non è possibile consentire a certi magistrati, a certe procure, di fare politica con gli avvisi di garanzia, con i processi, con le sentenze. Certo che no. Ma se questo accade, come in passato è accaduto, la responsabilità maggiore è di chi ha rinunciato a far politica, ha abdicato al suo ruolo; ha lasciato dei “vuoti” che poi sono stati colmati. E’ accaduto “ieri”, quando Bettino Craxi, nell’infuriare della stagione di Mani Pulite, resosi conto che i suoi poker d’assi erano dei bluff che lasciavano il tempo che trovavano, si è dimesso da segretario del PSI, e poi si è rifugiato ad Hammamet, dove poi è morto. La storia, lo sappiamo anche noi, non si fa con i “se” e con i “ma”. Però per un momento immaginiamo cosa sarebbe accaduto se Craxi invece di dimettersi da segretario del PSI si fosse invece dimesso da parlamentare, si fosse recato alla procura di Milano e affrontato a viso aperto i magistrati. Lo avrebbero arrestato, dicono in molti. E’ possibile, probabile; e da accusato sarebbe così diventato accusatore. Ma è andata come è andata.

Valter Vecellio

Giornalista professionista, attualmente lavora in RAI. Dirige il giornale telematico «Notizie Radicali», è iscritto al Partito Radicale dal 1972, è stato componente del Comitato Nazionale, della Direzione, della Segreteria Nazionale.

Torniamo al presidente del Consiglio. Se tutto quello che gli viene addebitato è falso, si tratta di accuse infamanti e infondate, che motivo c’è e che motivo ha per non affrontare i magistati? Possibile che nessuno della corte berlusconesca consigli l’inquilino di Palazzo Chigi di provare, almeno una volta, a comportarsi politicamente, come non ha mai fatto? Perché forse ci sarà una ragione “altra” diversa da quella che sostengono i magistrati, per aver fatto una telefonata di “garanzia” a favore di Ruby fermata per furto in questura; per eleggere al Consiglio regionale lombardo Nicole Minetti, e tutto quello che sappiamo. Piacerebbe però conoscerle queste ragioni, e vedere se sono convincenti. Questo per quel che riguarda il profilo penale e giudiziario. Perché dal punto di vista politico, con tutto quello che si legge negli atti che la procura della Repubblica ha inviato a Montecitorio e che sono stati pubblicati da siti e giornali, il giudizio è senza scampo.

valter Vecellio, Berlusconi domanda sempliceultima modifica: 2011-02-05T17:45:49+01:00da mangano1
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