Giuseppe Bailone, Il suicidio e Tommaso Moro

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La carità del suicidio assistito nell’utopia di Tommaso Moro

“Trattano i malati, come ho detto, con grande affetto, e non trascurano nulla di quel che possa guarirli, come le medicine e le regole dietetiche; gli incurabili sono assistiti con la compagnia, con la conversazione, e procurando loro ogni sollievo. Quando la malattia non soltanto è incurabile, ma procura al paziente continui e atroci dolori, allora i sacerdoti e il magistrato, considerato che il malato è impotente a qualsiasi lavoro, molesto agli altri e gravoso a se stesso, e come sopravvissuto alla propria morte, lo esortano a non prolungare quella funesta malattia e a non esitare, dal momento che la sua vita non è che tormento, ad affrontare la morte; anzi lo invitano a liberarsi da solo, con rassegnazione, da quell’amaro carcere e da quel supplizio, oppure a consentire di sua volontà che lo liberino gli altri. Sarà saggio da parte sua interrompere con la morte non le dolcezze del vivere, ma il martirio, e farà opera pia e santa se seguirà in questo il consiglio dei sacerdoti, interpreti della volontà di Dio.

Chi si lascia persuadere mette fine da sé alla vita col digiuno, o viene soppresso senza che se ne accorga nel sonno; ma nessuno viene soppresso contro sua voglia, né diminuisce la premura nel curarlo. E’ onorevole morire accettando questa soluzione; ma coloro che si danno la morte per un motivo che né i sacerdoti né il Senato approvano non è ritenuto degno della sepoltura o della cremazione, e il suo corpo viene ignominiosamente gettato, senza sepoltura, in qualche palude”.[1]

Tommaso Moro è un filosofo e un importante uomo politico inglese, fatto decapitare nel 1535 da Enrico VIII, perché fedele al papa e contrario alla nascita della Chiesa Anglicana.

Nel 1935 è stato fatto santo e nel 2000 Giovanni Paolo II l’ha proclamato patrono degli statisti e dei politici.

I politici cattolici che hanno voluto istituire “La Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi” del 9 Febbraio hanno mai letto questa pagina del loro santo patrono?

Torino 27 gennaio 2011

Giuseppe

[1] L’utopia o della miglior forma di repubblica di Tommaso Moro, in L’utopia, a cura di Leone Bortone, Loescher editore 1974, pagg. 58-9.

Giuseppe Bailone, Il suicidio e Tommaso Moroultima modifica: 2011-01-28T15:58:35+01:00da mangano1
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