Attilio Mangano, Tre ragioni

20090517_All inferno_Checchia_M_1454.jpg

Anche se il disappunto, la rabbia, lo sconforto generalizzato che circola in rete e per le piazze  in seguito alla  ennesima maggioranza ( imprevista?) berlusconiana in Parlamento nasce da ragioni sacrosante di indignazione e di disgusto viene forse  il momento per ricordare che la cosa era prevedibile e per chiedersi come e perché abbia prevalso la speranza ingenua che le cose andassero diversamente. Questo non significa affatto essere berlusconiani ma solo sottolineare le tre ragioni di fondo  operanti in questo atteggiamento diffuso.
1 Una  Ragione MATERIALISTICA : La  domanda è, perché mai un deputato avrebbe dovuto rinunciare al suo stesso futuro di parlamentare e a una futura pensione votando  un defenestramento di B. che sarebbe sfociato in nuove elezioni? Perché mai un operaio dovrebbe scioperare contro il padrone facendogli chiudere la fabbrica   e perdendo così  lo stipendio e il lavoro? Per i pochi che son disposti a una simile scelta  la maggior parte non è disposta al tanto peggio tanto meglio.
2 Una ragione  REALISTICA, di realismo politico fondato  sulla considerazione che non esisteva e non esiste una maggioranza alternativa e che il passaggio dal tutti uniti contro B al tutti divisi nel nuovo governo era fin troppo evidente.
3 Una ragione per così dire ANTIFASCISTA: far cadere il fascista B. poggiando sul fascista Fini? Come dire meglio il governo Badoglio che il CLN .
La cosa singolare è  che gran parte di queste considerazioni risultano perfino ovvie e scontate ma non sono state prese in seria considerazione in questi giorni. Un raptus collettivo? Ma che sinistra è una sinistra non materialista, non realista e non antifascista?

Attilio Mangano, Tre ragioniultima modifica: 2010-12-15T15:19:12+01:00da mangano1
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Attilio Mangano, Tre ragioni

  1. Attilio, mi spiace ma non riconosco in questa nota il mio vecchio Sub-Com…
    Apprezzo però la chiarezza e stringateszza, e le imito.
    1. Il materialismo di Marx non equivale a egoismo. E un politico, un legislatore, un ONOREVOLE non solo non può ma non deve subordinare le sue scelte ai suoi interessi economici o di carriera. Se lo fa, è un INFAME e andrebbe radiato o almeno indicato al pubblico disprezzo. Il paragone con l’operaio non regge e nemmeno la citazione del tanto peggio tanto meglio, una tattica disperata ma talvolta necessaria.
    2. Il realismo che non nutre l’ottimismo della volntà è l’anticamera della resa incondizonata. Se i partigiani fossero stati realisti, non si sarebbero arresi allo strapotere dei nazi-fascisti. Non c’era partita. E così i sanculotti, i carbonari… Garibaldi con meno di 1000 ragazzotti sfidò il re delle due Sicilie etc.
    3. B. rappresenta il peggio del peggio. Non è nemmeno un fascista, come non l’è più Fini. Meglio una destra affarisrica, populista, aziendale, criminogena, corrotta e corrutrice o una destra costituzionale, legaslista, laica e dialogante? L’alternativa Badoglio o Cln non sta in piedi.
    Forse volevi dire Mussolini o Badoglio? Ma nemmeno così regge. Tutti sanno che da oltre un decennio Fini ha scelto, realisticamente, per il CLN.

Lascia un commento