valter Vecellio, quel movimento che protesta va ascoltato

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da notizie radicali

VALTER VECELLIO
Riforma Gelmini: quel movimento che protesta va ascoltato

01-12-2010
Si domanda Francesco Giavazzi, dopo aver elencato tre proposte di riforma scolastica e universitaria liberal-einaudiana: “…Ma chi, nella maggioranza o nell’opposizione, con la sola eccezione del Partito Radicale, oggi appoggerebbe tre proposte? La realtà è che la legge Gelmini è il meglio che oggi si possa ottenere data la cultura della nostra classe politica” (“Corriere della Sera” 30 novembre).

Che sia il meglio che oggi si possa ottenere, non sapremmo dire; ma se, come scrive Giavazzi, solo i radicali, nella maggioranza e nell’opposizione, appoggiano e sostengono le proposte liberali auspicate da Luigi Einaudi, se ne deduce che anche la riforma Gelmini, per quando sia il “meglio” che passa il convento, non è quella cosa che si auspica e si crede necessaria e urgente. E consola poco che la riforma Gelmini sia quello che “è il meglio che oggi si può ottenere data la cultura della nostra classe politica”. Quello su cui occorrerebbe riflettere e ragionare è perché solo i radicali sono “einaudiani”, e come mai e perché né maggioranza né opposizione lo sono, riescono e sanno esserlo; i grumi di interesse che impediscono loro di fare la riforma einaudiana, la loro incapacità di esserlo

Valter Vecellio

Giornalista professionista, attualmente lavora in RAI. Dirige il giornale telematico «Notizie Radicali», è iscritto al Partito Radicale dal 1972, è stato componente del Comitato Nazionale, della Direzione, della Segreteria Nazionale.

Le strade e le piazze di mezza Italia sono state “invase” dagli studenti e dai ricercatori che si sono mobilitati contro la riforma Gelmini. Disinformati sostiene il ministro Gelmini? Forse. In errore? Può essere. Però è un fatto che migliaia di persone stanno manifestando e si sono mobilitate. Sostenere che gli studenti seri se ne stanno a casa a studiare, come ha detto il presidente del Consiglio, è una stupidaggine che non stupisce se si pensa a chi l’ha detta, e che ci ha abituato a ben altro; ma sempre stupidaggine è. Stupidaggine è anche il tentativo di liquidare questo movimento come qualcosa di retroguardia, in difesa di interessi corporativi di “baroni”. Ci sarà anche questo, ma la cosa appare molto più complessa; è la spia di un malessere che serpeggia tra studenti e generazioni che si affacciano nel mondo del lavoro e hanno grande difficoltà nel trovarlo, che per la prima volta, da anni, non scorge prospettive. Questa è la questione, che non viene affrontata, che viene lasciata senza risposte adeguate e soddisfacenti.

I comportamenti violenti vanno condannati; è stata una grande coglionata quella dei per fortuna pochi cretini che hanno scagliato delle uova contro un portone del Senato. E sono dei cretini, quei violenti che ieri si sono abbandonati a violenze. Cretini, senza se e senza ma. Gli studenti per primi dovrebbero isolarli, condannarli. Ma se questi cretini non vengono isolati e condannati, se trovano magari perfino qualcuno che plaude, questo è un problema o no? Se non si sente come offesa e oltraggio per ognuno di noi, quello che siamo e vogliamo essere – dei cittadini – l’aver insozzato una istituzione, questo pone o no degli interrogativi? E dovrebbe porli a chi di quell’istituzione è inquilino, o no?

Faceva una certa impressione vedere questa ieri mattina il centro di Roma militarizzato, in letterale stato d’assedio; d’accordo che siamo arrivati al punto di spostare una fermata d’autobus, potenzialmente eversiva, perché davanti all’abitazione romana del presidente del Consiglio; ma vedere la città con i mezzi blindati schierati e decine di poliziotti e carabinieri in assetto di carica, che impedivano l’accesso ovunque; bloccate anche anziane signore, che certo tutto potevano essere ma non delle sovversive con intenti offensivi verso il Parlamento e i suoi “abitanti” ha fatto tornare indietro a tempi che ci si augurava di essersi lasciati alle spalle. Siamo convinti che ci siano altri modi per garantire l’ordine pubblico; quelle uova lanciate contro il portone del Senato non possono e non devono giustificare una città messa sotto assedio per l’intera giornata, fino a quando i forse agognati scontri sono scoppiati. Al presidente del Senato Renato Schifani, sommessamente, si ricorda che non sono i tafferugli del primo pomeriggio, per quanto esecrabili, ad aver bloccato la città, che era paralizzata fin dalle dieci del mattino.
Non è insomma una bella cosa che la città abbia paura dei suoi studenti, e si chiuda a riccio. Studenti che vanno ascoltati e capiti, anche quando dicono cose su cui non siamo d’accordo. I ricercatori senza futuro non sono “baroni”; forse sbaglieranno, ma la loro “fantasia” nel manifestare, occupando il Colosseo, la Mole, la Torre di Pisa, per rendere “notiziabile” la loro causa fa parte di quelle tecniche rubricabili nella nonviolenza; dimostrano una fantasia che piace, quanto quella degli extracomunitari appollaiati sulla gru a Brescia.
La discussione, per chi vuole, è aperta, il confronto è non solo auspicabile, è necessario.
va.vecellio@gmail.com

valter Vecellio, quel movimento che protesta va ascoltatoultima modifica: 2010-12-02T17:08:26+01:00da mangano1
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