F.D’Esposito,Feltri liquida il berlusconismo

 

 

Unknown.jpegda IL RIFORMISTA
Feltri liquida il berlusconismo
Con una lettera a Montezemolo

di fabrizio d’Esposito

La battuta più maliziosa arriva dagli ambienti finiani di Futuro e Libertà: «Feltri pizzica Berlusconi con la gelosia, coi soldi dello stesso Berlusconi». Prima pagina del Giornale di ieri. Oltre le feste selvagge del bunga bunga confermate da Wikileaks e oltre le varie donnine del fronte bulgaro-bondiano. «Caro Vittorio». «Caro Luca». Spalla a spalla sul quotidiano dell’ortodossia berlusconiana, Feltri e Cordero di Montezemolo dialogano affettuosamente. «Caro Luca, grazie. La tua risposta al mio pezzo di ieri, a parte la cortesia che ho molto apprezzato, mi consente di approfondire alcuni punti». Metodo Boffo addio. Appena un mese fa la crisi confindustriale per l’annunciato dossier Marcegaglia, oggi un’interlocuzione tra vecchi amici.
Il presidente della Ferrari risponde a una schietta sollecitazione di Feltri di domenica scorsa: «Caro Luca quando scendi in campo e con chi?». Un articolo per stanare le ambizioni politiche del sessantenne manager, da cinque anni al centro di indiscrezioni terzopoliste (dopo che nel 2001 rifiutò l’invito del Cavaliere a entrare nel governo). In pratica, un eterno indeciso. Racconta un autorevole berlusconiano: «Montezemolo ha spiazzato lo stesso Feltri. Perché lo ha fatto? Al presidente della Ferrari interessa parlare anche al popolo che vota Berlusconi. Non è indifferente al lettorato del Giornale. E la notizia è che non si candiderà se ci sono le elezioni anticipate, almeno così abbiamo decifrato il suo riferimento al voto come sciagura». In ogni caso, il Diretur non si lascia sfuggire l’occasione per alimentare, a sua volta, altre voci. Stavolta sul suo conto. La sospensione dell’ordine dei giornalisti per il caso Boffo. La presunta rottura con l’asse Sallusti-Santanché. La voglia di farsi un altro giornale tutto suo, dopo l’avventura di Libero (voglia supportata anche dal boom di vendite del libro intervista con Stefano Lorenzetto, che conferma l’esistenza di un marchio Feltri). Vittorio parla a Luca perché Silvio intenda. D’accordo che Montezemolo prima o poi dovrà dire che vuole fare, ma Feltri fa a pezzi tre lustri di Seconda Repubblica: «La rivoluzione liberale non c’è stata e non ci sarà mai, perché gli italiani odiano tutte le corporazioni eccetto quella di cui fanno parte». Ancora: «I governi Berlusconi sono sempre stati di coalizioni litigiose come lo sono tutti i governi di coalizione». Un altro passo verso l’addio? Probabile. Per i falchi del Pdl «il riposizionamento di Feltri, che si sente abbandonato, è una questione tra lui e il Cavaliere, ma non dimentichiamo che il suo giudizio sul partito è sempre stato negativo». Per i finiani tendenza Montezemolo, «Feltri dimostra di essere davvero incazzato con il premier».
Il botta e risposta tra «Caro Vittorio» e «Caro Luca» conduce infine anche a una lettura dietrologica sui poteri forti. Per il fronte della “Ditta” interno al centrodestra (Tremonti e Letta, e il giro della Santanché), Montezemolo appartiene al «clan perdente dei salotti politico-finanziari» e adesso la sua discesa in campo, nonostante la lista civica nazionale, è frenata dal «dualismo Fini-Casini» in un ipotetico terzo polo. Il quale Casini, poi, continua ad avere una gamba di qua e una di là,in omaggio alla migliore tradizione dell’opportunismo democristiano. Manovre, manovre, manovre. E intanto Montezemolo finisce sulla prima pagina del Giornale, e non per un dossier contro di lui. Forse hanno ragione i finiani maligni. Far ingelosire il Cavaliere, questo lo scopo di Feltri. Comunque, a prescindere dall’esito del tormentone sul post-berlusconismo, una pace Feltri-Fini mediata da Montezemolo non ci sarà mai. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. E basta. Il passato non si dimentica.

F.D’Esposito,Feltri liquida il berlusconismoultima modifica: 2010-11-30T16:45:43+01:00da mangano1
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