Marco Alfieri,La rivolta ai tempi di facebook

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La protesta monta grazie
alla nuova messaggeria
«Raggiungiamo centinaia
di migliaia di ragazzi»
MARCO ALFIERI

Il blitz sarà durato un quarto d’ora», racconta un testimone sorpreso dalla calca improvvisa. «E’ come se un input simultaneo fosse arrivato a migliaia di studenti, fiondandoli in pochi minuti al Colosseo». Sono arrivati a piedi, in metropolitana, coi bus e con grande effetto scenico lo hanno occupato. Una teatralità che ha fatto in un attimo il giro d’Italia…

Dal megafono roco di Mario Capanna ai messaggi multipli mutuati dal modello delle feste dei centri sociali. Dal mitico Sessantotto dei cortei e dei grandi narcisismi ai profili Facebook, il porta a porta virtuale del terzo millennio.

C’è molta viralità di messaggi dietro la protesta studentesca di queste ore. «Ma anche un bel po’ di sano vecchio assemblearismo», racconta con un filo di romanticismo Verena Alena Gioia, responsabile della redazione di Studenti.it, il portale che ogni giorno fa girare sulla Rete numeri da capogiro (sono registrati 2,3 milioni di studenti). «Il punto di partenza – dice – è sempre la scuola e l’università, gli spazi pubblici condivisi». In assemblea si presentano le associazioni, nascono occupazioni e manifestazioni.

«Poi c’è un secondo livello di divulgazione», spiega Daniele Grassucci di Skuola. net, altra piazza virtuale attenta ai movimenti studenteschi e alle sue tecniche di comunicazione: «gli aggiornamenti e i comunicati che riceviamo dalle associazioni studentesche, da diffondere al nostro pubblico targettizzato». Infine c’è un terzo livello più virale che è «quello dei blitz, delle azioni spettacolari, delle convocazioni repentine e dei flash mob , le manifestazioni lampo finalizzate a sublimare la protesta».

L’architrave di quest’ultimo girone è Facebook. Le associazioni studentesche hanno sviluppato nel tempo reti sociali ben connesse e ramificate. «Se sei iscritto ad un determinato gruppo qualsiasi attività che viene “postata” viene vista da tutti, permettendo una divulgazione rapidissima delle notizie. Di profilo in profilo un evento o una comunicazione viene condivisa a catena su tutta la rete sociale», continua Grassucci.

La prima grande manifestazione autunnale, quella del 16 ottobre, è partita da un invito postato sulla pagina Facebook dell’Unione degli studenti. La viralità del mezzo ha permesso di raggiungere in pochi istanti 400 mila ragazzi, indicargli il posto, come raggiungere la capitale, chi contattare per prenotarsi un letto o il pullman. Se i vecchi partitoni anchilosati ci mettono 40 giorni ad organizzare un mega corteo, gli studenti di oggi appena pochi giorni o poche ore. Basta un semplice invito appiccicato in bacheca Facebook. Per la cronaca, dei 400 mila giovani raggiunti in 58.000 hanno aderito alla protesta di piazza, in 113 mila non hanno confermato,38 mila erano in forse e 171 mila sono rimasti in attesa di risposta. Considerando che ogni iscrittoha 2-300 amici, più hai frontpage popolose più riesci a sviluppare una viralità marcata.

«La ricetta è mailing list più Facebook», conferma Roberto Iovino, 24 anni, iscritto a Scienze politiche a Roma Tre e portavoce della Rete della conoscenza, il network che accorpa Unione degli studenti, il coordinamento universitario e una galassia di 120 associazioni locali. In sostanza la cabina di regia della protesta organizzata. «Già l’Onda, l’anno scorso, aveva innovato la comunicazione coi blitz e i flash mob, superando l’idea del corteo classico. Quest’anno – spiega Iovino – abbiamo aggiunto un pezzo di creatività perché ci interessa parlare a tutto il paese. In questo modo il presidio di luoghi simbolo, dal Colosseo alla Torre di Pisa alla basilica di Padova, è funzionale ad esaltare il binomio scuola-cultura in contrapposizione al degrado cui ci vorrebbe consegnare il governo».

Nel frattempo sulla piattaforma Wikisaperi.org la Rete della conoscenza sta costruendo in maniera partecipata un’altra riforma universitaria. Il resto lo fa la manualità dei ragazzi e il moltiplicatore dei messaggini. Internet permette in maniera borderline di scovare tra banche dati commerciali elenchi e numeri profilati da memorizzare e spedire in veri e propri sms di massa, sfruttando le tariffe flat dei gestori telefonici.

Gli stessi flash mob sono una tecnica utilizzata dalle multinazionali per fini commerciali, o indotte dalle grandi case discografiche per promuovere artisti e popstar. La presa del Colosseo o della Torre di Pisa di ieri somiglia molto alle manifestazioni lampo dedicate a Lady Gaga organizzate in simultanea a Roma, Napoli e Milano; al tributo torinese a Michael Jackson o all’evento di Nokia a Bologna meccanica.

Un situazionismo artistico contaminato con le più evolute tecniche del marketing globale che permette di «istantaneizzare» una comunicazione. Dandole una veste scenica di grande impatto mediatico. Già, e adesso? «Adesso tiriamo il fiato per qualche giorno», conferma Iovino. «Poi, da martedì, quando il Ddl torna alla Camera, vedrete altri fuochi d’artificio…».

Marco Alfieri,La rivolta ai tempi di facebookultima modifica: 2010-11-27T15:23:06+01:00da mangano1
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