V.Vecellio, IL J’ACCUSE DI “FAMIGLIA CRISTIANA”;

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Notizie Radicali

venerdì 25 giugno 2010

Direttore: Gualtiero Vecellio

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LA SITUAZIONE. CARCERE: IL J’ACCUSE DI “FAMIGLIA CRISTIANA”; UNA LETTERA DAL CARCERE DI VICENZA; I 59 DETENUTI SICURAMENTE INNOCENTI

di Valter Vecellio

“Le carceri scoppiano e nessuno ci bada… il ministro pensa a altro, il paese è distratto”. Così titola il settimanale “Famiglia Cristiana”, l’articolo del magistrato Adriano Sansa. Vediamo di cosa si tratta: trentadue suicidi, cinquantuno tentativi sventati. Molte morti per cause non accertate. Contusioni, ecchimosi, fratture risalenti a “cadute” assai frequenti anche tra i giovani. Assistenza sanitaria scadente. Promiscuità, mancanza di igiene, perfino di acqua e coperte. Questo avviene nelle prigioni italiane nel 2010. Succede anche che, per la scarsità dei mezzi e soprattutto del personale, a sua volta compresso e frustrato, si facciano traduzioni di detenuti in condizioni di disagio e con uso di manette che potrebbero essere evitate. Questo il quadro.

Che fa il ministro della Giustizia di fronte a questa strage e a tanta sofferenza? Corre in Parlamento a spiegare perché il suo piano di rinnovamento carcerario sia tanto in ritardo? Sollecita Governo e opposizione a una “larga intesa” per difendere l’umanità e la Costituzione? No, nulla di tutto questo. Dedica anima e corpo, per mesi, a una legge che taglia le mani alla giustizia nella persecuzione dei criminali e mutila la libertà di stampa, diffondendo, insieme al presidente del Consiglio, notizie fantasiose sul numero delle intercettazioni.

E che fa il Paese? Si indigna per la ferocia del carcere che così tradisce la sua funzione, esaspera invece di rieducare, fomenta sentimenti di ribellione e di odio che peseranno anche dopo la liberazione? No, non ci fa generalmente caso, guarda e aspetta.

E’ vero. Il paese sembra indifferente. Ma vien da chiedersi quanto e cosa il Paese sappia. Proprio l’altro giorno Marco Beltrandi ha stigmatizzato che per esempio l’estate le televisioni si limitino a mandare in onda vecchi telefilm e si sospendono tutte le trasmissioni politiche di approfondimento, come se i problemi del Paese andassero anche loro al mare; vero è che quando questi programmi di approfondimento vanno in onda non una volta si è parlato dei problemi della giustizia e delle carceri.

“Famiglia Cristiana” prosegue ricordando l’indignazione intermittente, che si leva quando un uomo facoltoso o famoso – cui spetta lo stesso trattamento – sia vittima di troppa durezza. Recentemente, per esempio, ci si è molto indignati perché un imputato dell’inchiesta sui grandi appalti della cosiddetta “cricca” era stato mostrato in manette. E’ intervenuto il Garante, e sono state dette tante cose giuste. Poi, anche ieri sono state mostrate, tranquillamente, da tutti persone con le manette ai polsi – alcuni filmati sono stati addirittura girati dai carabinieri – e nessuno ha fiatato; non erano imputati della “cricca”, ma presunti affiliati della ‘ndrangheta. Si vede che in quel caso si può.

Ancora una lettera dal carcere. Questa viene da Vicenza. “L’80 per cento di noi è imputato…, e viviamo stipati in tre persone in uno spazio di 7 metri quadrati (tre persone, non una!), e usufruiamo di 3 ore “d’aria” al giorno, dentro una vasca di cemento e acciaio. Precisiamo: nei 7 metri quadrati c’è il posto occupato da tre brande, dal water, dagli armadietti, dal lavandino, da un minitavolino con relativi sgabelli e dagli oggetti personali – pertanto lo spazio calpestabile si riduce a meno di 2 metri quadrati per tre persone, per 24 ore di fila. Questa non è una formula chimica, è la nostra vita che se ne va”. La lettera è stata mandata al loro magistrato di sorveglianza, al Comune e al Vescovo della città, alla stessa direzione dell’Istituto dove sono ristretti.

Ad Avellino, ora. Si chiamano Anna, Elisabetta, Armando, Ferdinando, Barbara. Sono cinque bambini, uno ha pochi mesi di vita, qualcun altro tre anni. Da quando sono nati sono in carcere. Innocenti, ma colpevoli di essere figli di mamme che hanno commesso qualche reato, e che sono in carcere. Questi cinque bambini vivono a Bellizzi Irpino, provincia di Avellino, l’unico istituto in Campania dotato di un asilo nido e in grado di accogliere i figli delle detenute.
Questi bambini non conoscono il mare. Non sanno che cosa sia correre su un prato. Non hanno mai giocato con un gattino o un cagnolino che non fossero di peluche.

In Italia sono 59 i bambini prigionieri distribuiti in 24 case di reclusione: 20 a Roma Rebibbia, 9 a Milano San Vittore, 7 a Venezia Giudecca; poi come s’è detto Bellizzi Irpino, e altrove.
In carcere, meno che a Milano-San Vittore dove i 9 bambini vivono fuori del carcere con le loro mamme in una struttura protetta, senza sbarre, celle o divise, e si sentono a casa. Un progetto pilota. Perché non lo si possa estendere, questo progetto, davvero non si sa.

va.vecellio@gmail.com

V.Vecellio, IL J’ACCUSE DI “FAMIGLIA CRISTIANA”;ultima modifica: 2010-06-25T16:38:00+02:00da mangano1
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