Leonardo Maisano, Emilio Lussu corsaro inglese

( da IL SOLE 24 0RE)

corsaro inglese
28 maggio 2010

di Leonardo Maisano

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Myer Grienspan arriva la sera del 23 gennaio 1942 da Gibilterra a Barnstaple, un bagaglio leggero al seguito. Non subirà alcun controllo al confine nel villaggio del Devon, nonostante la guerra. I doganieri erano stati avvertiti: «Quel l’uomo non deve essere interrogato, il suo nome reale non deve apparire», firmato dai vertici dello Special Operations Executive (Soe), quelli che nello slang dei bassifondi spionistici britannici si chiamavano gli «irregolari di Baker Street». Cominciò così per Emilio Lussu, intellettuale e politico, fondatore di Giustizia e Libertà e anima del Partito sardo d’azione, la missione Postbox, ovvero il lungo sogno della vittoria sul fascismo innescata da una scintilla accesa nella sua isola. Doveva partire dalla Sardegna la sollevazione popolare che poi si sarebbe dovuta estendere al resto del paese. Ma per scatenare una rivolta capace di trasformarsi in rivoluzione compiuta, Emilio Lussu aveva bisogno di alleati. Li trovò, o credette di trovarli, negli inglesi con i quali aveva intessuto lunghi rapporti a Lisbona. La storia di una missione segreta con l’arruolamento di Lussu fra i collaboratori dei servizi segreti britannici esce dagli archivi nazionali di Kew Gardens, fuori Londra, che questa notte hanno tolto il timbro top secret dal file Soe 22666 A, una copertina sbiadita con scritto a matita «Grienspan M (Myer) 4121982». Dentro una decina di fogli per consegnare all’opinione del mondo un progetto fallito, che l’intellettuale sardo gestì avendo presente solo il bene dell’Italia.
Dopo i contatti a Lisbona, Simon, come Lussu veniva chiamato dai servizi inglesi, è spedito con la moglie a Gibilterra e da lì in Gran Bretagna. Arrivano due giorni di distanza l’uno dall’altra e si ritrovano all’hotel Cumberland di Londra. Il contatto di Myer Grienspan e consorte è il signor Montecatini, non meglio identificato uomo delle Special operations. Nel file, chi scrive continua a riferirsi a Emilio Lussu con il nome di Simon e suggerisce ai superiori: «Non è arruolato a pieno titolo nell’organizzazione, ma collabora da vicino con noi… Sostiene di aver prestigio e influenza politica nell’Italia centro-meridionale e abbiamo avuto la prova dell’assoluta stima nei suoi confronti… Il motivo del suo arrivo è la presentazione di una proposta per preparare il terreno a favore di un’insurrezione armata in Sardegna da estendere successivamente al resto d’Italia… Se questo accadesse – nota l’estensore del documento – il paese non resisterebbe alle richieste territoriali dei vicini a rischierebbe di ridursi ad una realtà balcanica». Parole che sembrano suggerire uno scetticismo. Poco più in là, però, si legge: «Il successo di questo progetto porterebbe l’Italia a ritirarsi rapidamente dalla guerra a nostro vantaggio». Obiettivo condiviso da Emilio Lussu che chiede garanzie. «La principale è che sia mantenuta l’integrità territoriale dell’Italia entro i confini che si avevano ai tempi della Marcia su Roma… Simon capisce che Dodecanneso e forse anche Cirenaica sarebbero perdute, ma chiede che questo resti assolutamente riservato per evitare la contrapposizione con l’esercito del quale vorrebbe garantirsi il sostegno minimo, ovvero la certezza che non spari sui civili».

La trattativa sarà portata ai vertici del Soe e poi a livello ministeriale anche se non si precisa a quali membri del governo. Le assicurazioni sul rispetto dei confini nazionali italiani volute da Lussu e non meglio definite «considerazioni politiche» rallentano, però, il negoziato. Nel giugno del 1942 i coniugi Grienspan rientrano a Gibilterra, sotto le generalità del signore e della signora Dupont. Postbox non muore, ma resta solo un’ipotesi

Leonardo Maisano, Emilio Lussu corsaro ingleseultima modifica: 2010-05-28T15:22:22+02:00da mangano1
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