Bruno Pellegrino, L’eresia riformista

da  AFFARI ITALIANI
Venerdí 07.05.2010 14:16

 

 

 

Unknown-3.jpegUn racconto di storie,uomini, idee, intuizioni e cadute,anticipazioni e ritardi del corso socialista inaugurato dalla segreteria di Craxi.Un contributo alla ricostruzione della geografia umana e culturale di più generazioni di intellettuali e politici.E soprattutto, una testimonianza dall’interno del processo di modernizzazione del più antico partito italiano. Le sorgenti, gli affluenti, le radici di quel Garofano che da metà degli anni 70 fece irruzione nella politica italiana rinnovandola profondamente scorrrono nelle pagine di Pellegrino con precisione storica e gradevolezza narrativa. E poi,a partire dal Midas, l’albergo romano da cui Bettino Craxi uscì a sopresa segretario del Psi fino alla traumatica uscita di scena del Novantadue(passando per l’89 e la caduta del Muro di Berlino), le varie fasi della parabola craxiana e dei profondi cambiamenti che indussero nella società italiana: il dissenso, il ruolo di Mondoperaio, la riscoperta della socialdemocrazia e del liberalsocialismo, la mitica e anticonfomistica teoria dei Meriti e bisogni, lanciata da Claudio Martelli. E le indimenticabili e coraggiose campagne craxiane(ad esempio Governare il cambiamento, spiazzante per una sinistra che per tradizione in Italia preferiva dire no e fare l’opposizione), l’attenzione per la società dell’informazione(contro la cultura operaista e fabbrichista prevalente dell’epoca), prr l’industria culturale, per la rete e il fare rete.
Pellegrino ricorda come in Italia il riformismo per oltre un secolo abbia avuto vita difficile. Ha dovuto cedere il passo, di volta in volta, al massimalismo, al comunismo, al fascismo e poi ancora al comunismo.Posto a confronto con le cerrtezze dottrinarie delle chiese dominanti, soprattutto quella comunista, il riformismo italiano è rimasto sempre in minoranza.

Ma oggi è per questo si raccomanda la lettura del libro di Pellegrino che con la segreteria Craxi è stato responsabile nazionale della stampa, dell’informazione e infine del dipartimento cultura, spettacolo sport e tempo libero del Psi(ma è stato anche, senatore, consigliere Rai e segretario dello storico Club Turati di Milano,vero motore e fucina di nuove idee e nuovi trend culturali e politici- per la sinistra italiana il socialismo democratico rimane ancora un tabu’ da rimuovere, una ferita aperta e mai rimarginata, una ragione del suo smarrimento politico e delle sue permanenti difficoltà.Un bel libro, che aiuta a ricordare, a restituire alcune verità,a trovare molti spunti per una ripartenza del riformismo in Italia.
L’autore
Gran bel lavoro questo di Bruno Pellegrino, intellettuale socialista, studioso della società dell’informazione e saggista raffinato(ottimo e ancora di riferimento il suo Rai spa), autore di L’Eresia Riformista(Guerrini e Associati Editore,236 pagine, 19,50 euro). Una raccolta imponente e minuziosa di materiale storico d’archivio, spesso di prima mano(vecchi articoli, atti di convegni,libri, ricordi personali) per spiegare a chi non c’era(e a chi l’ha dimenticato) “la cultura socialista ai tempi di Craxi”, come recita il sottotitolo.E  il pregio del libro, migliore di molti altre ricostruzioni analoghe, sta proprio nell’aver focalizzato il ruolo determinante dell’approccio culturale(e dei suoi riflessi sulla politica) nella svolta riformista.

L’eresia riformista
di Bruno Pellegrino
Ed. Guerrini e Associati Editore
236 pagg, 19,50 euro

Bruno Pellegrino, L’eresia riformistaultima modifica: 2010-05-09T17:01:41+02:00da mangano1
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