C. Scarinzi,scapigliature operaiste milanesi

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scapigliature operaiste milanesi

Torino 29 aprile

 

 

Scarinzi .jpegAccaldata ma utile ed interessante riunione sindacale al CTP Gabelli di Via Bologna. Sul tavolo intravedo il numero di Alias – ponderoso supplemento de Il manifesto – la cui copertina riproduce quella della storica rivista “Primo maggio”.
La sfoglio rapidamente e vedo che diversi articoli – un vero e proprio dossier – sono dedicati alle vicende, alle anticipazioni, al milieu di una rivista che, nei gloriosi anni ’70, fu un importante laboratorio culturale e politico, un punto di incontro fra ricercatori e militanti ed anche di pratica e di formazione di ricercatori – militanti.
In perfetta buona fede – ritengo sia di proprietà del mio socio di volo – me ne approprio e, terminato l’incontro, leggo i testi con più attenzione.
Comincio con “Il gruppo dei senza partito” di Steve Wright, un compagno ed amico australiano che vedo, per evidenti ragioni, non troppo spesso e che ha, da decenni, una straordinaria passione per le vicende della sinistra eretica e dei movimenti italiani.
Steve parla, oltre che di “Primo Maggio” , di “Collegamenti” cosa che, lo ammetto, mi colpisce. Io tendo, infatti, a non pensare troppo alle mie, e non solo mie, giovanili birbanterie.

Steve scrive di “Collegamenti” : “….sarebbe sempre stata per me un punto di riferimento, dato che la sua specifica premessa politica – l’incontro tra anarchismo della lotta di classe, comunismo consiliare e analisi della composizione di classe – trovava riscontro nella mia formazione. In effetti la lettura di ‘Collegamenti’ si sarebbe mostrata una rivelazione e oggi è un piacere sapere che, sebbene siano trascorsi molti decenni e sebbene irregolarmente, la rivista continui ad andare in stampa.”

E oltre “Una delle caratteristiche più notevoli di ‘Primo maggio’ – caratteristica che aveva in comune con ‘Collegamenti’ (e come scoprii poi, con alcuni redattori) – era che, nonostante tutta l’empatia espressa nei confronti dei precedenti movimenti rivoluzionari non c’era traccia di quel senso di nostalgia né di quel sentimento del tipo ‘ci hanno imbottigliato’ così comune nella sinistra libertaria di ambito anglosassone. Se esperienze come la prima guerra mondiale e il sindacalismo rivoluzionario del movimento consiliare tedesco avevano ancora qualcosa da dire a coloro che vivevano negli anni ’70, era tuttavia vero che erano state tutte sconfitte e che queste sconfitte dovevano essere capite.”

Leggendo queste due brevi frasi colpisce la lucida comprensione del progetto che stava alla base di “Collegamenti” e, per certi versi, delle straordinarie difficoltà di quella scommessa visto che i redattori di “Collegamenti” erano tutti militanti impegnati nel fare le lotte prima che nell’elaborare intorno alle lotte stesse.

Valerio Evangelisti nell’articolo “Soli nella torre di avorio” tratta essenzialmente del rapporto fra la redazione della rivista ed i movimenti o, più propriamente, del non facile rapporto.
Graziosa una notazione biografica

“…arrivò da Milano una proposta che mi emozionò: partecipare a una riunione redazionale di ‘Primo Maggio’…..Le strade milanesi, per chi le sappia leggere, hanno un loro fascino. Specie quelle vecchie con case alte abbrunite dallo smog. ‘Primo Maggio’ si riuniva in uno stabile quasi di fronte ad una chiesa. …..Alla riunione partecipavano ………..Cosimo Scarinzi (un anarchico baffuto esponete dei Cobas, fondatore della rivista ‘Gatto Selvaggio’)….”

Due cose mi hanno colpito, Per Valerio Evangelisti “Primo Maggio” era oggetto di emozione, per me meno ma ciò si può spiegare con la frequentazione che avevo con alcuni redattori.
Soprattutto, però, mi stupisce il suo ricordo. Io, che me ne sovvenga, ho quasi sempre avuto la barba ma assai raramente i soli baffi. Tutto, però, può essere.

Certo ero, oltre che un birbantello, uomo dalle molteplici frequentazioni.

C. Scarinzi,scapigliature operaiste milanesiultima modifica: 2010-04-30T18:09:48+02:00da mangano1
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