pIERO sANSONETTI,La politica è in mano ai servizi?

da IL RIFORMISTA

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La politica è in mano ai servizi?
di Piero Sansonetti

 

I servizi segreti pedinavano l’onorevole Italo Bocchino. È una notizia abbastanza sicura. Chissà se spiavano solo Bocchino, nel gotha della politica, o se controllavano la vita di molti altri deputati, senatori, ministri. Bocchino è il vicepresidente dei deputati del Pdl ed è il numero due della corrente di Fini, cioè di uno dei gruppi politici più importanti del Paese. La cosa è molto inquietante. E getta un’ombra sinistra sulla politica italiana. Legittima l’impressione che da qualche mese – diciamo almeno da un anno – la lotta politica è in gran parte controllata dai servizi segreti.

© Mauro Scrobogna / LaPresse 13-04-2010 Roma Politica Camera – commemorazione Pietro Nenni Nella foto: il Presidente della Camera Gianfranco Fini © Mauro Scrobogna / LaPresse 13-04-2010 Rome Politics Chamber of Deputies – commemoration of Pietro Nenni In the picture: Gianfranco Fini, President of Chamber o Deputies

I servizi segreti pedinavano l’onorevole Italo Bocchino. È una notizia abbastanza sicura. Chissà se spiavano solo Bocchino, nel gotha della politica, o se controllavano la vita di molti altri deputati, senatori, ministri. Ieri è stato Il Giornale a dare questa informazione. Ha scritto che i servizi segreti spiavano Bocchino e il ministro Maroni. Nel pomeriggio però è arrivata la smentita secca del Dis (che è il dipartimento informazioni per la sicurezza). La smentita dice: «Il ministro Maroni non era pedinato né spiato». Capite bene che è una specie di conferma ufficiale del fatto che gli 007 erano alle calcagna di Bocchino. Cioè di un personaggio politico di primissimo piano. Bocchino è il vicepresidente dei deputati del Pdl ed è il numero due della corrente di Fini, cioè di uno dei gruppi politici più importanti del paese. Se è vero che veniva pedinato, la cosa è molto inquietante. E getta un’ombra sinistra sulla politica italiana. Legittima l’impressione che da qualche mese – diciamo almeno da un anno – la lotta politica è in gran parte controllata dai servizi segreti. Non sappiamo a quale scopo, con quale disegno e – eventualmente – per conto di chi. Ci sono dei poteri che operano fuori dal circuito democratico, fuori della politica ufficiale, e che sono in grado, in vario modo, e attraverso l’azione dei servizi segreti, di controllare e condizionare la politica? E puntabo a modificarne gli equilibri?

Ho scritto: negli ultimi mesi. Teniamo conto del fatto che sono stati i mesi nei quali un numero senza precedenti di scandali ha devastato la lotta politica, e sono scandali emersi per vie spesso non chiarissime. Vogliamo elencarle le “bombe spionistico giornalistiche” che hanno scosso alle fondamenta il palazzo? L’affare Noemi, e poi le rivelazioni dettagliate sui rapporti tra il premier e una escort; il caso Boffo, il caso Marrazzo, il caso Bertolaso, il caso Spatuzza, il caso – grottesco – delle telefonate tra il premier e Augusto Minzolini. E tanti casi minori, come qualche tentativo fallito di mettere in mezzo Antonio Di Pietro con fotografie vecchissime uscite fuori chissà come, o la canagliata alla Alessandra Mussolini e altre cosette simili. Tutto questo in meno di un anno. Mediamente uno scandalo al mese. E’ legittimo il sospetto che ci sia qualcosa, o qualcuno, che lega insieme almeno alcuni di questi scandali politco-giornalistici, e che magari ha una qualche funzione nel preparali e farli esplodere?

La storia di Bocchino è oscura, ma ci sono dei dettagli che sembrano accertati. Si è saputo che Bocchino aveva ricevuto delle minacce via sms sul suo cellulare privato. E si è scoperto che queste minacce venivano da un apparecchio telefonico dal quale erano partite minacce anche verso i cellulari di due 007 che avevano il numero di cellulare segretissimo e conosciuto solo dagli stesi servizi segreti. Il sillogismo decreta che le telefonate erano opera dei servizi. Di quale settori dei servizi?

Le voci dicono che l’on. Bocchino avrebbe discusso della cosa con il capo del Sismi (servizi segreti militari) Bruno Branciforte, il quale gli avrebbe giurato di non sapere niente della cosa e di ignorare l’esistenza di una struttura supersegreta dei servizi addetta a spiare i politici. E allora chi è stato a pedinare il numero due di Fini? Dobbiamo tornare al vecchio vocabolario degli anni ’70, quando fu inventato il termine “servizi deviati”? Non si è mai capito cosa fossero questi “servizi segreti deviati”. Dei pezzi infedeli della struttura degli 007, questa è la tesi. Ma infedeli, cosa vuol dire? Infedeli a chi, e fedeli a chi altro?

Dal momento che questi 007 deviati – adesso come allora – si occupano solo di lotta politica, è quantomeno da presumere che essi siano guidati dalla politica, o da qualcuno che ha interesse a condizionare e deviare – con mezzi criminali – la politica. Dovremmo capire chi è questo qualcuno, e perché i servizi segreti non deviati non siano neanche in grado di impedire che al proprio interno prosperino queste strutture eversive. C’è qualcosa che non va. E se non si interviene subito, e se si resta lì a guardare, magari nella speranza che qualche avversario politico possa fare una brutta fine, sapete chi è che sicuramente farà una brutta fine? Quello che è rimasto di questa bistrattatissima democrazia italiana.

pIERO sANSONETTI,La politica è in mano ai servizi?ultima modifica: 2010-04-14T16:12:34+02:00da mangano1
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