Armando Todesco, Alberoni e la Lega. E poi?

14.7.09

Alberoni e la Lega.E  poi?

Il prof.Alberoni sul Corriere nei giorni scorsi ha affrontato il problema dei territori a nord di Milano e il rapporto coi voti leghisti.
Descrive questo territorio pieno di natura ,di boschi e laghi ,abitato da gente attaccata ai propri paesi e di mentalita’  rigorosa  ,che vive di valori etici forti  e sicuri come la famiglia ,il lavoro ,il risparmio.
Una zona dunque assimilabile al mondo svizzero –germanico,con cui del resto e’ confinante  .
Per lui questo territorio vive  come un pezzo d’ Italia staccato dal resto della penisola ,che viene vista come  spazio da tenere distante e da frequentare poco.
A nord di Milano ci sarebbe dunque questa micro regione subalpina  con una diversita’ morfologica  ma anche socio-storica ,che ha sempre vissuto  un problema di rapporti svantaggiosi col resto d’Italia(vista come meridione )e  che quando  ha avuto la fortuna di incrociare  un uomo politico adatto (Bossi)ha fatto esplodere il  connubio di  richiesta di maggiore giustizia economica con le altre e di semi indipendenza politica.Nasce dunque la lega!
Una sorta di riedizione di Pontida  questa volta pero’contro tutto quello che era …sud ,…romano .
Partendo da queste esigenze Bossi  e’ riuscito a  differenziare la pedemontana  anche politicamente dal  resto d’Italia costituendo  la  lega ,secondo il pensiero :”Noi  siamo diversi dagli altri e quindi votiamo per i nostri interessi e anche in modo diverso”!
La diversita’ porta alla necessita’ di rafforzare le mura e a un rafforzamento dell’appartenenza ed ecco che anche sul piano dei rapporti personali ,Alberoni dice ,tra eletti ed elettori c’è un maggior spessore di relazioni  sociali  e abitudini comuni .
I deputati locali per esempio sono piu’  conosciuti  che nel  resto d’Itaiia .
Tutto questo e’vero ,ma non  tutto e’ positivo ,perche ‘ il fenomeno lega ha e puo’ avere anche altri risvolti negativi che mi permetto di indicare.
I voti alla lega infatti:
1) portano direttamente alla   spartizione del  paese  o all’allentamento dei rapporti ,gia’ non solidi ,che tengono unita  l’Italia .
Non e’ un caso che in questi giorni nasca un partito del sud a Palermo (che dice che i deputati dovranno votare sì, solo a provvedimenti favorevoli al sud:è gia’ un  embrione di scissione !)  e che a Napoli Bassolino pensi ad un partito napoletano ,anche per sfuggire alle sue responsabilita’nel Pd.
Ormai col Pd in preda al pullulare di correnti e alla lotta di tutti contro tutti c’è il fondato rischio che anche nelle altre regioni passi la linea del partito del governatore del luogo e che quindi si arrivi alle politiche prossime con una miriade di partiti autonomi regionali .
Ogni regione tra poco avra’ una sua lega  quindi?
Se poi si aggiunge che il cambio generazionale e’ una regola urgente e che fa passi da gigante   anche nel  Pdl,vediamo che la frammentazione e nuovi scenari sono alle porte.
2)sono  sinonimo di egoismo territoriale e individuale .”Facciamo noi quello   col nostro lavoro e i nostri soldi”.
Si dimentica che la floridezza del nord viene fuori naturalmente per contaminazione positiva in base al concetto delle economie di scala , anche dal fatto di essere confinanti ed essere stati  spesso inglobati dall’asta commerciale piu’ forte dell’Europea e cioe’ dall’area renana .Non c’è niente di endogeno economicamente parlando,insomma.
3)sono ingiustificati perche’ rappresentano la difesa di una nicchia territoriale , che anche un partito nazionale potrebbe difendere (vedi la DC che lo ha fatto per 50 anni ).
Su questa linea non  ha molto senso anche la presen za di partiti di nicchia tematica come i  pensionati o i verdi in quanto problematiche  che possono trovare collocazione in un partito nazionale che ha una visuale dei problemi appunto nazionale e non  locale e settoriale.
4)portano a parole alla richiesta della  pulizia economica e alla lotta agli sprechi ma in pratica a pochi episodi concreti  di comportamenti nuovi ,ma a tanti invece casi vecchi.
Vedi il caso di molti evasori totali lombardo-veneti ,che ogni tanto sono  saltano fuori negli ultimi anni come topi  e  che  si possono ragionevolmente pensare  vicini se non dentro al tessuto elettorale leghista e che non per questo sono emersi dai loro comportamenti illegali ,ma che hanno continuato a non pagare le tasse,anche    confidando nelle parole d’ordine  leghiste di uno Stato ladrone e che quindi era conveniente  anche danneggiare?
E perche’in quanto a pulizia e ordine economico sul modello svizzero-germanico tanto sbandierato  non si  parla anche  di ministri assenti da Roma per motivi di salute  su cui bisognera’ dire qualcosa sul loro rendimento sociale come si fa per i dipendenti pubblici ?
5)portano a fare nascere mostri urbanistici -sociali come Malpensa ora in fase di semi utilizzo ,dopo le pretese del la lega che  voleva in Lombardia un hub da capitale ,in antitesi da Roma ,quando Milano e’ la maggiore citta’ florida del nord Italia ma non e’ la capitale e non sara ‘ mai tale.
Sempre per la voglia estrema della lega di concorrere con la capitale vera ,stiamo costruendo mostri a spese dei cittadini condizionati appunto da un modo di vedere le cose geografiche abnormi che vedono  Milano capitale :utopie che costeranno care ai cittadini italiani.
Ma attenzione perche’  possono costare care anche alla lega in termini elettorali a tempo lungo!
Spero ora che non vengano  creati altri  mostri come il nuovo quartiere della Regione  o come  l’Expo.
Per tutto questo c’è da invitare i leghisti a riflettere e a non tendere troppo la corda ,perche’ il voto e’ una semplice crocettina intrisa  di tanti sentimenti e che quella leghista e’ una crocettina particolare diventata importante anche per motivi di giustizia e  che ora ,matura,deve fare lo sforzo di sfrondare tutti i rami secchi e dannosi  e farsi carico non delle piccole questioni di parrocchia ma della visione generale  e del futuro del Paese .
ATodesco

Armando Todesco, Alberoni e la Lega. E poi?ultima modifica: 2009-07-15T21:40:42+02:00da mangano1
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