Armando Todesco, Dopo le elezioni guardiamo ai problemi

Caro Attilio
ti mando alcune note e se tu potessi come fai metterle in circolazione sul tuo blog ti ringrazio

Saluti
a.

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Dopo le elezioni guardiamo ai problemi .

D’Alema e’ un personaggio antipatico ed e’  considerato un saccente ,nel suo partito e fuori ,ma  e’ riuscito a sintetizzare  con la parola  “la scossa “una situazione  che potrebbe capitare al panorama politico tra poco ,dopo la tornata delle elezioni ,che ,diciamo ,non sono andate benissimo per il Pd ,ma neanche per il Pdl,visto la perdita di voti e il fenomeno molto alto delle astensioni (che  www.insiemeweb.net aveva peraltro previsto ) .

D’Alema ha avuto l’intelligenza  di dire dove ci troviamo .
Si avvertiva pero’ da molte settimane che  il fuoco  sui comportamenti politici e personali di Berlusconi covava sotto le ceneri

Noi  modestamente elenchiamo alcuni problemi urgenti:

1)C’e’ un pauroso vuoto di potere  alle spalle di Berlusconi.

Vuol dire che non c’è nessuno ,proprio nessuno ,in grado di sostituirlo nel partito e nel Paese.   
Le indagini sulla fiducia dei cittadini ci dicono che ,in caso di crisi ,il piu’ gettonato a guidare il Paese potrebbe essere Fini.
La vita politica di Fini e’ riuscita sempre grazie ad un consenso dato dall’alto ,da meccanismi e selezioni  interni al palazzo ed e’ sempre stata dominata da un modo di fare gerarchico ,eseguito con la bacchetta da ordine militare.
Manca del tutto in questo personaggio il consenso derivato da una carisma .
Fini e’ un comandante militare e ha un potere diverso dunque da quello di Berlusconi  che e’ dotato di un potere trascinativo ,popolare e creatore di fiducia .

Quello che c’è dietro a Berlusconi ,e’ bene dirlo,sono e si sentono degli impiegati che non hanno una linea politica autonoma e critica se serve ,ma solo un padrone a cui rispondere .

La conseguenza e’ che Berlusconi e il governo deve fare crescere a brevissimo dei piccoli futuri dirigenti scegliendoli anche al di fuori del piccolo gruppo di amici .

Senno’dopo di lui ci sara l’anarchia  e il deserto.

2)La presenza della Lega  e’ingombrante e rende difficile  la situazione politica

La lega non porta da nessun parte  .Si dice che amministrativamente  e’ formata da persone  molto legate al territorio.
Sara ‘ vero ,ma e’ un movimento che manca della  strategia nazionale necessaria su dove portare il Paese  nel futuro .
Il progetto di Bossi e’ localistico e settoriale e mira (almeno dalle ultime esternazioni sull’argomento )di fare della Padania una nuova Scozia ,che e’ un progetto illusorio e pieno di insidie  per l’unita’ del Paese.
Si arrivasse a  questo progetto ,ad esempio ,la Sicilia si farebbe emarginare?
Non dimentichiamo che la Sicilia si muove nel contesto nazionale o seguendo o anticipando le mosse delle regioni del Nord.in fatto di autonomia e di protagonismo .
(Gia’ nelle ultime elezioni europee si e’ presentato un progetto piuttosto oscuro che ha messo insieme il gruppo di Lombardo ,autonomo rispetto al Pdl ,Storace e pensionati lombardi disposti a tutto pur di avere delle poltrone :un insieme di personaggi e di movimenti ,riuniti  solo per raggiungere il quorum e dal desiderio di arrivare alle  poltrone europee anche in funzione di un riequilibrio  antinordista). 

Con la Lega ancora avanti ridurremo l’Italia in tante parti come eravamo 150 anni fa !

La Lega e’ bene dirlo non e’ niente di nuovo rispetto alla costola centrodestrista della vecchia dc .
Niente di nuovo anche nelle percentuali e  nel suo bacino elettorale .
Per i problemi che puo’ porre all’Italia e’ il caso di parlargli  chiaro e di portarla all’interno del Pdl, che diventerebbe allora con parole nuove la Dc ricostituita!

3)Intanto  il tessuto sociale nazionale si va via disgregando .

Non passa settimana che le piazze non siano occupate da comunita’ straniere  che protestano per motivi legati a problemi pratici ,ma sopratutto per allargare il proprio spazio di azione ,la loro influenza politica ,il loro peso economico e l’affermazione del loro modo di fare .
Le teste  di queste comunita’sono ,tutto sommato ,vogliose di riprendersi la visibilita’ e i soldi statali venuti meno  che   la sconfitta dell’Ulivo ha loro ridotto .
Dove andremo a finire ?
Non è da escludere che nel prossimo futuro  la questione dei rapporti tra i gruppi di stranieri e gli italiani possa portare a dei seri problemi di ordine pubblico (visto che abbiamo gia’ superato la soglia del 5% di popolazione presente indicata come limite per il “quieto “vivere  ) oppure che diventeremmo sempre piu’ nemici in casa nostra  con la chiusura sociale e la diffidenza che si fara’ sempre piu’ pesante .
Attenti poi al terremoto dell’Abruzzo
Berlusconi ha coccolato le zone terremotate al di la’ del giusto ,perche’ spinto dal segretario del Pd che faceva  la campagna  su di lui sempre pronto quindi a trovare il cavillo per  denunciare la disorganizzazione dei soccorsi .
Il governo ha promesso  molto e ha dato molto di piu’ che nel caso dell’Umbria e soprattutto del  Belice ,territorio quasi fermo dal lontano gennaio 1968 .
Nella testa del Presidente del Consiglio ,memore del suo passato di imprenditore immobiliare , c’è il progetto di  rifare nuove citta’ e un nuovo Abruzzo ,un laboratorio politico-edilizio che rimanga nel tempo,visto che e’ sortita un’opportunita’ cosi’.
Attenzione perche’ tra il dire e il fare non bastano  pochi mesi .In poco tempo non si puo’ ricostruire una citta’ e tanti desideri ora coccolati potrebbero risultare frustati.
E la frustrazione porta all’aggressivita’ .E questa e’ una aggressivita’ collettiva spesso difficile da incanalare,spinta anche da  sindaci abruzzesi in preda ai desideri dei loro elettori se vogliono essere [i1]rieletti .
Ma un una volta bisognera’ dirglielo agli  abruzzesi che si aspettano subito la casa nuova e magari il conto corrente in banca ora che lo sport italiano e’ “raccogliere soldi per l’Abruzzo “.
Per ora gli abruzzesi hanno comunciato a protestare  a Roma ,visto che sono poco distanti  , stimolati irresponsabilmente dal centro sinistra a caccia di voti e per dare contro al governo .
Altre manifestazioni quindi seguiranno .
Ma fino a quando la corda potra’ essere tirata?

Le questioni in Italia ci sono .
Si sente quindi la necessita ‘di sentire parlare chiaro e subito,anticipando quindi l’arrivo de “la scossa “e non da un’unica persona .

A.Todesco

Armando Todesco, Dopo le elezioni guardiamo ai problemiultima modifica: 2009-06-30T16:56:08+02:00da mangano1
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