Massimo Tomasutti, Venezia per noi:terra e acqua

Massimo Tomasutti
 
Venezia per noi: terra e acqua
 
Tra i vari libri che ricostruiscono le vicende (storiche e politiche) della Venezia del secondo dopoguerra sono pochi, davvero, quelli capaci di restituirle al lettore nei loro molteplici e controversi dettagli. Libri che si leggono, dunque, con le sempre difficili e impegnative parole della “memoria collettiva”. E’ successo e ancora succede con “Venezia: terra e acqua” di Luigi Scano. Un saggio la cui lettura, come ha scritto Gianfranco Bettin alcuni anni fa, “andrebbe resa obbligatoria per chiunque voglia occuparsi, da amministratore soprattutto” di Venezia. Nel testo c’è, infatti, tutto quello che serve e servirebbe per non dimenticare le ‘forme’ ed i ‘processi’ che hanno diretto, nel corso del Novecento, la storia di Venezia nella “modernità”; le molteplici opzioni politico-industriali (spesso scellerate) mandate avanti dai cosiddetti “padroni del vapore” veneziani. Vi è, dunque, ottimamente ricostruito, l’analisi completa delle profonde trasformazioni novecentesche, gigantesche, imposte e subite dal sistema idrodinamico lagunare. Quelle scritte da Scano sono certamente pagine urticanti per chi ama Venezia e non vuole solamente ‘archiviarne’ la recente storia industriale. Come quel sentimento “verde” che sembra sparire ma invece resta radicato e ‘ustionante’ in chi ricorda. Per questo Venezia deve essere ‘attraversata’ nuovamente con il bel saggio di Scano. Per ritrovare quel filo ambientalista che possa ancora condurci fuori dalle tenebre della manomissione del delicatissimo sistema idrico lagunare, dalle paure e dai conflitti politici suscitati e donarci la forza e la lucidità di ricordare ciò che è successo. E, ovviamente, di tramandarne la memoria 

Massimo Tomasutti, Venezia per noi:terra e acquaultima modifica: 2009-05-21T17:03:47+02:00da mangano1
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