Giulio Stocchi, Favole in versi

Gatto Pandolfo
 
 
 
 
Questa è la storia
di un gatto randagio
che corre per strada
e sui tetti va adagio
 
E’ un micio giallo
colore di zolfo
per questo lo chiamano
gatto Pandolfo
 
Gatto Pandolfo
è nato di maggio
vive di notte
e ha tanto coraggio
 
Gatto Pandolfo
è un vero tigrotto
combatte coi topi
e ne vince trentotto
 
Gatto Pandolfo
è il re del quartiere
sospiran le gatte
sia bianche che nere
 
Che bello che forte
è proprio un guerriero
miagolano insieme
nel buio più nero
 
Gatto Pandolfo
confida alla luna
amori avventure
disgrazie e fortuna
 
Gatto Pandolfo
una sera in cantina
ode di sopra
una risata argentina
 
Salendo le scale
a quattro gradini
si trova di fronte
due biondi bambini
 
Guarda quel gatto
guarda che bello
dice Elisa
a Enrico il fratello
 
Vieni Elisa
qui alla finestra
diamo al gattino
un po’ di minestra
 
Gatto Pandolfo
facendo le fusa
guarda nel piatto
lo lecca e l’annusa
 
Enrico ed Elisa
tutte le sere
preparano zuppa
tovaglia e bicchiere
 
Gatto Pandolfo
facendo miao miao
parla con loro
col suo birignao
 
Gatto Pandolfo
diventa l’amico
il compagno di giochi
di Elisa e di Enrico
 
Elisa ed Enrico
ne fan delle belle
mettono il gatto
su quattro rotelle
 
Gatto Pandolfo
fa il pattinatore
piroetta ridendo
per ore e per ore
 
E’ proprio contento
il nostro micione
gira per casa
come un vero padrone
 
Gatto Pandolfo
seduto in poltrona
mangia il gelato
che Elisa gli dona
 
Enrico con lima e martello
e una squadra di scorta
costruisce al gattino
una piccola porta
 
Gatto Pandolfo
esce se ha voglia
poi torna al calduccio
varcando la soglia
 
Insomma bambini
è quel che si dice
la storia di un gatto
davvero felice

I tre bucanieri
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Enrico ed Elisa
una sera di noia
inventarono un gioco
pieno di gioia
 
Saremo pirati
sarem bucanieri
sul mare all’assalto
di tutti i velieri
 
Con l’asse da stiro
e una vecchia cassetta
costruiscon lo scafo
di una goletta
 
Un bastone diritto
e uno straccio di tela
ed ecco innalzati
albero e vela
 
Le calze di mamma
son belle nere
ed questo è il vessillo
del filibustiere
 
Un filo di spago
e una verde bottiglia
battezzan la nave
là sulla chiglia
 
In gloria ed onore
del nostro gattino
Pandolfo sia il nome
del brigantino
 
Gatto Pandolfo
ha molto coraggio
deve far parte
dell’equipaggio
 
Con benda sull’occhio
spada e alamari
gatto Pandolfo
è il re dei corsari
 
Avanti miei prodi
pronti a salpare
grida Enrico
come un lupo di mare
Elisa Enrico
e il loro miciotto
si spingono al largo
in quattro e quattr’otto
 
Navigano intorno
all’appartamento
e il sogno li spinge
più forte del vento

La sfilata di moda
 
 
 
Enrico ed Elisa
fan gli stilisti
tagliano e cuciono
come due artisti
 
La moda per loro
non ha segreti
creano giacche
gonne e completi
 
Per la sfilata
si cerca un modello
hanno scritto
su un grande cartello
 
Gatto Pandolfo
che passava di lì
ecco perbacco
eccomi qui
 
Enrico ed Elisa
col loro gatto
firmano tosto
un regolare contratto
 
Zuppa di pesce
carne e insalata
sarà il compenso
per la sfilata
 
Leccandosi i baffi
il nostro micetto
indossa camicia
calzoni e corpetto
 
Enrico continua
la vestizione
allacciando la  giacca
con molta attenzione
 
Adesso viene
il lavoro di fino
dice annodando
un cravattino
 
Però accidenti
manca qualcosa
esclama Elisa
un poco dubbiosa
 
Certo mia cara
risponde il fratello
mettendo al gatto
un grande cappello
 
Ora davvero
è proprio perfetto
ci vuole solo
un filo di ombretto
 
Ma gatto Pandolfo
non ne vuole sapere
e inforca un bel paio
di lenti nere
 
Un gran colpo
su una padella
segna l’inizio
della passerella
 
Orsù accendete
i riflettori
entra il campione
degli indossatori
 
Gatto Pandolfo
facendo un inchino
è proprio il ritratto
di un damerino
 
Sfila con garbo
saluta poi esce
e corre a mangiare
la zuppa di pesce

Una gita in montagna
 
 
 
 
D’estate in agosto
c’è un’afa bestiale
e gatto Pandolfo
proprio sta male
 
Borsa di ghiaccio
e ventilatore
ma il nostro micetto
è tutto un sudore
 
Con grande cautela
qualche volta si sciacqua
ma i gatti si sa
detestano l’acqua
 
Questa vita
è proprio una lagna
sai cosa faccio?
me ne vado in montagna
 
Detto fatto
prepara scarponi
zaino berretto
corde e ramponi
 
A Enrico ed Elisa
fa un telegramma
arrivo domani
saluti alla mamma
 
Tutto bardato
compra un biglietto
va alla stazione
e prende un diretto
 
Fumando la pipa
guardando il paesaggio
gatto Pandolfo
si gode il viaggio
 
Borghi città
case e paesini
scorrono fuori
dai finestrini
 
L’ora di arrivo
è l’una precisa
e alla stazione
lo attende l’Elisa
 
Gatto Pandolfo
ciao caro amico
in cima a quel monte
ci aspetta l’Enrico
La bimba al gattino
offre il suo braccio
e inizia a scalare
una parete di ghiaccio
 
A gatto Pandolfo
con il fiatone
gira la testa
sopra un burrone
 
O che fatica
o mamma mia
Elisa prendiamo
la seggiovia
 
D’accordo pigraccio
per andare lassù
il biglietto però
lo pagherai tu
 
Biglietto di qua biglietto di là
pensa Pandolfo facendo i suoi conti
comincia a costare
la vacanza sui monti
 
Sospeso in aria
fra terra e cielo
gatto Pandolfo
trema di gelo
 
Se Dio vuole
finalmente si smonta
ma Enrico li aspetta
con la slitta già pronta
 
Sopra la neve
giù a rompicollo
gatto Pandolfo
rischia il tracollo
 
Grida ai fratelli
come un ossesso
fatemi scendere
scendere adesso
 
No non m’importa
il caldo che fa
domani mattina
ritorno in città

Una sera da sballo
 
 
 
 
C’è una micetta
gatta Mimosa
che ha fama di essere
un poco smorfiosa
 
Con minigonna
calze e stivale
è proprio il tipo
della gatta fatale
 
Lungo bocchino
e sigaretta
indossa un cappello
con la veletta
 
Quando entra in un bar
a bere del whisky
subito s’alza
un coro di fischi
 
Quando cammina
con passo felino
si sdilinquisce
persino il postino
 
Gatto Pandolfo
incontra una sera
gatta Mimosa
in una balera
 
E’ accompagnata
da un tipo un po’ strano
faccia da gangster
Billy Soriano
 
Gatto Pandolfo
con inchino da artista
invita Mimosa
in mezzo alla pista
 
Ma Billy Soriano
che non gradisce
spinge Pandolfo
poi l’aggredisce
 
Pugni papagni
sberle e schiaffoni
come si pestano
i nostri gattoni
 
Gatta Mimosa
cambiando colore
il cuore mio dono
al vincitore
 
Gatto Pandolfo
sentendo quel detto
stende Soriano
con un diretto
 
Pur se malconcio
e con gli occhi neri
è sempre il principe
dei cavalieri
 
Un po’ traballante
si avvicina a Mimosa
e dice sei bella
più di una rosa
 
Si volge all’orchestra
e con voce tonante
ora cominci
la sera danzante
 
Allacciati nel tango
Pandolfo e Mimosa
sono una coppia
davvero amorosa
 
Valzer mazurche
fox-trot tarantelle
volteggiano i due
in mezzo alle stelle
 
Poi in conclusione
come si usa
al chiaro di luna
fanno le fusa

Giulio Stocchi, Favole in versiultima modifica: 2009-04-29T10:03:57+02:00da mangano1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento