Alessandra Paganardi, Un romanzo collettivo di formazione

( cosa farò da grande.13)

Alessandra Paganardi

APPUNTI SUL SITO
Agli interventi già svolti vorrei aggiungere alcune note.

Perché un sito? perché affiancarvi “addirittura” un blog?
Nella postmodernità di massa il cosiddetto effimero retroagisce sul duraturo Se ne sono occupati per primi Adorno e Benjamin. Anzi forse, aggiungo io, non ha davvero più senso dividere in due campi netti effimero e duraturo, come non ha più senso dividere in due cultura “alta” e “bassa”. Ciò consegue a – e nello stesso tempo rinforza – un nuovo SENTIMENTO DEL TEMPO…paradossalmente più flessibile, allargato ed esteso rispetto all’idea classica di perdurare nella gloria ingessata e nell’immortalità attraverso l’ “aura” artistica, l’eccellenza, l’eroismo o l’eccezionalità.
La rete, in tutte le sue forme (blog, sito, forum….) rispecchia proprio questo senso nuovo, liquido del tempo: e proprio per questo ha successo. Non va adorata ma neppure demonizzata: se vogliamo è un’inversione a U rispetto alla stampa nel senso di un nuovo socratismo, di un ritorno all’oralità (il mito platonico di Teuth docet), dopo la gessificazione filologica del testo e il culto neopositivistico delle edizioni critiche.
Nel proliferare di blog e bloggini personali, in cui ognuno ha il proprio posto narcisistico al sole, IS ha avuto una caratteristica non casuale: quella di UN SITO COLLETTIVO che vuole rispecchiare e costruire un’opera comune. Io in questo discorso dell’opera comune ci credo ancora e per questo ho sposato con entusiasmo l’idea e sono grata al suo ideatore e a tutti gli altri collaboratori.
IS è un piccolo spaccato di ciò che dovrebbe essere la cultura: un cantiere a cielo aperto, un work in progress in cui una generazione passa il testimone all’altra e ciascuno impara dai propri errori. In un mondo in cui tanto volentieri, e in modi spesso non proprio leali, ci si ruba allegramente le idee, un sito collettivo è una sfida che toglie il copyright alle idee e dice, a suo modo, una grande verità:le idee non sono propriamente invenzioni, LE IDEE NON SONO PROPRIAMENTE DI NESSUNO, sono contenitori che passano su un nastro portatore e che ciascuna persona pensante, a diversi ruoli e livelli (GLI INTELLETTUALI) ha il compito di prendere e riempire come ne è capace: solo allora potrà dire che sono “diventate” sue…ma senza mai perdere il collegamento con ciò da cui derivano, LA STORIA.
Ricordiamo che “inventare”, del resto, ha la stessa radice di “invenire”, trovare!!!!

In un mio aforisma ho definito la cultura “romanzo collettivo di formazione”: un sito collettivo è quanto di più adatto a dimostrarlo.

ALE

Alessandra Paganardi, Un romanzo collettivo di formazioneultima modifica: 2009-03-31T22:42:27+02:00da mangano1
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