Attilio Mangano, Cazzullo e la storia di Lotta Continua

Ricordo bene il libro di Cazzullo, che rimane per molti versi uno dei capisaldi della ormai vasta bibliografia su Lotta Continua.  E’ una bella ricostruzione di percorsi e interrogativi della memoria che ancora oggi suggerisce una serie di piste e di chiavi di lettura, a più livelli.  La segnalazione  qui riportata è fatta a cura di  Cascioli, che non conosco,moderatore di una mailing list (Il palo) dedicata all’umorismo testuale. Ma non credo che in questo caso l’intenzione fosse di riderci sopra, anche se non ci sarebbe nulla di male nel voler ironizzare su una storia che rimane paradigmatica ed esemplare,nel  bene e nel male.  Dicevo infatti che questo libro di Cazzullo può aiutare la ricostruzione sia di storie generazionali  che di culture politiche che di stagioni  della storia sociale. Come e perchè una generazione da un lato scoprì gli operai e dall’altro tentò con essi troppe cose, unire percorsi e stili di vita, cambiare insieme,vivere la militanza come arricchimento e trasformazione, prendendo atto poco per volta, in modi patetici  e a volte tragici o semplicemente sconsolati  di un fallimento  della comunicazione e della prassi  che non impediva  comunque a molti di cambiare davvero,
agli operai di non essere più tali o di cercare altro, al giovane intellettuale  di lotta continua  di disamorarsi o di prendere atto di una sconfitta o ancora di uscirne così trasformato  da non essere più o solo
un militante mili-tonto, che voleva essere realista e chiedere l’impossibile, come recitava uno slogan del maggio francese.

Attilio Mangano, Cazzullo e la storia di Lotta Continuaultima modifica: 2009-03-28T12:30:49+01:00da mangano1
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