<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<?xml-stylesheet title="XSL formatting" type="text/xsl" href="/atom.xsl" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="it">
<title>ISintellettualistoria2</title>
<link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/atom.xml"/>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/" />
<subtitle>antropologia della politica per una teoria dell'immaginario sociale</subtitle>
<updated>2013-05-31T12:32:40+02:00</updated>
<rights>All Rights Reserved blogSpirit</rights>
<generator uri="http://admin.blog.virgilio.it/admin/" version="6.0">MyBlog</generator>
<id>http://isintellettualistoria2.myblog.it/</id>
<entry>
<author>
<name>mangano1</name>
<uri>http://isintellettualistoria2.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>Attilio Mangano,Movimento 5 stelle, ne vedremo delle belle</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/archive/2013/03/01/attilio-mangano-movimento-5-stelle-ne-vedremo-delle-belle.html" />
<id>tag:isintellettualistoria2.myblog.it,2013-03-01:5254437</id>
<updated>2013-03-01T13:10:01+01:00</updated>
<published>2013-03-01T13:10:01+01:00</published>
<category term="immaginario politico" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary> Movimento 5 stelle, ne vedremo delle belle    &amp;nbsp; I giornali di oggi son...</summary>
<content type="html" xml:base="http://isintellettualistoria2.myblog.it/">
&lt;p&gt;Movimento 5 stelle, ne vedremo delle belle&lt;a href=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/01/928833917.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2302521&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/01/684484725.jpg&quot; alt=&quot;kaleidos b.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;I giornali di oggi son pieni di foto, interviste, testimonianze sui nuovissimi militanti eletti deputati col movimento di Grillo. Stupiscono, divertono, rivelando percorsi spesso casuali e altrettanto spesso mettendo in luce voglia di fare, spirito critico, ricerca di identità, col risultato immediato di ringiovanire nell’insieme la categoria dei “ politici”. Da un lato occorreranno studi e inchieste sociologiche su ciò che li&amp;nbsp; accomuna considerando il peso territoriale delle radici e delle provenienze( “ di sinistra”, ben oltre il cinquanta per cento nelle zone rosse&amp;nbsp; ma di centro-destra in Calabria), dall’altro occorrerà seguire le trasformazioni ulteriori in atto e analizzare le dinamiche politiche e culturali che possono insorgere come conflitto e presa di distanza&amp;nbsp; di singoli grillino nei confronti del leader.Si tratta insomma di una “ rivoluzione” culturale di tipo nuovo, diversa da quelle di tipo sessantottesco e dei nuovi movimenti e strettamente connesse col web, in grado di incidere profondamente sulle crisi politico-elettorali delle coalizioni, in particolare sulla crisi dello stesso PD che sembra essere pervenuto alla vigilia del suo sfascio nonostante il posizionamento solido dei suoi gruppi dirigenti. Pe questi motivi sbaglierebbero tutti coloro che&amp;nbsp; riconducono il grillismo a Grillo stesso come un feudo personale e manovrabile&amp;nbsp; dall’alto o per questo motivo lo snobbano sottovalutando l’insieme .Il suo&amp;nbsp; essere al tempo stesso un non-partito e un’ondata di massa che mette in crisi il classico modello di rappresentanza inaugura un ciclo di mutazioni&amp;nbsp; che non siamo in grado di prevedere.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>mangano1</name>
<uri>http://isintellettualistoria2.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>fed la sala,GRILLO O BERLUSCONI?! E’ LO STESSO: IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO!!!</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/archive/2013/03/01/fed-la-sala-grillo-o-berlusconi-e-lo-stesso-il-medium-e-il-m.html" />
<id>tag:isintellettualistoria2.myblog.it,2013-03-01:5254421</id>
<updated>2013-03-01T13:02:41+01:00</updated>
<published>2013-03-01T13:02:41+01:00</published>
<category term="il punto, la critica" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>   http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5600 &amp;nbsp;...</summary>
<content type="html" xml:base="http://isintellettualistoria2.myblog.it/">
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5600&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/00/02/2656007606.39.jpeg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2302509&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/00/02/3342091311.40.jpeg&quot; alt=&quot;Unknown.jpeg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POLITICA, CONFLITTO D’INTERESSE, E &quot;UNDERSTANDING MEDIA&quot; (&quot;GLI STRUMENTI DEL COMUNICARE&quot;). I nuovi media non sono giocattoli e non dovrebbero essere messi nelle mani di Mamma Oca o di Peter Pan.&lt;br /&gt;GRILLO O BERLUSCONI?! E’ LO STESSO: IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO!!! Ri-leggere McLuhan. Una nota - di Federico La Sala&lt;br /&gt;PER L’ITALIA E PER LA COSTITUZIONE. CARO PRESIDENTE NAPOLITANO, CREDO CHE SIA ORA DI FARE CHIAREZZA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI ...&lt;br /&gt;venerdì 29 febbraio 2013.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;ne...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stimatissimi cittadini-magistrati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Nella democrazia - come già scriveva Gaetano Filangieri nella sua opera La Scienza della Legislazione (1781-88) - comanda il popolo, e ciaschedun cittadino rappresenta una parte della sovranità: nella concione [assemblea di tutto il popolo], egli vede una parte della corona, poggiata ugualmente sul suo capo che sopra quello del cittadino più distinto. L’oscurità del suo nome, la povertà delle sue fortune non possono distruggere in lui la coscienza della sua dignità. Se lo squallore delle domestiche mura gli annuncia la sua debolezza, egli non ha che a fare un passo fuori della soglia della sua casa, per trovare la sua reggia, per vedere il suo trono, per ricordarsi della sua sovranità&quot;(Libro III, cap. XXXVI).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo fa una ragazza, a cui da poco era morta la madre e altrettanto da poco cominciava ad affermarsi il partito denominato &quot;Forza Italia&quot;, discutendo con le sue amiche e i suoi amici, disse: &quot;Prima potevo gridare &quot;forza Italia&quot; e ne ero felice. Ora non più, e non solo perché è morta mia madre e sono spesso triste. Non posso gridarlo più, perché quando sto per farlo la gola mi si stringe - la mia coscienza subito la blocca e ricaccia indietro tutto. Sono stata derubata: il mio grido per tutti gli italiani e per tutte le italiane è diventato il grido per un solo uomo e per un solo partito. No, non è possibile, non può essere. E’ una tragedia!&quot;. Un signore poco distante, che aveva ascoltato le parole della ragazza, si fece più vicino al gruppo e disse alla ragazza: &quot;Eh, sì, purtroppo siamo alla fine, hanno rubato l’anima, il nome della Nazionale e della Patria. E noi, cittadini e cittadine, abbiamo lasciato fare: non solo un vilipendio, ma un furto - il furto dell’anima di tutti e di tutte. Nessuno ha parlato, nessuno. Nemmeno la Magistratura!&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, più che mai, contro coloro che &quot;vogliono costruire una democrazia populista per sostituire il consenso del popolo sovrano a un semplice applauso al sovrano del popolo&quot;(don Giuseppe Dossetti, 1995), non è affatto male ricordarci e ricordare che i nostri padri e le nostre madri hanno privato la monarchia, il fascismo e la guerra del loro consenso e della loro forza, si sono ripresi la loro sovranità, e ci hanno dato non solo la vita e una sana e robusta Costituzione, ma anche la coscienza di essere tutti e tutte - non più figli e figlie della preistorica alleanza della lupa (o della vecchia alleanza del solo ’Abramo’ o della sola ’Maria’) - figli e figlie della nuova alleanza di uomini liberi (’Giuseppe’) e donne libere (’Maria’), re e regine, cittadine-sovrane e cittadini-sovrani di una repubblica democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene avete fatto, con la Vs. Lettera aperta ai cittadini, a rendere pubbliche le vostre preoccupazioni e a dire e a ridire che la giustizia non è materia esclusiva dei magistrati e degli addetti ai lavori, ma un bene di tutti e di tutte, e che tutti i cittadini e tutte le cittadine sono uguali davanti alla legge. E altrettanto bene, e meglio (se permettete), ha fatto il Procuratore Generale di Milano Borrelli, già all’inizio (e non solo alla fine) del suo discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario, quando ha detto: &quot;porgo il mio saluto, infine, ai cittadini, anzi, alle loro maestà i cittadini, come soleva dire il compianto Prefetto Carmelo Caruso, avvicinati oggi da un lodevole interesse a questa cerimonia, del resto non esoterica nonostante il paludamento, ma a loro destinata&quot;; e, poco oltre, riferendosi specificamente alle &quot;difficoltà che la giustizia minorile incontra&quot;, ha denunciato che &quot;il denominatore comune - generatore del disagio donde nascono devianze, sofferenze, conflitti - è rappresentato dalle carenze di un’autentica cultura dell’infanzia, a volte necessitata dalle circostanze, a volte frutto di disattenzione, spesso causata dall’incapacità negli adulti di trasmettere valori che si discostino dall’ideologia di un’identità cercata, secondo la nota espressione di Erich Fromm, nell’avere piuttosto che nell’essere&quot;. Da cittadino-magistrato non ha fatto altro che dire e fare la stessa cosa che don Lorenzo Milani, il cittadino-prete mandato in esilio a Barbiana, in tempi di sonnambulismo già diffuso (1965): suonare la campana a martello, svegliare - praticare la tecnica dell’amore costruttivo per la legge e, ricondandoci di chi siamo e della parte di corona che ancora abbiamo in testa, avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federico La Sala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; LA &quot;PROFEZIA&quot; DI MARSHALL MCLUHAN: NARCISO E LA MORTE DELL’ITALIA. Il &quot;rimorso di incoscienza&quot; di Marshall McLuhan &lt;br /&gt;&amp;nbsp; Cedere occhi, orecchie e nervi a interessi commerciali è come consegnare il linguaggio comune a un’azienda privata o dare in monopolio a una società l’atmosfera terrestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; L’ITALIA (1994-2012), TRE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA SENZA &quot;PAROLA&quot;, E I FURBASTRI CHE SANNO (COSA SIGNIFICA) GRIDARE &quot;FORZA ITALIA&quot;. In memoria di Sandro Pertini e di Gioacchino da Fiore, alcuni appunti per i posteri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; IL SONNO MORTIFERO DELL’ITALIA. In Parlamento (ancora!) il Partito al di sopra di tutti i partiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federico La Sala (28 febbraio 2013)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CRISI COSTITUZIONALE (1994-2013). GLI APPRENDISTI STREGONI E L’EFFETTO &quot;ITALIA&quot;. LA CLASSE DIRIGENTE (INCLUSI I GRANDI INTELLETTUALI) CEDE (1994) IL &quot;NOME&quot; DEL PAESE AL PARTITO DI UN PRIVATO. Che male c’è?! &lt;br /&gt;&amp;nbsp; BEPPE GRILLO E IL SUO PROGRAMMA: &quot;RIPRENDIAMOCI QUELLE PAROLE&quot;! 2004-2013: otto, nove anni di lavoro culturale e un grande successo politico. Un suo intervento su &quot;la Repubblica&quot; (2004) &lt;br /&gt;&amp;nbsp; Non è grottesco che proprio chi per vent’anni ha corrotto la forza, l’intelligenza e la reputazione di questo Paese prenda ancora in giro gli italiani al grido di &quot;Forza Italia&quot;? (fls)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispondere all'articolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;gt;IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO!!! Ri-leggere McLuhan. ---- Il presidente della Repubblica: “L’Italia non è allo sbando”!!!&lt;br /&gt;28 febbraio 2013, di Federico La Sala&lt;br /&gt;Napolitano: “L’Italia non è allo sbando” “Non c’è contagio, non avendo malattie&lt;br /&gt;«l’Italia non è senza Governo. Monti è in carica e rappresenterà l’Italia al Consiglio europeo di metà marzo prendendosi tutte le responsabilità” E su Steinbruck: “Serve rispetto” *&lt;br /&gt;«Non c’è un’Italia allo sbando e non vedo la possibilità di un contagio perché noi non abbiamo preso nessuna malattia». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine dell’incontro con il presidente tedesco Joachim Gauck.&lt;br /&gt;Napolitano ha inoltre ricordato che «l’Italia non è senza Governo in questo momento. L’attuale Governo è in carica fino al giuramento del nuovo e il Governo Monti rappresenterà l’Italia al Consiglio europeo di metà marzo prendendosi tutte le responsabilità necessarie, anche consultando le forze politiche uscite dalle elezioni».&lt;br /&gt;Iin conferenza stampa a Berlino dopo l’incontro con il presidente federale tedesco Joachim Gauck il presidente della Repubblica ha spiegato ch e «Non vedo alcun rischio di contagio: per esserci un contagio deve esserci una malattia e noi non abbiamo preso nessuna malattia. C’è da gestire un risultato elettorale complicato, c’è stata frammentazione e contrapposizione, ma non può accadere che per avere un risultato che ci lasci più tranquilli si faccia un accordo a tavolino sul risultato». E ha aggiunto:«Si è espresso liberamente il popolo, questa è la legge della democrazia, dobbiamo confrontarci rispettando la volontà degli elettori»&lt;br /&gt;«Ci sono degli adempimenti da rispettare» come la verifica degli eletti, la nomina dei presidenti delle Camere e la composizione dei gruppi parlamentari: «Quindi non vedo quale sia la possibilità di una accelerazione». Così Napolitano ha risposto ai giornalisti su una eventuale accelerazione della formazione del governo.&lt;br /&gt;Tornando sull’episodio di ieri che lo ha costretto ad annullare un incontro con il candidato premier della Spd, Peer Steinbruck, che aveva detto «In Italia sono stati eletti due clown», Napolitano ha detto che «Ognuno è libero di pensare dentro di sé quello che vuole, ma quando si parla di cose che riguardano libere elezioni di un paese amico, bisogna essere molto ponderati nei giudizi e non deve mai venire meno una regola di discrezione e rispetto». . «È stato uno spiacevole imprevisto», ha aggiunto Napolitano.&lt;br /&gt;Al termine dell’incontro, Napolitano ha ricordato che «L’Italia non potrà non seguire la strada della costruzione europea» facendo anche «la sua parte di sacrifici» e su una strada europeista «sono convinto che continuerà ad operare anche il futuro Governo».&lt;br /&gt;* La Stampa, 28/02/2013&lt;br /&gt;Rispondere al messaggio&lt;br /&gt;&amp;gt; IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO!!! Ri-leggere McLuhan. ---- Il web si ribella a Grillo. Guido Cavallari è più diretto: «Beppe non tirare troppo la corda. Il Paese è nella tempesta. È ora di governare (...)» (di Toni Jop).&lt;br /&gt;28 febbraio 2013, di Federico La Sala&lt;br /&gt;Il web si ribella a Grillo&lt;br /&gt;Proteste dopo gli insulti a Bersani. Il leader Pd: lo dica alle Camere. Monti: meglio M5S del Cav&lt;br /&gt;Ma sul blog scoppia la rivolta: «Beppe, stai sbagliando»&lt;br /&gt;di Toni Jop (l’Unità, 28.02.2013)&lt;br /&gt;Accade semplicemente che il voto sia andato a bussare al portone del suo referente e che gli stia dicendo: ti ho sostenuto, ma se fai le bizze di fronte a una proposta di collaborazione di governo senza andare a vedere le carte, la festa appena cominciata è già finita, atsalùt. Non c’è trucco, non c’è inganno, è tutto vero: in queste ore sul blog del Grande Imbuto sta maturando un evento biblico, imponente per dimensioni - i post sono migliaia e migliaia - e eccitante per la ricchezza dei piani di confronto lungo i quali si incollano le comunicazioni. La stragrande maggioranza degli scriventi si rivolge direttamente a Grillo, ma non sono pochi quelli che si rivolgono proprio a questa tormentata audience per avvisarla, per strigliarla, per rimetterla sulla retta via, evidentemente «tradita» da questa nuova, corale, potente disponibilità al dialogo con l’odiato, disprezzato Bersani, con il cadavere putrefatto di quel partito che si chiama Pd. Così, sotto gli occhi del Capo assoluto, si consuma questa confessione di massa, che si snocciola ai piedi di un suo post, il Post dei Post, in cui il leader del Pd viene definito «morto che parla», e più avanti liquidato come «lo stalker politico», uno che infastidisce le persone perbene con offerte offensive.&lt;br /&gt;FUOCHI D’ARTIFICIO&lt;br /&gt;Folklore grillino, simile a quello del Bossi degli anni verdi, ma che forse nasconde intenzioni meno folkloristiche del linguaggio con cui sono vestite. Comunque vada, Grillo non può rinunciare ai suoi fuochi d’artificio, in troppi lo rimprovererebbero per il suo «imborghesimento». Poi, se trattativa ci deve essere, pensa, è bene che questo avvenga al punto più basso per il Pd, è cioè quando Bersani sia in ginocchio; qualunque concessione, qualunque cedimento al realismo che imporrebbe l’ascolto suonerebbe un tradimento delle trombe di Gerico che Grillo ha suonato durante tutta la campagna elettorale: predicava il bombardamento di Dresda, non una nuova stagione di intese. Per questo, forse, sbatte intanto la porta davanti al «morto». Il problema è che, a quanto pare, la grande maggioranza di chi usa quel suo blog - il salotto privato che lui da sempre mette a disposizione del suo pubblico elettore - vorrebbe riaprire quel-la porta proprio mentre lui la sta chiudendo.&lt;br /&gt;Tira e molla, sì, ma da ascoltare perché è istruttivo e dice molte cose di chi lo ha votato, di chi ha votato le sue trombe, del perché lo ha fatto, e di cosa si aspetta si faccia ora con quel voto e di che cosa possa fare quel voto se la sua postilla non sarà accolta, presa in considerazione. In parole povere, questa pioggia scrosciante di post pone a Grillo un problema, inedito fin qui in queste dimensioni, su un terreno che il capo detesta: quello del potere, il suo. Chi è lui e chi sono i suoi elettori: fino all’altro ieri erano una cosa sola, adesso molto meno.&lt;br /&gt;«Ok, ci siamo, è ora di combinare qualcosa di buono.Personalmente un “governo di scopo” con pochi punti ben chiari si potrebbe fare, vorrei proprio sentire che scuse trova il Pd di fronte ad una legge riduce i costi della politica o che regolamenta il conflitto d’interessi. Se accettano si va finalmente avanti, se rifiutano si scavano definitivamente la fossa»: così sbotta Marco Santinon, per lui la trattativa è una possibile tagliola per la sinistra, e va usata in questo senso; è chiaro che per questa via il militante ritiene di portare, ancora, la sinistra ad accettare o a rinnegare, sottoscrivendo o meno quelle proposte operative, il proprio format culturale; per questo, anche, vuole che il capo vada a vedere. Intelligenza tattica.&lt;br /&gt;ATTENTO, È UN’OPPPORTUNITÀ&lt;br /&gt;Guido Cavallari è più diretto: «Beppe non tirare troppo la corda. Il Paese è nella tempesta. È ora di governare la barca. Abbiamo l’occasione di dettare le regole per cambiamenti importanti che molti del Pd condividono. Se si manda a monte questa opportunità si rischia di consegnare il Paese allo psiconano»; ed è chiaro che l’autore del post non sta proponendo inciuci o banali giochi di facciata: lui sa che nel Pd ci sono le sensibilità per costruire, su una piattaforma definita, preziose sintonie. Insieme, quel «Beppe non tirare troppo la corda» è un gesto forte al cospetto del grande Capo, un avvertimento, quasi minaccioso. Un tono ripreso molte volte, da Alberto Coluccia, per esempio: «Grillo è ora di saltare a casa. Se vuoi imporre la tua presenza diventi come i capi partito. E alle prossime elezioni non avrai il mio voto. Bersani e il Pd sono marci ok ma se tendono la mano sulle riforme del movimento vale la pena votare la fiducia e metterli alla prova, se non si va avanti, legge elettorale e tutti alle elezioni»; di nuovo la questione del potere: stanno rimproverando Grillo di imporre la sua presenza; ricordano che lo slogan del capo dice altro, e cioè che «uno vale uno», senza eccezioni. Non pochi si muovono lungo questo fronte in aperta rotta di collisione col leader padrone e suggeriscono vie alternative alla Rappresentanza unica: «Caro Beppe anche tu hai chiuso, il megafono è giusto che ora si spenga e che il movimento si esprima autonomamente via web su cosa fare: Referendum on line!!!!!!!!!!!»; così spariglia Maria A. E lo fa impugnando proprio l’attrezzatura che Grillo aveva promesso ai suoi, senza mai rispettare la parola data. Lo farà? Nell’incertezza, Vito Lanci avvisa: «Se Beppe non la pianta di fare il supereroe delle cause perse invito tutti alla riflessione. Il movimento non deve morire ora che sta imparando a camminare», e aggiunge che se non verrà aperta quella porta il suo voto e quello di tanti altri prenderanno altre strade.&lt;br /&gt;SOSPETTO INFILTRATI&lt;br /&gt;Logica stringente, servita fredda da atti di vera e propria insubordinazione di fronte all’autorità costituita. Insolito. Qualcuno la prende male, ci vede le tracce di una invasione aliena, Pd nel caso, tesa a sovvertire la felice pax post elettorale del Movimento: «Chi critica Beppe, o non ha mai seguito ciò che ha sempre detto fin dal 2009 (niente alleanze), oppure è un infiltrato del Pd», sentenzia Massimo P. E siamo già nella pancia di un sommovimento che mette in discussione la sincerità - predicata da Casaleggio - del Santo Web. Vogliono, i moltissimi contestatori, che il Movimento si misuri con Pd e Sel su argomenti chiave: il conflitto di interessi, la lotta alla corruzione, il finanziamento pubblico ai partiti, il reddito di cittadinanza, la riforma elettorale. Tutta farina del sacco della sinistra: non hanno torto a voler andare a vedere.&lt;br /&gt;Rispondere al messaggio&lt;br /&gt;&amp;gt; IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO!!! --- Salvatore Settis: «Non basta allearsi. La sinistra si sieda a un tavolo con Grillo per rileggere insieme la Costituzione».&lt;br /&gt;28 febbraio 2013, di Federico La Sala&lt;br /&gt;Fo, Asor Rosa e Hack: i «pontieri» dell’intesa *&lt;br /&gt;ROMA - Felice del risultato elettorale ottenuto dal Movimento 5 Stelle, Dario Fo aveva auspicato a caldo che il suo candidato Beppe Grillo acconsentisse all’appello alla collaborazione lanciato da Pier Luigi Bersani. Ieri altri intellettuali di area sono intervenuti per condividere una prospettiva di esecutivo Pd-M5S.&lt;br /&gt;Sull’Unità, l’astrofisica Margherita Hack spiega che «da queste elezioni potrebbe uscire il governo più forte che ci sia mai stato negli ultimi anni», perché, se quello che dice Grillo «non sono chiacchiere», «i grillini vogliono molte cose che vuole anche il centrosinistra». La Hack boccia come «impossibile» una grande coalizione con il Pdl, e per Monti vede un ruolo da «opposizione intelligente». Sempre sul quotidiano fondato da Gramsci, il direttore Claudio Sardo dichiara il suo «No, il governissimo no», e sottolinea che «la riproposizione della strana maggioranza (tra Pd e Pdl, ndr) sarebbe un suicidio per il Paese e per le stesse istituzioni».&lt;br /&gt;Su il manifesto anche il professor Asor Rosa respinge come «catastrofica» un’ipotesi di grande coalizione con il centrodestra, sperando invece in un governo guidato da Bersani, senza Monti («non sappiamo che farcene di lui e della sua agenda») e basato sul confronto programmatico con il M5S. E un invito simile arriva all’Ansa dall’ex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Salvatore Settis: «Non basta allearsi. La sinistra si sieda a un tavolo con Grillo per rileggere insieme la Costituzione».&lt;br /&gt;* Corriere della Sera, 28.2.13&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>mangano1</name>
<uri>http://isintellettualistoria2.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>Intervista a Giso Amendola su risultato elettorale, crisi e ingovernabilità politica di RADIO UNINOMADE</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/archive/2013/03/01/intervista-a-giso-amendola-su-risultato-elettorale-crisi-e-i.html" />
<id>tag:isintellettualistoria2.myblog.it,2013-03-01:5254394</id>
<updated>2013-03-01T12:50:26+01:00</updated>
<published>2013-03-01T12:50:26+01:00</published>
<category term="forse non è più infanzia" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary> Intervista a Giso Amendola su risultato elettorale, crisi e ingovernabilità...</summary>
<content type="html" xml:base="http://isintellettualistoria2.myblog.it/">
&lt;p&gt;Intervista a Giso Amendola su risultato elettorale, crisi e ingovernabilità politica di RADIO UNINOMADE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/02/3968263002.7.jpeg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2302487&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/02/4264838968.7.jpeg&quot; alt=&quot;Unknown-2.jpeg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Giso Amendola su risultato elettorale, crisi e ingovernabilità politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di RADIO UNINOMADE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ingovernabilità segna un deciso avanzamento nella frantumazione della rappresentanza…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi il processo di crisi della rappresentanza e la difficoltà della governance della crisi economica si innestano l’uno sull’altro: fenomeno ampiamente prevedibile, ma che va sempre più accelerandosi. Non che la rappresentanza godesse di buona salute e ne emerga solo ora la frammentazione: si tratta evidentemente di un processo di lunga durata. Ma la novità è che questa accelerazione della sua crisi segue l’esperienza del governo tecnico. La bocciatura del governo tecnico apre un quadro nel quale la tensione tra governance finanziaria e le resistenze che continuamente incontra si fa fortissima, e sempre più diretta: un faccia a faccia che nessuno spazio rappresentativo può ormai minimamente articolare. Una bocciatura radicale del governo Monti: ci sono molti tratti da indagare incerti, contraddittori, in&amp;nbsp; questo tsunami che è passato (per dirla con Grillo, che sicuramente aveva indovinato il nome del suo tour elettorale) che come uno tsunami trascina a terra materiali di ogni tipo e provenienza, ma di certo questa sonora bocciatura porta alla luce un voto antiausterity.&lt;br /&gt;Perché antiausterity il voto al 5 stelle? Non è neanche tanto in questione il programma del movimento, ma sicuramente, nella funzione politica generale che il voto ha assunto, la protesta contro le politiche dell’austerity ha avuto un ruolo essenziale. Ma è un voto antiausterity anche quello che ha prodotto la rimonta della destra: che è certo il voto di una borghesia proprietaria che nella crisi non vuole rinunciare a nulla, che declina l’opposizione alle politiche di rigore in egoismo e in gretto nazionalismo. Ma in buona parte d’Italia, e in particolare al sud, dove la questione fiscale agitata da Berlusconi si innesta su una situazione sociale in fortissima sofferenza, lo stesso voto a destra lascia trasparire anche un movimento di ribellione di più difficile collocazione. Una ribellione degli esclusi che utilizza il voto a destra, probabilmente perché sa – e non a torto – che il welfare dell’equità promesso da Bersani li lascia scoperti, non li riguarda, mentre la sinistra del rigore e delle tasse grava anche su di loro.&lt;br /&gt;In sintesi: l’ingovernabilità italiana è comprensibile come un ulteriore segno del rifiuto dei paese del Sud Europa delle politiche d’austerity,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno alla lettura di questo contesto, complesso e in parte problematico, spesso spuntano nel dibattito pubblico riferimenti al “populismo”…&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’analisi in termini di populismo spesso adotta categorie così generiche da poter essere tranquillamente rovesciate su chi le utilizza: mi sembra che ci sia stato, specie a sinistra, un uso populistico della categoria del populismo. Per esempio: tutte le volte che si pensa di uscire dalla crisi della rappresentanza attraverso i soliti accorati appelli alla unione sacra delle forze sane e responsabili del paese, non si torna ad avere a che fare con una idea di unità popolo aldilà dei conflitti, degli scontri, delle differenze, e quindi proprio con quella idea sintetica di popolo sovrano che è propria del populismo? E i governi tecnici, i governi del presidente, non sono un aspetto di un animale che potremmo chiamare populismo, anche quando magari usano come giustificazione il dover far argine al populismo o all’antipolitica? E soprattutto: il tono “neosocialista” rispolverato da bersaniani, vendoliani e dintorni in quest’occasione, l’uso che si è fatto di slogan piuttosto vuoti come il richiamo ad una “nuova centralità del lavoro, o il ritorno alla grande di retoriche stataliste e sovraniste, non è stato precisamente una riattivazione ultraretorica della tradizione populistica che ha impregnato così larga parte della storia del PCI? Anche la “difesa della costituzione” assume oggi quasi sempre un tono populistico, nel momento in cui non si guardano le trasformazioni i conflitti, i nodi, le differenze che stanno dietro un’astratta fedeltà all’antica mediazione costituzionale.. Certamente, il fenomeno Grillo ci apre un terreno ruvido: i rischi che la natura reticolare e orizzontale del movimento si rovesci in leaderismo autoritario sono stati bene indagati da molti. Ma fa un po’ ridere che proprio una sinistra, che non ha trovato di meglio che rispolverare tutto l’armamentario della reductio ad unum in nome del Popolo, dello Stato e della Sovranità usi a mano bassa l’accusa di populismo. Questo uso populistico dell’accusa di populismo svela piuttosto un vuoto di analisi della classe dirigente della sinistre di tutte le sfumature. Che poi, per ulteriore contrappasso, al peggior populismo esplicito spesso si sono affidate: pensiamo a quello che è accaduto con la lista Ingroia, che trasudava populismo giudiziario. Dalla bassezza politica e morale del quale, sinceramente, non mi permetterei di dare del populista a nessuno!&lt;br /&gt;Eviterei l’utilizzo generalizzato di questo tipo di categorie: sulla composizione del grillismo andrà fatto un discorso differenziato, un mondo eterogeneo in cui di certo c’è anche il quella precarizzazione diffusa che abbiamo incontrato nell’onda, nei movimento studenteschi.&lt;br /&gt;Bisognerà poi capire se la scelta di entrare, per questo movimento, nel campo della rappresentanza sarà una scelta che rafforzerà o finirà per bloccare il movimento, e per consegnarlo alle stesse difficoltà che nel campo rappresentativo si incontrano: come insomma&amp;nbsp; potrà trasformarsi questo tipo di movimento una volta che è entrato nel campo della rappresentanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apre per tutti/e un grande campo di conflitto, una grande sfida. Come interagire e tenere aperto lo scenario delle lotte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In termini molto generali, direi che era perfettamente prevedibile, bisognava esserne&amp;nbsp; consapevoli, che nel momento in cui si apriva una forte destabilizzazione, dovuta all’incapacità delle forze che impongono l’austerity di controllare e governare i processi stessi pongono, nel momento in cui si aprivano dei no, delle resistenze, sul fronte sud soprattutto, (questo voto – ripeto – si colloca essenzialmente dentro queste resistenze del fronte sud), queste resistenze non potevano darsi come lineari. Le lotte contro l’austerity hanno il rischio di incontrare continuamente buchi neri: in altri scenari europei – altro che populismo! – si sono manifestati buchi neri di estrema destra, dove la bandiera dell’anti-austerity viene raccolta da posizioni di chiusura ultranazionaliste e ultrasovraniste. Questo tipo di rischi c’è, ma è chiaro che confrontarsi con il movimento a 5 stelle, leggerlo, aprirlo, scomporlo, incalzarlo è cosa che va fatta, sapendo che le lotte dell’austerity sono lotte che non possiamo sceglierci fior da fiore. Però hic Rhodus, hic salta, non c’è altro terreno per i movimenti che attraversare questa situazione di frantumazione, cercando modalità di ricomposizione politica e organizzativa che vadano oltre le proposte che il movimento 5 stelle per ora mette in campo, e oltre ogni tentazione di ricomposizione partitico-rappresentativa. Non vedo che altro si possa fare se non girare in positivo questa situazione, guardare agli aspetti positivi che esistono pure in mezzo alle striature, certo senza alcuna illusione di possibili passaggi lineari tra frammentazione della rappresentanza e apertura di reali processi costituenti. Al tempo stesso, va anche salutata con soddisfazione la fine di quell’altra illusione di linearità, quella cioè che le battaglie di radicalità potessero essere coniugate in qualche modo anche all’interno delle governance e della rappresentanza, le illusioni o gli opportunismi della sinistra radicale di ogni ordine e grado, di cui credo non sentiremo la mancanza. Erano posizioni che residuali erano all’inizio e residuali si sono rivelate alla fine. Il campo è libero, da questo punto di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aspetta, dunque, un stile di militanza adeguato al tempo della crisi, qualche battuta finale…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi che possiamo lasciare la depressione e le invettive contro il popolo sbagliato e l’Italia ingrata agli orfani delle sinistre, agli ossessionati dal Cavaliere. E’ evidente che le difficoltà ci sono, ma è anche evidente che in una situazione di questo tipo, esistono le potenzialità per movimenti che vogliano, dentro la crisi dell’austerity, salvaguardare e rafforzare la propria esternità alla governance e alle rappresentanze come occasione di elaborazione e sperimentazione politica. Le possibilità oggi di lavorare sul fronte Sud della rottura&amp;nbsp; delle politiche dell’austerity sono molto alte, per elaborare una lotta politica per una Europa che non sia l’Europa Atlantica e tecnocratica.&lt;/p&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>mangano1</name>
<uri>http://isintellettualistoria2.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>Sergio Falcone, Anarcomedia,Propaganda e uso pubblico della storia</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/archive/2013/02/27/sergio-falcone-anarcomedia-propaganda-e-uso-pubblico-della-s.html" />
<id>tag:isintellettualistoria2.myblog.it,2013-02-27:5251118</id>
<updated>2013-02-27T15:20:22+01:00</updated>
<published>2013-02-27T15:20:22+01:00</published>
<category term="il punto, la critica" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary> [anarcomedia] Propaganda e uso pubblico della storia        Propaganda e uso...</summary>
<content type="html" xml:base="http://isintellettualistoria2.myblog.it/">
&lt;p&gt;[anarcomedia] Propaganda e uso pubblico della storia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id=&quot;media-2300312&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/01/3342091311.48.jpeg&quot; alt=&quot;Unknown.jpeg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Propaganda e uso pubblico della Storia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se la Storia è racconto di fatti realmente accaduti, e dunque un incessante sforzo di avvicinamento alla verità, è chiaro che nessuno storico può accontentarsi di verità imposte (da chiese o partiti, o magari da conventicole di varia natura e portata) né di giudizi dati, insomma di idee ricevute o di tradizioni…” (cfr. A. d’Orsi, Piccolo manuale di storiografia, Bruno Mondadori, 2002, p. 155).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Storia come strumento militante atto ad essere proficuamente utilizzato nell’agone politico del momento (se non addirittura come “merce” per finalità prosaiche) non è più una novità. Insomma, chiunque può entrare nel supermercato della Storia, prendere dagli scaffali ciò che gli serve e spenderlo a suo piacimento sul mercato della politica. Succede che le ombre lunghe e i miti del Novecento, di fatti memorabili e traumatici, di esperienze brevi ed esaltanti, si proiettino sul presente reclamando impossibili continuità o assurdi tempi supplementari. Accade così che storici “organici” a partiti politici o organizzazioni sindacali “egemoni” si prestino – nel solco di una consolidata tradizione novecentesca della militanza politica di sinistra – a subordinare il proprio lavoro di ricerca storica alle esigenze degli uffici di propaganda; ossia di narrazione compiacente cucita su misura del Principe committente e per illustrarne le epiche imprese.&lt;br /&gt;E’ quanto sta accadendo in quest’ultimo periodo in cui la CGIL da un lato e lo storico Vito Antonio Leuzzi dall’altro stanno cercando – occultando dati e documenti –di “addomesticare” una vicenda storica tanto tragica quanto significativa. Ovvero la disperata difesa della Camera del Lavoro Sindacale (USI) di Bari.&lt;br /&gt;E, come spesso avviene, la mistificazione storica è operata attraverso l’omissione di alcuni, importantissimi, dati … a cominciare dal numero delle Camere del lavoro che – a Bari – nel 1922 erano due.&lt;br /&gt;La prima era la Camera del Lavoro Confederale (ovvero quella della CGdL filo socialista) ubicata in via Piccinni; la seconda, situata in pieno centro storico, era la Camera del Lavoro Sindacale, ovvero dell’Unione Sindacale Italiana che – il 19 ottobre 1921 – in seguito al “voltafaccia” elettorale di Giuseppe Di Vittorio e la sua elezione a deputato nella fila del PSI uscì dall’USI e si proclamò “autonoma” pur confermando un noto esponente anarchico (Camillo Solonna) come vice segretario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>mangano1</name>
<uri>http://isintellettualistoria2.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>Patrizia Gioia,I Generosi giovani leoni</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/archive/2013/02/27/patrizia-gioia-i-generosi-giovani-leoni.html" />
<id>tag:isintellettualistoria2.myblog.it,2013-02-27:5251093</id>
<updated>2013-02-27T15:07:47+01:00</updated>
<published>2013-02-27T15:07:47+01:00</published>
<category term="il punto, la critica" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary> I Generosi giovani leoni&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; di...</summary>
<content type="html" xml:base="http://isintellettualistoria2.myblog.it/">
&lt;p&gt;I Generosi giovani leoni&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; di Patrizia Gioia&lt;img id=&quot;media-2300271&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/01/02/4072038953.jpeg&quot; alt=&quot;battello.jpeg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminare lentamente nelle stanze di palazzo Reale come in un freddo boulevard invernale, per incontrare i giorni lontani di una furiosa Parigi capitale d’Arte, capace di accogliere e di offrire fama e fame a giovani donne e uomini che arrivavano da ogni parte del mondo, attirati sin lì dalle ali di una instancabile giovinezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo i luoghi fanno noi, ma anche noi facciamo i luoghi. Arriva un momento nella vita che questa invisibile relazione si fa realtà e ti trovi ad essere dove mai avresti pensato, ma dove puoi dirti non lontano da alcun luogo che tu non conosca. Una magia che a volte salva, a volte uccide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa mostra, intensa ed evocativa, sono davvero loro che si raccontano: gli artisti, che più che maledetti, qui evocano senza pudore la loro struggente incapacità di stare a fronte a quello che come animali già presentivano ( e che poeti come Rilke già descrivevano) , una pazzia alimentata da miseria, da violenza, da gelo e dalla menzogna che la grande città iniziava a offrire a parvenza di buona ospitalità; in realtà iniziava ad imprigionare in gabbie d’oro quelle giovani anime che più di altri ne avevano annusato l’odore velenoso; loro avvicinavano assenzio al cuore per non sentire il dolore di quello che stavano perdendo, la vera libertà, gioia senza potere alcuno. Ma l’oro è anch’esso una magia, a volte salva, a volte uccide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che più mi ha colpito in questo grande numero di “firme” sono proprio loro, le firme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella di Utrillo è la più commovente, delicata e composta racconta quello che chi la scriveva non sapeva essere, ma avrebbe voluto vivere. Un figlio amato, con una madre e un padre contenti di ballare la domenica in quei “moulin” all’aperto e di tenerlo per mano, accompagnandolo sereno dentro le infinite chiese che disdegna come utero, ma che tenace dipinge bianco per il disperante bisogno di saperlo non per sempre perduto. Utrillo e Modì, due che si tenevano sù, l’un l’altro, ubriachi di una vita che non sapevano più dov’era, uno l’aveva perduta già in grembo, l’altro lasciata in Italia, la bella sua Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Soutine si racconta nella piccola calligrafia che a volte sproporziona violenta, manata di colore arroventata per bruciare di quel fuoco che aveva dentro e che cercava solo amore, ma come trovarlo se non sai come è fatto? Così stava accanto per giorni e notti a carcasse di manzo e di conigli, aspirando odori irrespirabili come a cercar consiglio e sbirciare in quelle ossa frantumante uno sguardo possibile, oltre l’invivibile che aveva ricevuto da bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi si fanno la guerra tra loro, la fama che arriva con il danaro non da tregua a chi la riceve per primo; non era di quello che speravano i giovani leoni, ma sono stati generosi, ci hanno svelato tutti i tradimenti della storia, a saperli ascoltare non saremmo caduti nel capitale, capitale dove anche l’arte non ha più casa e storia.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i semi della gioia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.spaziostudio.net&lt;/p&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>mangano1</name>
<uri>http://isintellettualistoria2.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>Alfonso Navarra,Appello ad unirsi alla catena umana di Parigi</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/archive/2013/02/27/alfonso-navarra-appello-ad-unirsi-alla-catena-umana-di-parig.html" />
<id>tag:isintellettualistoria2.myblog.it,2013-02-27:5251066</id>
<updated>2013-02-27T14:42:59+01:00</updated>
<published>2013-02-27T14:42:59+01:00</published>
<category term="il punto, la critica" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary> Appello ad unirsi alla catena umana di Parigi  http://www.chainehumaine.org/...</summary>
<content type="html" xml:base="http://isintellettualistoria2.myblog.it/">
&lt;p&gt;Appello ad unirsi alla catena umana di Parigi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.chainehumaine.org/&lt;a href=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/00/3612258721.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2300234&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/00/3680651952.jpg&quot; alt=&quot;pirati.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Catena umana contro il nucleare civile e militare - Tutti a Parigi sabato 9 marzo alle ore 13.30&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Circondiamo i Palazzi del Potere in cui vengono prese le decisioni sul nucleare&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Domenica 10 marzo riunione del network antinucleare europeo&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Nouvelle librairie La Brèche, 27, rue Taine 75012 PARIS&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;0033 – 1 – 4928.5244&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Situé dans le quartier Jardin de Reuilly / Picpus Centre, le&amp;nbsp; rue Taine est à 200 mètres de la station Dugommier.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Prenota l'ospitalità sabato notte degli antinucleari francesi scrivendo a: martoldl@gmail.com;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;invia per conoscenza a: alfonsonavarra@virgilio.it&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;(appuntamento informativo al &quot;mercoledi antinucleare e dell'energia felice&quot; del 27 febbraio, ore 18.00, c/o Kronos via Borsieri, 12 - Milano)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Perché questa azione?&amp;nbsp; http://chainehumaine.org/&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Appello ad unirsi alla catena umana di Parigi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Riprendiamo in mano il nostro futuro energetico ! Formiamo una grande catena umana per accerchiare i luoghi del potere francese!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia è uno degli unici paesi europei a non avere cambiato quasi niente alla sua politica energetica dall’incidente di Fukushima. Il nucleare è stato imposto senza nessuno dibattito; ma immaginare nuovi modi di produzione e consumo dell’energia è un affare di tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uscita dal nucleare da parte della Francia sarebbe un enorme simbolo che accelererebbe la transizione energetica in tutta Europa. Dobbiamo fare cadere questa fortezza dell’atomo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ 11 marzo 2012, un anno dopo la catastrofe di Fukushima, 60 000 persone hanno formato un’immensa catena umana da Lione ad Avignon per chiedere l’uscita dal nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuiamo cosi per ottenere l’uscita del nucleare! &lt;br /&gt;Per ciò, abbiamo bisogno del sostegno di tutta l’Europa!&lt;br /&gt;Il 9 marzo 2013, raggiungeteci a Parigi per questo evento internazionale per fare pressione s decisionisti politici ed economici!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro obiettivo: accerchiare i luoghi dove si prendono, senza il parere dei cittadini, le decisioni sul nucleare, per mostrare la nostra volontà di riprendere in mano il nostro futuro. Di fronte al potere del denaro ed alle menzogne dello stato e dell’industria nucleare, possiamo vincere grazie alla forza del numero e della determinazione. Per ciò abbiamo assolutamente bisogno di voi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catena umana &lt;br /&gt;In solidarietà con le vittime di Fukushima &lt;br /&gt;e per chiedere l’uscita dal nucleare &lt;br /&gt;Tutte e tutti a Parigi il sabato 9 marzo 2013 a partire dalle 13.30&lt;br /&gt;E’ di fondamentale importanza la presenza italiana non solo in sostegno alla lotta quotidiana del popolo giapponese contro i nucleocrati che governano il paese e in sostegno degli antinucleari europei nella loro richiesta di arresto immediato e definitivo delle centrali nucleari ma anche per ricordare all’Europa che il popolo italiano ha già detto NO al nucleare nel 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>mangano1</name>
<uri>http://isintellettualistoria2.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>Armando Todesco,Alcune spesone su cui nessuno parla .</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://isintellettualistoria2.myblog.it/archive/2013/02/27/armando-todesco-alcune-spesone-su-cui-nessuno-parla.html" />
<id>tag:isintellettualistoria2.myblog.it,2013-02-27:5251061</id>
<updated>2013-02-27T14:40:35+01:00</updated>
<published>2013-02-27T14:40:35+01:00</published>
<summary> Alcune spesone su cui nessuno parla . &amp;nbsp; &amp;nbsp;    Dinnanzi alle...</summary>
<content type="html" xml:base="http://isintellettualistoria2.myblog.it/">
&lt;p&gt;Alcune spesone su cui nessuno parla .&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/01/3788441207.2.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2300233&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://isintellettualistoria2.myblog.it/media/02/01/170381507.2.jpg&quot; alt=&quot;CHE FREDDO .jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dinnanzi alle difficolta’ della maggioranza della popolazione il governo si comporta cosi’ in questi casi :&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;1)I maro’ italiani in India&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Come sapete da un anno a questa parte c’e’ un contenzioso tra l’Italia&amp;nbsp; e l’India la quale accusa due marinai italiani di aver fatto fuori deliberatamente&amp;nbsp; due pescatori indiani in una azione di antipirateria .&lt;br /&gt;In questa circostanza l’India tira per le lunghe la questione per aver uno strumento di pressione&amp;nbsp; nei confronti dell’Italia .&lt;br /&gt;Ma quello che ci interessa&amp;nbsp; sottolineare e che da un po’ di tempo&amp;nbsp; si ha l’impressione che questi due signori vengono in Italia quando vogliono …e ci rimangono quanto vogliono.&lt;br /&gt;E’ successo per le festivita’ religiose e ora succede per la questione delle elezioni che a quanto pare interessa molto al governo (…per avere due voti in piu?).&lt;br /&gt;Ma cio’ che interessa e’ che abbiamo fatto domanda anche nei giorni scorsi su questo blog e’ che questi due marinai fanno delle spese per venire in Italia per&amp;nbsp; domande ,aerei ,ecc.&lt;br /&gt;Io chiedo se a questa domanda , tutti coloro che hanno partecipato alla campagna elettorale, qualcuno&amp;nbsp; ha avuto un minuto di tempo per dire qualcosa su questo scandalo che passa sotto silenzio .&lt;br /&gt;Se la legislazione indiana li condanna per l’assassinio dei pescatori allora la finisca il governo del ministro della difesa che per avere un minuto di visibilita’ fa pagare agli italiani&amp;nbsp; i costi di questi viaggi e&amp;nbsp; queste spese pazze ,perche’ si sa che spesa piu’ spesa fa una&amp;nbsp; spesona che non ci possiamo permettere oggi .&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)Il caso della nave incagliata&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Il caso poi della nave incagliata all’isola del Giglio&amp;nbsp; e’ il secondo caso di troppa velocita’ nelle decisoni del governo .&lt;br /&gt;Il governo ha impiegato pochi minuti per stanziare una consistenza cifra in euro per raddrizzare la nave e rimetterla a posto .&lt;br /&gt;Dopo l’incidente alcune aziende si erano messe in lizza per fare il lavoro&amp;nbsp; e sempre coi soliti discorsi:&amp;nbsp; costera’ poco e ci vorra’ poco tempo .&lt;br /&gt;Nessuna di queste condizioni si e’ verificata :il tempo passa&amp;nbsp; e le spese aumentano e poi parlano di certe casi conosciuti&amp;nbsp; a livello nazionale per sputtanare i meridionali .&lt;br /&gt;In questo caso i meridionali non c’entrano ma lo scandalo c’e’!&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;E intanto gli esodati possono aspettare !&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;3)Il caso monte dei paschi&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Questo e’ il terzo caso che voglio affrontare e cioe’ il fatto che una intera citta’ sembra ha vissuto&amp;nbsp; su&amp;nbsp; questa banca …e sugli interessi che diciamo produceva .&lt;br /&gt;Alla fine tutto veniva scaricato sui i correntisti .E senno’ su chi?&lt;br /&gt;Mi e’ giunta voce che un conto corrente costava&amp;nbsp; 7,50 euro prima dello scandalo e che poi&amp;nbsp; improvvisamente e’ diventato di 20 euro .&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;In conclusione mi sembra di poter dire che su tutti questi casi la campagna elettorale ha taciuto&amp;nbsp;&amp;nbsp; : la sinistra ha taciuto e la destra a soffiato sul fuoco per nascondere le sue ruberie .&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Todesco Armando&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
</content>
</entry>
</feed>