08/05/2012

reds 2007, BASTA CON LE MANI IN PASTA

reds 2007, BASTA CON LE MANI IN PASTA

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Il 20 settembre 1792, a Valmy, un esercito raccogliticcio, indisciplinato, di scarsa esperienza militare e per di più in sensibile inferiorità numerica battè l’ordinata armata austro-prussiana. E’ l’esercito della Francia rivoluzionaria e d’allora “gli straccioni di Valmy” significano una presenza in politica priva delle necessarie carature. Un esercito armato di forconi allora ed adesso con munizioni TIM per indire adunanze. Bastano pochi telefoni, pochi pc per organizzare una nuova forma di “non-appartenenza”.




La politica dei comitati d’affari che passa sulla testa dei cittadini è stata sostituita da una forma “piratesca” di aggregazione spontanea. Il ritorno nell’agorà, nella piazza indica la voglia di partecipare direttamente senza mediazioni o interruzioni del rapporto tra cittadino e le Istituzioni. Non si intende più delegare chicchessia.

Il messaggio è lampante: si sono riempite dopo decenni le piazze, rese vuote dalla comunicazione mediatica, passata al setaccio, per certi versi censurata e comunque fatta di parole d’ordine.

La politica-affari, la politica dalle mani pseudo-pulite è cessata. La politica delle banche che sono entrate nel palazzo, la politica dei banchieri che prendono danaro all’1% e lo rilasciano all’8%, deve cessare.

E’ il messaggio di Grillo-Garibaldi, degli “straccioni-pirati” che neanche si conoscono tra loro.

E’ intuibile che dobbiamo imparare a ribaltare i concetti di politica. Quella tradizionale fatta dei partiti di massa che si sono trasformati in comitati monocratici intrisi di politica= affari va ribaltata con le aggregazioni spontanee.

Il paragone con l’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini non regge: allora negli anni Cinquanta quella protesta era l’espressione di un post-fascismo irriducibile che non si arrendeva alle regole della Costituzione e della democrazia. Negli anni cinquanta, basta vedere i vecchi filmati dell’istituto Luce, la politica era impregnata di post-fascismo, anche nel lessico e nelle retorica comiziale. Semmai il paragone potrebbe essere avanzato con il Movimento Consumatori che pure non ha mai superato la soglia dello 0,5-0,8% nelle elezioni europee del 1999. Nelle competizioni successive ha sempre dovuto apparentarsi con altre forze politiche. Unico esempio, a memoria politica, di esponente eletto nelle fila dei DS fu Franco Meloni, XIII legislatura, da Sassari, espressione del movimento localistico dei consumatori sardi. Attualmente Elio Lannutti , presidente ADUSBEF, è in Senato nell’IDV. Stop! I Consumatori di Rienzi e De Vita hanno portato in politica espressioni parcellari delle esigenze dei cittadini. Piccoli azionisti Telecom, ininfluenti necessità localistiche ma non hanno mai toccato il pieno carico delle necessità libertarie e dei diritti collettivi come sta facendo non Grillo ma i suoi cinquestellisti.

Non è una protesta libertaria o pretestuosa: è una vera rivoluzione copernicana sul modo di fare politica. Una piramide rovesciata che muove dal basso identificando le necessità collettive e pluralistiche che sentono i cittadini di Genova e quelli di Trapani.

Basta con i Comitati Centrali, le Direzioni e le Segreterie dei Partiti, basta con la Lista Tonino, Clemente, Pierferdy.

Garibaldi sbarcò a Marsala con un esercito di autentici “straccioni”. Valmy fu ripetuta a Salemi, Calatafimi, Palermo, Volturno.

Attenzione: non Grillo ma i suoi cittadini stanno accendendo la miccia della proposta, quella vera propositiva. Nessuno si è accorto che la fase della protesta è già dietro le spalle della vecchia politica. Non è stato tsunami ma un veracissimo contropiede. Sono rimasti solo indietro a farsi i loro Comitati Centrali. Speriamo che ci restino chiusi e qualcuno spenga la luce.

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