Anonimo Lombardo, I promessi morsi

DA affari italiani

L’Anonimo Lombardo svela com’è nato “I Promessi morsi”. E sulla sua misteriosa identità rivela…
ESCLUSIVA/ L’Anonimo Lombardo concede la sua prima intervista. Il misterioso autore del “primo esempio di mash-up letterario italiano”, la versione gotica del capolavoro di Manzoni dal titolo “I Promessi morsi” (Rizzoli), ad Affaritaliani.it svela una serie di particolari sulla propria identità (“Sono maschio, ho pubblicato per vari editori una decina di libri, con il mio vero nome e con pseudonimi, e poi…”), e spiega com’è nato il libro (“Nel luglio 2009, mentre parlavo con due editor della Rizzoli, ci siamo trovati a commentare il successo in America di ‘Orgoglio, pregiudizio e zombie’, e ci siamo messi a discutere del classico italiano che potesse prestarsi allo stesso gioco. Abbiamo subito convenuto che era obbligatorio partire dai ‘Promessi sposi’…”). Sulla possibilità di “vampirizzare” in futuro altri classici della nostra letteratura dice: “Per adesso mi sto dedicando più che altro all’esercizio fisico, perché mi sono tutto rattrappito, a forza di stare al computer. Per il resto, ho un paio di idee. Vedremo…”. E poi racconta della sua passione per Fruttero e Lucentini, di come i ragazzi stanno accogliendo “I Promessi morsi”, del perché l’uscita del romanzo è stata più volte rimandata, delle difficoltà incontrate nella stesura e di molto altro ancora…

Lunedí 28.02.2011 08:40
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di Antonio Prudenzano

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La copertina
Si tratta, secondo il misterioso autore, del “primo esempio di mash-up letterario italiano”. “I Promessi morsi”, la versione gotica de “I Promessi sposi” di Manzoni, scritto dall’Anonimo Lombardo e da poco portato in libreria da Rizzoli, si sta dimostrando un’operazione letteraria riuscita (per tutti i particolari vedi l’articolo in fondo all’intervista, ndr). Piace ai giovani lettori e viene apprezzata anche dalla critica. E non era affatto scontato andasse così. Nella prima intervista che concede, l’Anonimo Lombardo spiega com’è nato il libro, svela una serie di curiosità sulla stesura del romanzo e rivela alcuni particolari sulla sua identità…

Da ragazzo, a scuola, ha “odiato” “I Promessi sposi” come tanti studenti italiani nel corso degli anni?
“Non li ho odiati affatto. Conteranno le radici lombarde, magari. Infatti, nella disfida letteraria tra Moravia che metteva in luce, per sminuire la grandezza del romanzo, la ‘propaganda’ cattolica dominante nei Promessi sposi e Gadda che invece li esaltava, io stavo e sto dalla parte di Gadda. (Be’, sarei stato sempre e comunque dalla parte di Gadda.)”.

Com’è nata l’idea di riscrivere in chiave gotica il capolavoro di Manzoni?
“Nel luglio 2009, mentre parlavo di tutt’altre faccende con due editor della Rizzoli, ci siamo trovati a commentare il successo in America di Orgoglio, pregiudizio e zombie, e ci siamo messi a discutere del classico italiano che potesse prestarsi allo stesso gioco. Abbiamo subito convenuto che era obbligatorio partire dai Promessi sposi. A quel punto mi hanno chiesto se avevo voglia di scrivere I promessi morsi (il titolo è venuto da loro). Lo sventurato rispose”.

Quanto ha impiegato a scrivere “I Promessi morsi”? 
“Ho cominciato a scrivere nell’agosto 2009 e ho finito a inizio ottobre 2010. Poi c’è stato un mese di pausa per sgombrare la mente, un mese di revisione e un mese di lavoro sulle bozze. All’inizio, la cosa più difficile è stata trovare il tono giusto: la prima scena che ho scritto è stata quella di fra Cristoforo al banchetto nel palazzo di don Rodrigo (che poi culmina nel litigio e nel frate che alza la mano e dice ‘Verrà un giorno…’). Ecco, mi sono reso conto che la prima stesura era troppo legata all’originale di Manzoni, che occorreva ridurre tutto quello che non era funzionale alla trama ‘gotica’. Poi, trovato il tono giusto e arrivato alla scena della monaca di Monza (da lì in poi gli elementi horror e fantastici prendono il sopravvento) la difficoltà è diventata un’altra. Stavo scrivendo una parodia, o meglio un mash-up: come fanno i dj con le canzoni, volevo mixare insieme due libri diversi, I promessi sposi e Dracula, con parecchi altri inserti da altri libri e da altri generi, tra l’altro. (Per quanto ne so, I promessi morsi sono il primo esempio di mash-up letterario italiano). Però volevo che, a prescindere dagli elementi di partenza, il romanzo funzionasse per conto suo, grazie alla forza della sua trama. Volevo che, alla fine di ogni capitolo, il lettore fosse spinto ad andare avanti dal desiderio di sapere ‘cosa succede adesso’, ‘come va a finire’. E le idee forti non vengono sempre al primo colpo, bisogna aspettare il momento buono. Poi, quando si materializza, un’idea narrativa veramente efficace spinge avanti la trama, genera scene e personaggi, regge la storia finché non viene affiancata e superata da un’altra. Quando, finalmente, mi sono venute le tre o quattro buone idee di cui avevo bisogno, la stesura è diventata molto più veloce. Negli ultimi quattro mesi ho scritto tante pagine quante nei primi dieci”.

Come mai l’uscita del libro è stata più volte rimandata?
“Perché io sforo sempre di almeno sei mesi le date di consegna; mentre gli editori, nonostante i precedenti, si fidano delle mie promesse, e quindi annunciano un libro che poi non uscirà. In più, il libro è diventato più lungo e più complesso e più ‘serio’ di quello che ci aspettavamo, perché la storia lo richiedeva”.

Di lei si sa che ha “seri studi storico-letterari alle spalle”, e che “per questo preferisce restare anonimo”. Quindi si vergognava (e si vergogna) dell’ “operazione” e per questo ha scelto l’anonimato?
“Be’, se ne sparano tante, nelle biografie… Comunque no, non me ne vergogno. Dovrei? In realtà ne sono abbastanza orgoglioso. La scelta dell’anonimato ha prima di tutto ragioni letterarie: è un rimando all’anonimo autore del manoscritto da cui Manzoni dice di aver tratto la storia dei Promessi sposi. Poi conta anche il fatto che io sono molto timido…”.

Cosa può svelare sulla sua identità? Ha già pubblicato altri libri? Se sì, si tratta di romanzi o di testi accademici? A proposito, con il suo vero nome ha già pubblicato per Rizzoli?
“Posso dire che sono maschio, e che ho pubblicato per vari editori una decina di libri, da solo e con altri, con il mio vero nome e con pseudonimi”.

Sul web alcuni studenti hanno scritto che preferirebbero dover leggere a scuola “I Promessi morsi” al posto dell’originale di Manzoni. Le fa piacere o la cosa la preoccupa?
“Ci sono ragazzi che conosco bene (parenti stretti, diciamo) che stanno leggendo I Promessi morsi senza aver quasi sentito nominare I promessi sposi. Sì, la cosa un po’ mi preoccupa. Ma un po’ mi diverte. In generale, la scuola tende ad ammazzare i libri che costringe a studiare, dalla Divina commedia ai Promessi sposi. Quindi preferirei che nessuno fosse obbligato a leggere i Morsi. Convinto, magari, indotto…”

Dopo Manzoni, pensa di “vampirizzare” anche altri classici della nostra letteratura?
“Per adesso mi sto dedicando più che altro all’esercizio fisico, perché mi sono tutto rattrappito, a forza di stare al computer. Per il resto, ho un paio di idee. Vedremo…”.

Quali sono i suoi scrittori contemporanei preferiti?
“Posso dire che tendenzialmente sono un lettore di scrittori defunti?”.

A quale autore italiano si sente più “vicino” (a livello di sguardo letterario) e perché?
“Sono cresciuto nel culto di Fruttero e Lucentini. Mi piacciono i romanzi di solida costruzione, generosi di personaggi e trame parallele, con una scrittura  ironica e la capacità di riprodurre un parlato vero (be’, molto più brillante del vero, come accade nei dialoghi delle commedie americane). Romanzi scritti per il gusto di intrattenere, e infatti capaci di soddisfare profondamente il lettore. Anche se l’idea di partenza, il genere, la struttura dei Promessi morsi sono molto diversi da quelli dei romanzi di F&L, mi piacerebbe che il risultato – intrattenere con spirito e intelligenza i lettori – fosse lo stesso. È un desiderio, una speranza”.

SCOPRI I PARTICOLARI SUL  “CASO  PROMESSI MORSI” Doveva uscire a inizio 2010. Poi a novembre. Ora, finalmente, sembra essere arrivato il momento (la data è il 16 febbraio). “I promessi morsi”, versione “vampirizzata” del capolavoro di Manzoni scritta dal misterioso “Anonimo Lombardo” (con alle spalle “seri studi storico-letterari”), sarà in libreria entro febbraio. A ottobre 2010, Tullio De Mauro, intervistato da Affaritaliani.it, aveva commentato così l’operazione: “Non ho letto il libro e non esprimo giudizi, ma un po’ di perplessità da parte mia c’è…”. Chi si nasconde dietro l’Anonimo? Chissà se lassù anche Manzoni è un po’ perplesso…

pubblicato su Affaritaliani.it il 10 febbraio 2011 2010

Sarà la volta buona? Chissà… Sì perché il tribolato sbarco in libreria della versione “Twilight” del capolavoro di Manzoni era prevista per l’inizio del 2010. Poi l’editore Rizzoli (come dimostra l’articolo riproposto qui in fondo pubblicato da Affaritaliani.it lo scorso 5 ottobre, ndr) ha rimandato “I Promessi morsi” – il libro scritto dal misterioso Anonimo Lombardo -, a novembre 2010. Niente da fare, uscita posticipata. E così siamo arrivati a febbraio 2011. La data fissata è il 16…

Nella scheda di presentazione diffusa nei mesi scorsi, si dichiarava che l’Anonimo Lombardo che ha riscritto i “Promessi sposi” in chiave vampiresca ha alle spalle “seri studi storico-letterari”, e che “per questo preferisce restare anonimo”. Nella nuova scheda, di lui si sa solo che l’Anonimo Lombardo “compare nella Tavola dei sottoscrittori nell’edizione critica del Fermo e Lucia, Milano, Casa del Manzoni, MMVI”.

A ottobre Affaritaliani.it aveva chiesto al linguista Tullio De Mauro di commentare l’operazione. Così, allora, il professore: “Non ho letto il libro e non sapevo nulla di quest’operazione, quindi non posso esprimere giudizi, ma non le nascondo che mi lascia un po’ di perplessità…”.

Come per (quasi) tutti i libri anonimi, c’è la curiosità di scoprire la vera identità dell’autore che si nasconde dietro uno pseudonimo. Sarà davvero uno scrittore lombardo?  E sarà un autore Rizzoli? O l’autrice è una donna? La “caccia” all’Anonimo Lombardo riparte. Sempre che il libro arrivi davvero in libreria nei prossimi giorni.

Tullio De Mauro ad Affaritaliani.it: “Un’operazione che mi lascia un po’ perplesso, ma prima di giudicare devo leggerlo…”

pubblicato su Affaritaliani.it il 5 ottobre 2010

IL CASO EDITORIALE/ A novembre uscirà per Rizzoli “I Promessi morsi”, romanzo scritto da “Anonimo Lombardo” (con “seri studi storico-letterari alle spalle”…). Il misterioso autore ha riscritto il capolavoro del Manzoni in versione “gotica”, con tanto di vampiri in “stile Twilight”… Tullio De Mauro commenta con Affaritaliani.it: “Sono un po’ perplesso sull’operazione, ma non esprimo giudizi se prima non ho letto il romanzo…”. Ed è sfida a distanza con Umberto Eco: anche lui ha appena “modernizzato” “I Promessi Sposi” (senza vampiri, però)…  C’è poi da aggiungere che la Giunti ha già venduto 50mila copie con “Promessi vampiri” (nel box a destra, ndr)…

QUELLE 50MILA COPIE DI “PROMESSI VAMPIRI”…

A pochi mesi dall’uscita, in Italia ha già venduto circa 50mila copie “Promessi vampiri” dell’esordiente americana Beth Fantaskey (che non è una “rilettura vampirizzata” del capolavoro manzoniano, meglio chiarirlo…), pubblicato da noi dal contenitore Y della Giunti… Chissà se alla Rizzoli non è dispiaciuto un po’ dover rinunciare a  un titolo che sarebbe stato perfetto per la sua operazione anonima…

Come spingere i ragazzi di oggi a preferire la lettura di un classico a una serata passata su Facebook? Gli editori (così come i professori) faticano a trovare soluzioni, ma gli esperimenti non mancano: c’è chi, come il gruppo l’Espresso in collaborazione con la scuola Holden di Alessandro Baricco, ha appena ideato una collana in cui alcuni noti scrittori di oggi (come lo stesso Baricco, Umberto Eco, Stefano Benni, Andrea Camilleri e Abraham Yehoshua) riscrivono i classici con un linguaggio contemporaneo.

Esiste poi un fenomeno editoriale anglosassone, dove invece va di moda riscrivere i grandi romanzi dell’Ottocento in chiave horror. Finora l’esperimento più riuscito in tal senso è “Orgoglio e Pregiudizio e Zombie” di Seth Grahame-Smith  (in Italia il bestseller in questione è edito da Nord), che si è confrontato con il capolavoro di Jane Austen.

“I promessi sposi” in
uno sceneggiato per la tv
Ora un’operazione simile è tentata dalla Rizzoli, che a novembre manderà in libreria “I promessi morsi. Storia gotica milanese del secolo XVII”. Un misterioso “Anonimo Lombardo” (con “seri studi storico-letterari alle spalle”, e che “per questo preferisce restare anonimo”) ha riscritto il romanzo italiano per eccellenza, “I Promessi Sposi” del Manzoni, in versione “gotica”, con tanto di vampiri in “stile Twilight”.

Così lo presenta la casa editrice (e qui la notizia è anche che uno storico e prestigioso editore come Rizzoli si lanci in un’operazione destinata a far discutere…): “Il più celebre dei romanzi italiani incontra Dracula, La notte dei morti viventi, la saga di Twilight. Per la gioia di tutti quelli che sono (o sono stati) costretti a leggerlo a scuola”. E ancora: “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Anche quando viene vampirizzato”. E sulla trama la scheda di presentazione (che si trova anche sul web, ndr) anticipa tra le altre cose: “(..) E se un nobile vampiro di nome Rodrigo perdesse la testa per una popolana di nome Lucia? E se tra monache-streghe, banditi-licantropi e fratiammazzavampiri, spuntassero, dopo la catastrofe della peste, anche gli zombie?”.

Tullio De Mauro
Contattato da Affaritaliani.it, il professor Tullio De Mauro commenta così la notizia: “Non ho letto il libro e non sapevo nulla di quest’operazione, quindi non posso esprimere giudizi, ma non le nascondo che mi lascia un po’ di perplessità…”.

A questo punto sarà interessante verificare come la critica accoglierà “I Promessi morsi”. E altrettanto interessante potrebbe rivelarsi la “caccia all’Anonimo Lombardo” che rischia di “scatenarsi”… Di sicuro, quella tra la versione “vampirizzata” de “I Promessi Sposi” dell’Anonimo e quella “modernizzata” di Umberto Eco (in uscita per L’Espresso-Scuola Holden) sarà una bella sfida. E chissà se lassù anche il Manzoni è un po’ perplesso…

Anonimo Lombardo, I promessi morsiultima modifica: 2011-02-28T15:54:13+00:00da mangano1
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